Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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Seamus

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Citazione di: m.m. il 14 Ago 2014, 00:01
IL FATTO QUOTIDIANO (G. MELETTI) - Solo una cosa è davvero chiara nella farsa intitolata "Il nuovo stadio della Roma"...

Ma dov'è 'st'articolo?

m.m.

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Citazione di: ciceruacchio il 08 Ago 2014, 11:37
non piace nemmeno a me questo progetto. poi in quella landa desolata...
io all'olimpico sto benissimo, ci arrivo in dieci minuti e non ho alcun interesse a vedere la partita "da più vicino".
perciò se proprio devono pensassero ad altre soluzioni.
al giorno d'oggi bisogna prender atto che senza stadio di proprietà gli altissimi livelli probabilmente non li raggiungerai mai.
pensa che fenomeno Dino Viola, aveva capito tutto nel 1983, quando se ne uscì per la prima volta con l'idea stadio. e gli fu impedito.
tanto per dire di quanto la roma come dite voi è sempre aiutata.
ad oggi avrebbe avuto il suo stadio da quasi 30 anni e sarebbe stata tutta un altra storia.

Cronache del 1987

IL MEGASTADIO DEI PALAZZINARI
DOMANI la giunta capitolina decide se fare o meno il Maracanà romano, il nuovo stadio dei centomila per la finale dei campionati del mondo di calcio del 1990. Come vuole la tradizione dell' urbanistica romana (e italiana) si tratta di un' opera sbagliata nel posto sbagliato, progettata in nome della solita emergenza di turno. Sono presenti tutte le premesse che sono all' origine di tutte le attuali malformazioni di Roma. Primo. Lo stadio non viene localizzato in base a un qualche programma di pianificazione, ma in base alla mappa catastale, cioè alla proprietà fondiaria: lo si vuol fare in quel posto, in località Magliana Vecchia, in un' ansa del Tevere tra la città e l' aeroporto di Fiumicino, perché quei terreni interessano personaggi dell' Associazione Sportiva Roma e i grossi gruppi finanziari che le stanno dietro (Acqua Marcia, Fincasa, Cogefar). Secondo: i campionati del mondo di calcio sono un' emergenza effimera, e il nuovo stadio dei centomila diventerà una cattedrale nel deserto (come il velodromo dell' Eur fatto per le Olimpiadi del ' 60): dato che, passata la festa, le partite del campionato italiano che riescono a riempire l' esistente stadio Olimpico non sono più di tre-quattro all' anno. Il cuore di Roma è giallorosso, dicono gli ultrà: si vede che non basta. Terzo. Lo stadio viene presentato dal suo gran promotore, il presidente della Roma Dino Viola, come un regalo, a costo zero per la città. In realtà, tutte le grandi speculazioni romane dei decenni passati sono avvenute così. Il proprietario di terreni periferici regalava qualche ettaro al Comune per qualche edificio pubblico o per un quartiere di edilizia popolare, il Comune portava infrastrutture e servizi e quando il sindaco accorreva a porre la prima pietra, tutti gli altri terreni del donatore e dei suoi amici erano già saliti alle stelle. L' inumana periferia romana ha mille abitanti per ettaro, con uomini e donne, vecchi e bambini murati vivi nelle intercapedini dell' edilizia intensiva, sono nati in nome dell' accaparramento privato della rendita fondiaria. QUARTO. E' sempre Pantalone che paga. Non sarà solo uno stadio ma una città dello sport con negozi, sedi di società, uffici, centri commerciali eccetera, per circa 200 ettari. Si calcolano in tre-quattrocento miliardi almeno le spese che Comune, Stato eccetera dovrebbero spendere per adeguare strade e autostrade esistenti, ferrovie, costruire un ponte sul Tevere e via dicendo. Quinto. Lo stadio viola le destinazioni di piano regolatore (verde pubblico, verde attrezzato, agro romano) e manda a monte il progetto avviato dalla passata amministrazione che in quella zona prevede un complesso ricreativo diversificato, per la pratica sportiva