Per non estendere troppo l'ambito della discussione, mi soffermerei solo sulle intercettazioni utilizzate in ambito sportivo/calcistico.
Credo che il caso Calciopoli dimostri quanto pericolose possano essere le intercettazioni stesse quando combinate ai ritmi e alle procedure della cosiddetta "giustizia sportiva".
Le indagini su calciopoli infatti partivano da un generale clima di sospetto e si fondavano quasi al 100% su intercettazioni (moltissime, migliaia, MA utilizzate solo in parte), dichiarazioni di parte (legalmente contestabili) e quanto emergeva dagli articoli della Gazzetta dello Sport (!!!).
Cioé, fondamentalmente, tutto si regge sulle parole. Parole che possono essere messe fuori contesto, alterate, o possono essere rilasciate con secondi e terzi fini.
Prove fisiche, pistole fumanti, confessioni? Niente di niente!
Se a questo vai ad aggiungere i ritmi di una giustizia sportiva che spesso ha pochi mesi di tempo per prendere decisioni sommarie e nel cui ambito deve essere l'imputato a dimostrare la sua innocenza e non il contrario (roba che nemmeno in Cina, formalmente, funziona più così...), hai un bel mix di barbarie civile e oscurantismo.
I processi dell'inquisizione, a confronto, erano meno di parte.
Non vorrei si ripetesse lo stesso anche in questo caso, ma ne vedo tutte le premesse...