Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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ian

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Tarallo

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Citazione di: ian il 12 Lug 2014, 18:27
Voleva dire 110 Dodò

E ho capito. Qua la gente devono essere precisi.

sharp

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Che ne so, avevo letto che verrebbe a costa'Sui 900/1000ml di euro
Ma perché che ho scritto aspetta che me rileggo

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Tarallo

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Citazione di: sharp il 12 Lug 2014, 18:43
Che ne so, avevo letto che verrebbe a costa'Sui 900/1000ml di euro
Ma perché che ho scritto aspetta che me rileggo

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Sempre 110 Dodo' sono, non 110 milioni di Dodo'.

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sharp

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Citazione di: sharp il 12 Lug 2014, 18:43
Che ne so, avevo letto che verrebbe a costa'Sui 900/1000ml di euro
Ma perché che ho scritto aspetta che me rileggo

inviato con il mio S3 sempre forza Lazio e asriommasempremmerdafognadestacittà

Vero ho scritto 110 milioni di dodo
Sorry



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Tarallo

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Spezzati un braccino e stiamo pari.

m.m.

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Non andiamo ot.

Rimanete preoccupati.


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sharp

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Citazione di: Tarallo il 12 Lug 2014, 18:46
Spezzati un braccino e stiamo pari.

Non posso,sono programmato per autotutelarmi, però se vuoi, quando ricapiti fammi un fischio, ci vediamo ed un braccino da spezzare lo trovo :D

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Stadio, si cambia. Il Comune avverte la Roma: «Il progetto va modificato» (Gazzetta dello Sport ed. Roma 13 Luglio)
Alessandro Catapano/Massimo Cecchini

Una delicata e sfiancante partita a tre. Questo è diventato il dibattito, soprattutto quello privato, intorno al nuovo stadio della Roma. Uno scambio ormai quotidiano di proposte e controproposte tra chi avrebbe voluto sfruttare l'area di Tor di Valle per farne un grande polo sportivo e commerciale, niente di più (Pallotta), chi, invece, tenta di sfruttarla per l'ennesimo blitz edilizio (Parnasi e il consorzio di costruttori che presumibilmente metterà insieme), chi, infine, deve e vuole fare gli interessi della città (il Comune di Roma).

L'equivoco
La partita, come è facile capire, si gioca su almeno tre livelli: economico, politico e, ci permettiamo, etico. Le regole del gioco le ha stabilite la legge di stabilità firmata dal Governo Letta a fine 2013, nei tre commi che disciplinano l'impiantistica sportiva. Concepiti dopo un parto travagliato, scritti con l'ambizione di accontentare tutti: cittadini, società sportive, palazzinari. Col risultato, già sotto gli occhi di tutti, che non si riesce a capire se la legge tuteli più la «pubblica utilità» dell'opera o più il suo «equilibrio economico-finanziario». In questo quadro si muove l'iter burocratico del nuovo stadio della Roma, anzi delle opere che di sportivo non avranno nulla — il grande Centro Direzionale che vuole costruire Parnasi — ma che serviranno a garantire il suddetto equilibrio economico di tutta l'operazione. E in questo quadro si inserisce la polemica delle ultime ore lanciata da Legambiente (a proposito, dov'era quando venivano scritti quei tre commi?) sui costi delle infrastrutture «scoperti» (220 milioni) e sulla concessione a Parnasi and Co. di 910mila metri cubi di cemento in più (quelli per il Centro Direzionale) per coprirli. Polemica in cui ieri è dovuto entrare il Comune.

«Così non va»
La posizione dell'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo si potrebbe sintetizzare così. Perché dietro le dichiarazioni ufficiali rilasciate a Radio Radio, in un linguaggio istituzionale — «Ad ora la proposta depositata è troppo semplificata, il nostro obiettivo è lavorare perché emerga il suo interesse pubblico » —, c'è una profonda insoddisfazione per la parte del progetto che compete esclusivamente a Parnasi (su quella che compete a Pallotta sono bastate due ore di colloquio venerdì con Mark Pannes), mista all'imbarazzo per il rischio di immagine che assessore e sindaco corrono. L'amministrazione Marino, che come ricordava Caudo «un anno fa ha scongiurato 23.610.000 metri cubi di cementificazione», non può e non vuole passare alla storia per l'ennesima gestione — finché le consentiranno di governare — sotto cui ha proliferato la Roma palazzinara. Ecco perché, al netto del politichese usato ieri, dal Campidoglio filtra una posizione dura: «La proposta, così come ci è stata presentata, dovrà subire delle modifiche se vuole avere il visto di "pubblica utilità"». Ed è facile immaginare che le modifiche richieste per «giustificare quel milione di metri cubi in più» dovranno coinvolgere le opere necessarie alla «connessione del sistema Stadio alle infrastrutture esistenti», soprattutto il potenziamento della rete ferroviaria, che il Comune ritiene insufficiente.