e non solo per lo spettacolo, nel rispetto per l' ambiente della piana alluvionale del Tevere. Sesto. Il nuovo stadio, con tutto quello che si tira dietro, viene collocato nel settore sud-occidentale della città, tra Roma e il mare, cioè nella direzione esattamente opposta a quella in cui il piano regolatore prevede il più consistente sviluppo urbano, cioè il settore orientale. E' qui che è prevista la realizzazione dell' asse attrezzato, ovvero dell' ormai famoso Sdo (Sistema direzionale orientale), dove trasferire milioni di metri cubi di edilizia direzionale e terziaria, al fine di alleggerire il centro storico dalle funzioni incompatibili che oggi lo soffocano e lo condannano a morte (sono duecentomila le persone che nell' ultimo trentennio sono state espulse dal centro storico per far posto agli uffici). Venisse fatto lo stadio-città verrebbe definitivamente confermata la rovinosa espansione a macchia d' olio, causa di tutti i mali di Roma. Insomma, assisteremmo a una nuova tappa nello smontaggio del piano regolatore di Roma. Si cominciò con l' Eur che spinse Roma nella direzione sbagliata (L' Eur e Roma dagli anni Trenta al Duemila, è il titolo dell' esemplare saggio edito da Laterza, autori Italo Insolera e Luigi Di Majo); si proseguì con le Olimpiadi del ' 60 (Via Olimpica, Palazzo dello Sport e Velodromo dell' Eur: e fu gran cosa se si riuscì a impedire che venisse costruito uno stadio sull' Appia Antica, sopra le catacombe di S. Callisto). Adesso si darebbe il via al saldamento Roma-mare, e quindi, come osserva la sezione romana di Italia Nostra, alla definitiva compromissione del parco del Tevere e del parco del litorale: e infine verrebbe vanificato anche il disegno di legge per Roma Capitale, che riafferma l' importanza dello Sdo, e prevede di trasferirvi (nell' area demaniale dell' ex-aeroporto di Centocelle) alcuni ministeri. QUESTO per quanto riguarda la questione di fondo, urbanistica (contrari allo stadio sono Pci e verdi, ma la stessa maggioranza non è compatta): per il resto, chiunque può fare un elenco delle vere priorità per Roma, per un ragionevole impiego dei fondi necessari a sollevarla dallo squallore attuale. Mancanza di verde e degli impianti sportivi di base, inquinamento che sfarina in gesso i monumenti, novecento edifici pericolanti (tra cui palazzo Senatorio e Tabularium), ottantamila famiglie in attesa di un alloggio pubblico (mentre lo spreco edilizio fa sì che a Roma ci siano ottocentomila stanze inutili, in più degli abitanti), insigni collezioni di antichità chiuse in casse che girovagano negli scantinati (l' Antiquarium comunale), l' Appia Antica ridotta a uno scarico di immondizie. Non si deve infine dimenticare quello che più ci distanzia dagli altri paesi europei: la mancanza di una politica fondiaria che consenta di costituire ampi demani di aree dove indirizzare gli sviluppi; una mancanza che ci obbliga sempre a scegliere dal mazzo la carta cioè i terreni voluti dalla speculazione. Sono i grandi esempi svedesi, le città satelliti di Stoccolma (che ha un demanio di estensione doppia all' ampiezza del comune), i quartieri delle città olandesi, le new towns inglesi, le nouvelles villes della Francia, tutti insediamenti costruiti su terreno preventivamente acquisito e urbanizzato dal comune, col risultato che il plusvalore torna nelle casse pubbliche anziché finire nelle tasche dei privati. Ma son cose che non interessano i politici e gli amministratori italiani.
di ANTONIO CEDERNA


Palazzinari, anse del Tevere, spese strutturali a carico del comune di Roma...tutto (ri)torna
"Ehhh, maaabbburocrazzzia!!!"

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kurt

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Pare scritto ieri, cambi qualche nome, qualche sigla di partito, le "location"...
Quasi 30 anni, sempre le stesse cose...siamo un paese sconcertante, direi avvilente.

Blueline

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Ma se fanno tutti quegli uffici/palazzine ecc., con la grave recessione in atto si rischia solo di costruire senza nessuna utilità per la società, in pratica di deturpare una zona di Roma.

robylele

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vorrei la lista degli investitori stranieri che pagheranno il...progetto.
nessun giornalista la pubblica.  :DD

turco

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Citazione di: robylele il 16 Ago 2014, 18:08
vorrei la lista degli investitori stranieri che pagheranno il...progetto.
nessun giornalista la pubblica.  :DD

E' una join venture di Pallotta con la Disney, talmente straordinaria che Paperone ha come socio Rockerduck.
Non possono pubblicare la notizia perchè è un'esclusiva del Papersera.
Stay tuned  :DD

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bellodecasa

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(ANSA) - ROMA, 19 AGO - Il sindaco di Roma Ignazio Marino incontrerà venerdì prossimo a New York il presidente della Roma James Pallotta per parlare del progetto del nuovo stadio del club giallorosso. Lo si apprende dal Campidoglio. Alla riunione parteciperà anche l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo.
Scopo dell'incontro definire il progetto, una cui integrazione è stata illustrata oggi da Caudo a Marino. Da discutere soprattutto le opere pubbliche legate allo stadio, che sorgerà nella zona di Tor di Valle.
   

biancocelestedentro

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tanto per sapere, perché non vivo a roma, ma questo spende soldi pubblici per inseguire james pallotta in america, lui l'assessore e qualche altro membro con funzione di codazzo?

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Citazione di: biancocelestedentro il 19 Ago 2014, 23:14
tanto per sapere, perché non vivo a roma, ma questo spende soldi pubblici per inseguire james pallotta in america, lui l'assessore e qualche altro membro con funzione di codazzo?
Allucinante. Non ci sono parole

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NatoIl9Gennaio

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Citazione di: biancocelestedentro il 19 Ago 2014, 23:14
tanto per sapere, perché non vivo a roma, ma questo spende soldi pubblici per inseguire james pallotta in america, lui l'assessore e qualche altro membro con funzione di codazzo?
E si che il lavoro a roma non gli mancherebbe

http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/08/19/news/si_allaga_il_mausoleo_di_augusto_nel_giorno_del_via_alla_festa_per_il_bimillenario-94072083/?ref=HREC1-18

m.m.

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CORSERA (A. CAPPONI) - Cinquanta milioni servono solamente per la metropolitana, per la cura del ferro, per le opere (principali) di «pubblica utilità ». E, in più, il Campidoglio diminuisce il numero delle cubature. In sintesi: la trattativa per lo stadio della Roma a Tor di Valle è in una fase fragile, delicatissima. Forse anche sul punto di rompersi. Perché solamente dopo l'incontro a New York con James Pallotta — il sindaco e l'assessore Giovanni Caudo voleranno domani in direzione Stati Uniti — si capirà se la proprietà americana è disposta ad accettare le richieste del Campidoglio. Di certo, il retroscena di ieri è illuminante: doveva essere Pallotta a piombare a Roma ma, forse a seguito delle richieste capitoline, alla fine l'accordo è stato un altro. Marino aveva comunque in programma il viaggio in America (a Philadelphia) e così ha deciso per lo scalo newyorkese. Ma è evidente che la decisione di Pallotta di non raggiungere la Capitale sembra raccontare altro: che la trattativa, al momento, appare in bilico.

Di certo, oggi, le posizioni sembrano parecchio distanti: nel progetto originario, infatti, 220 milioni sarebbero stati compensati in cubature, e 50 milioni (dei quali 10 per la metropolitana) avrebbero rappresentato l'investimento «puro» dei privati. Invece, il Campidoglio — dopo la riunione di ieri pomeriggio in Campidoglio tra Marino e Caudo — ha stabilito che quella cifra, 10 milioni, proprio non basta per prolungare la linea B «fino a Tor Di Valle»: per quell'opera, infatti, di milioni ne servono cinquanta. «Almeno». Le «modifiche» chieste a Pallotta e Parnasi (il costruttore) sono, quindi, di ordine sia qualitativo sia quantitativo: la diminuzione delle cubature, come detto, e in più anche la valutazione di quelle che, nel progetto, venivano presentate come «opere di pubblica utilità» come ad esempio i due parcheggi.