Occhi puntati su...
Luca Parnasi, è inevitabile. Quelli del  Comune e della Conferenza di servizi — che si riunirà il 31 luglio — sono ben disposti a valutare la possibilità di rendere Tor di Valle anche la sede di alberghi, società e banche (UniCredit, prima creditrice di Parnasi, si è già candidata), ma al tempo stesso rivelano un certo scetticismo sull'ambizione (e l'«attualità») del tentativo. Quelli di James Pallotta, a cui ogni ostacolo o rallentamento del progetto può causare un danno di immagine e, conseguentemente, un problema economico con i suoi partner internazionali. Quelli dei romanisti tutti, che hanno già dovuto ingoiare un'amara verità: lo stadio che, forse, vedranno a Tor di Valle, non sarà della Roma, ma di un consorzio di variopinti imprenditori che glielo daranno in affitto

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 13 Lug 2014, 07:53
Quelli dei romanisti tutti, che hanno già dovuto ingoiare un'amara verità:
Per quello non ci sono problemi, sono abituati.
Ogni anno, a maggio, aivoglia a ingoiare amare verità.

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PILØ

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 13 Lug 2014, 07:53

Una delicata e sfiancante partita a tre. Questo è diventato il dibattito, soprattutto quello privato, intorno al nuovo stadio della Roma. Uno scambio ormai quotidiano di proposte e controproposte tra chi avrebbe voluto sfruttare l'area di Tor di Valle per farne un grande polo sportivo e commerciale, niente di più (Pallotta), chi, invece, tenta di sfruttarla per l'ennesimo blitz edilizio (Parnasi e il consorzio di costruttori che presumibilmente metterà insieme), chi, infine, deve e vuole fare gli interessi della città (il Comune di Roma).

Come al solito, la roma è parte lesa. Loro vorrebbero costruire solo lo stadio, sono i palazzinari a voler speculare.

laziAle82

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Jabot

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C'è sta scritto che hanno una stanza hall of fame.  Ma che ce mettono dentro? Le vittorie morali? Le coppe immaginarie? O una replica in marmo dergodeturone


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E' un discorso parallelo ma, in qualche modo correlato.
la Nike esce dai mondiali con le ossa rotte. E' stato e sarà probabilmente un bagno di sangue per l'azienda dello Swoosh.
In finale sono finite 2 squadre targate adidas.
Che hanno battuto 2 squadre targate Nike.
Soprattutto il Brasile, che era il cavallo sui cui avevano puntato quasi tutto, ha finito con 10 reti subite nelle 2 ultime partite decisive. Inutile dire che la maglietta della seleçao, come tutto il materiale che ricorda una delle più grandi vergogne sportive dei giallo-oro non avranno picchi di vendita molto elevati.
Anche i loto rivoluzionari scarpini/calzino, i "magistra" non hanno avuto il successo sperato, almeno a livello di testimonial.
Nessuno delle loro vedettes li ha utilizzati, soprattutto Cristiano Ronaldo che sebbene sia il protagonista dello spot che li lanciava, ha pensato bene di non indossarli durante il mondiale. Anche perché i dubbi sui loro punti deboli sono stati espressi da molte parti prima del lancio.
Gli stessi testimonial scelti dalla Nike per la loro campagna "Risk Everything" non sono stati tra i protagonisti del torneo. Andare sul sito per vedere.
Da Ribery che é tornato a casa prima di cominciare passando per Iniesta, Cristiano Ronaldo e Rooney.
Paradossalmente, a fronte di un investimento strategicamente capitale, solo Neymar e David Luiz, dei giocatori scelti come testimonial hanno passato i gironi salvo finire poi o infortunati o con una disfatta epocale.
Di fronte a Adidas, che già la fa da padrone con il suo materiale tecnico ufficiale della Fifa, la Nike é a terra.
Con, appunto, un probabile bagno di sangue economico.

Per molto meno le aziende cambiano radicalmente strategia in un batter d'occhio.
Aspettiamoci sorprese.

Omar65

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"Consorzio di variopinti imprenditori"

:rotfl:

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