Insomma, questo è ciò che la delegazione del Campidoglio andrà a dire a Pallotta: e cioè che queste sono le condizioni e una volta accettate si potrà discutere del resto, dei dettagli, come ad esempio dello svincolo stradale che supera il vincolo della Regione (la modifica presentata ieri prevede il collegamento tra il nuovo asse viario e la Roma Fiumicino utilizzando, dopo gli opportuni adeguamenti, la rotatoria del Parco dei Medici già esistente). Anche perché senza la metropolitana anche la nuova strada indicata nella variazione del progetto finirebbe, con ogni probabilità, travolta dal flusso automobilistico. «Invece noi vogliamo che almeno la metà dei tifosi — spiega l'assessore Giovanni Caudo — vada allo stadio con la metropolitana, come avviene altrove e come non accade all'Olimpico...».

Il discorso del Campidoglio è chiarissimo: va bene lo stadio della Roma, ma Roma — la città — deve poter sostenere l'opera, giovarsene in qualche modo, oppure il rischio è che per il quadrante interessato (e non solo) l'opera si trasformi in un incubo, sicuramente dal punto di vista del traffico. Saranno le 11 di mattina a New York, venerdì (le cinque di pomeriggio qui) quando il sindaco e l'assessore varcheranno la soglia degli uffici di Pallotta: a lui riferiranno anche delle altre richieste, quelle stabilite dalla conferenza di servizi, il maggior spazio al verde, il miglioramento ambientale, le risorse per la difesa idraulica (c'è il fosso di Vallerano, affluente del Tevere). Ma questi saranno aspetti dei quali forse neanche si parlerà: perché la parte principale della discussione verterà sulla diminuzione delle cubature, sul concetto di «pubblica utilità» (voce sotto la quale, nel progetto, era considerato anche il parcheggio vip...) e quindi sul prolungamento della linea B, per il quale servono «cinquanta milioni». Una cifra, milione più milione meno, vicina a quella spesa dalla Roma (34 milioni, ingaggi a parte) per la campagna acquisti dell'ultimo calcio mercato.

Il colpo clamoroso a spese della collettività, circuendo il chirurgo miracolato, pare destinato ad abortire già in fase embrionale.

Il sacro fosso di vallerano sarà il nostro Piave.

mapalla

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Citazione di: m.m. il 20 Ago 2014, 09:37
CORSERA (A. CAPPONI) - Cinquanta milioni servono solamente per la metropolitana, per la cura del ferro, per le opere (principali) di «pubblica utilità ». E, in più, il Campidoglio diminuisce il numero delle cubature. In sintesi: la trattativa per lo stadio della Roma a Tor di Valle è in una fase fragile, delicatissima. Forse anche sul punto di rompersi. Perché solamente dopo l'incontro a New York con James Pallotta — il sindaco e l'assessore Giovanni Caudo voleranno domani in direzione Stati Uniti — si capirà se la proprietà americana è disposta ad accettare le richieste del Campidoglio. Di certo, il retroscena di ieri è illuminante: doveva essere Pallotta a piombare a Roma ma, forse a seguito delle richieste capitoline, alla fine l'accordo è stato un altro. Marino aveva comunque in programma il viaggio in America (a Philadelphia) e così ha deciso per lo scalo newyorkese. Ma è evidente che la decisione di Pallotta di non raggiungere la Capitale sembra raccontare altro: che la trattativa, al momento, appare in bilico.

Di certo, oggi, le posizioni sembrano parecchio distanti: nel progetto originario, infatti, 220 milioni sarebbero stati compensati in cubature, e 50 milioni (dei quali 10 per la metropolitana) avrebbero rappresentato l'investimento «puro» dei privati. Invece, il Campidoglio — dopo la riunione di ieri pomeriggio in Campidoglio tra Marino e Caudo — ha stabilito che quella cifra, 10 milioni, proprio non basta per prolungare la linea B «fino a Tor Di Valle»: per quell'opera, infatti, di milioni ne servono cinquanta. «Almeno». Le «modifiche» chieste a Pallotta e Parnasi (il costruttore) sono, quindi, di ordine sia qualitativo sia quantitativo: la diminuzione delle cubature, come detto, e in più anche la valutazione di quelle che, nel progetto, venivano presentate come «opere di pubblica utilità» come ad esempio i due parcheggi.

Insomma, questo è ciò che la delegazione del Campidoglio andrà a dire a Pallotta: e cioè che queste sono le condizioni e una volta accettate si potrà discutere del resto, dei dettagli, come ad esempio dello svincolo stradale che supera il vincolo della Regione (la modifica presentata ieri prevede il collegamento tra il nuovo asse viario e la Roma Fiumicino utilizzando, dopo gli opportuni adeguamenti, la rotatoria del Parco dei Medici già esistente). Anche perché senza la metropolitana anche la nuova strada indicata nella variazione del progetto finirebbe, con ogni probabilità, travolta dal flusso automobilistico. «Invece noi vogliamo che almeno la metà dei tifosi — spiega l'assessore Giovanni Caudo — vada allo stadio con la metropolitana, come avviene altrove e come non accade all'Olimpico...».

Il discorso del Campidoglio è chiarissimo: va bene lo stadio della Roma, ma Roma — la città — deve poter sostenere l'opera, giovarsene in qualche modo, oppure il rischio è che per il quadrante interessato (e non solo) l'opera si trasformi in un incubo, sicuramente dal punto di vista del traffico. Saranno le 11 di mattina a New York, venerdì (le cinque di pomeriggio qui) quando il sindaco e l'assessore varcheranno la soglia degli uffici di Pallotta: a lui riferiranno anche delle altre richieste, quelle stabilite dalla conferenza di servizi, il maggior spazio al verde, il miglioramento ambientale, le risorse per la difesa idraulica (c'è il fosso di Vallerano, affluente del Tevere). Ma questi saranno aspetti dei quali forse neanche si parlerà: perché la parte principale della discussione verterà sulla diminuzione delle cubature, sul concetto di «pubblica utilità» (voce sotto la quale, nel progetto, era considerato anche il parcheggio vip...) e quindi sul prolungamento della linea B, per il quale servono «cinquanta milioni». Una cifra, milione più milione meno, vicina a quella spesa dalla Roma (34 milioni, ingaggi a parte) per la campagna acquisti dell'ultimo calcio mercato.

Il colpo clamoroso a spese della collettività, circuendo il chirurgo miracolato, pare destinato ad abortire già in fase embrionale.

Il sacro fosso di vallerano sarà il nostro Piave.
Certo un sindaco ed un assessore di una città di 4 milioni di abitanti che vanno di persona a New York per parlare con uno che ha chiesto una licenza edilizia...
A spese di chi andranno?

CodyAnderson

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Citazione di: mapalla il 20 Ago 2014, 09:58
Certo un sindaco ed un assessore di una città di 4 milioni di abitanti che vanno di persona a New York per parlare con uno che ha chiesto una licenza edilizia...
A spese di chi andranno?

passa di li ma deve andare a philadelphia in realtà ...  :o, a parte gli scherzi, può essere vero visto che ci ha lavorato come medico. chi paga non lo so ma onestamente non mi interessa di 1000 euro di biglietto, a me interessa che questo sindaco non faccia scempi come hanno fatto i suoi predecessori.

comunque il progetto inizia a somigliare a quello di Armando Feroci, secondo me ci stanno pensando. una colata di cemento sul tevere e la viabilità non è più un problema a tor di valle.

vagabond

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chissà che ci deve mangiare in questa giunta...

WhiteBluesBrother

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A Philadelphia marino
incontra il fantasma formaggino... :=))
Vorrei spiegazioni, che va a fare e chi paga. Poi, se non sono convinto, via con una bella denuncia penale per malversazione e interesse privato in atto pubblico.

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m.m.

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News of the day: trip to usa.

Interesse pubblico=prolungamento metro.

Per i pavidi: quanto tempo (e quanto denaro) ci vuole per realizzare una nuova stazione della metro in questa città?

Chiudiamo il topic?

No, trattasi di leggenda metropolitana.

Up!

E buon doria a tutti.

m.m.

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Scusassero.
Posto er riferimento curturale.

AGENZIA DIRE - Il vero problema per il nuovo stadio della Roma non è lo svincolo della Roma - Fiumicino, ma l'assenza (per ora) di un interesse pubblico. E "il vero interesse pubblico è la metro. Lo abbiamo sempre detto". L'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo non usa giri di parole sul nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, per il quale i problemi appaiono sempre più insormontabili. A due settimane dal termine ultimo per il Comune per dare il suo via libera, Caudo alza la voce e conferma all'agenzia di stampa Stadio della Roma, Marino e Caudo volano da Pallotta: "O la metro o non c'è l'interesse pubblico" quanto scritto stamattina da Il Messaggero. Lui e il sindaco sono a New York per parlare con Pallotta.

Il concetto che esprimeranno è più o meno questo: lo Stadio si deve fare, ma senza l'interesse pubblico non daremo mai l'ok. Un problema che va al di là della variante presentata ieri e che prevede l'utilizzo della rotonda di Parco de Medici per il collegamento tra la Roma Fiumicino e il nuovo asse viario.

Caudo scopre le carte e mai come in questi mesi usa parole nette. Non si parla di conferenze dei servizi da dipartimenti, enti interessati e Regione Lazio. Il problema lo solleva il Campidoglio perchè "non si puo' concepire un'opera pubblica come un nuovo stadio costruendo solo strade. Dov'è l'interesse pubblico? Dov'è l'utilità nel riempire di macchine il lungotevere o la via Ostiense?".

Il vero obiettivo dell'amministrazione è quindi uno: "Cambiare la modalità con cui si va allo stadio, non più con il mezzo proprio ma con la metro. È questo l'unico cambiamento che genererebbe un interesse davvero per la collettività". Inutile quindi pensare a varianti, nuovi svincoli, nuove rotatorie e congiungimenti di strade senza la metro. In questo l'amministrazione non intende retrocedere nemmeno di un millimetro. Progetto a rischio quindi? Non a detta di Caudo, secondo il quale un tpl efficiente dovrebbe essere prioritario anche per il patron della Roma, James Pallotta: "La Roma ha tutto l'interesse che i giorni delle partite la città non si trasformi in un inferno. Penso che quindi una soluzione tra le parti si troverà".

E per quel che riguarda le cubature? "La cubatura non si riduce, bensì si corrisponde la superficie utile lorda equivalente a opere che noi riteniamo di interesse pubblico". Questa quindi la richiesta che verrà presentata durante il colloquio di venerdì negli Stati Uniti tra il sindaco Marino, lo stesso assessore Caudo e Pallotta: un maggiore stanziamento per il prolungamento della metro B (da 10 a 50 milioni) e un premio di cubatura forse minore rispetto a quelle che erano le stime iniziali.

Il proponente (As Roma + Parnasi) quindi dovrebbe tirar fuori più soldi e costruire meno case rispetto a quanto previsto.

Caudo, sempre alla Dire ha chiarito i motivi dell'accelerazione: "C'è la volontà", ha spiegato Caudo, "di rispettare le scadenze, non volevamo ridurci a fine agosto e abbiamo sfruttato il viaggio a Philadelphia previsto da Marino per poter affrontare la questione dal vivo". Un viaggio lampo, "che durerà solo la giornata di venerdì".


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