Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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Eagle78

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Citazione di: legionarix XCIX il 06 Set 2014, 10:38
Questi signori sono venuti a far conquiste a Roma rivendicando la storia che li sottomise all'impero romano. Jim è di Boston, (e pure socio dei Boston CELTICS) Boston è una città influente della cultura Celtica, e i Celti un tempo erano in conflitto con i romani...I Pallotta, i Zanzi, hanno sostituito i capi tribù di una volta Tribù celtiche stanziate in Britannia (Togodumno e carataco) In scozia (william Wallace) in Gallia (Vercingetorige), In Germania (arminio, teutoni) in Belgio (ambiorige), tutti popoli celti assoggettati e resi schiavi dall'impero romano. Adesso si stanno vendicando,stanno vendicando i loro antenati. sono venuti qui dopo 2 mila e passa anni a riprendersi una rivincita. Si sono piazzati a roma con la scusa dello stadio per saccheggiarla come il sacco di roma fatto da brenno. Faranno soldi a palate e dopo aver strizzato per bene le tasche dei romani della As Roma ritorneranno con i loro trofei di guerra nelle loro tribù celtiche. Il mondo è cambiato, una volta era Roma che spadroneggiava lungo l'europa facendo incetta di popolazioni barbare, adesso sono loro quelli in cerca di conquiste. Un connubio celti/romani non può esistere, in realtà è solo una stretta di mano con l'inganno sotto, un modo subdolo di infilarsi da finto amico a roma e usarla, conquistarla, distruggerla. Noi della Lazio dobbiamo continuare a tifare i nostri, la Lazio è l'ultimo baluardo contro le orde straniere. La Lazio è Roma, e se i giallozozzi oltre ad essere di varie etnie diventeranno celti pure loro caccieremo via Celti e ibridi mercenari dalla capitale. Difendiamola!!!!

il mondo è cambiato, ma te resti un c. gliela potevi dà 'na letta al copia & incolla, è gratis.

WhiteBluesBrother

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Il cosiddetto codice Urbani, lo stesso per il quale il flamigno è considerato monumento nazionale e quindi intoccabile, riguarda (fra mille altre cose) edifici che abbiano interesse storico, e "etnoantropologico" il cui autore sia scomparso e che abbiano più di 50 anni.
Orbene, l'ippodromo di Tor di Valle è stato inaugurato lo stesso anno del Flamigno, nel 1959, ed è opera di un altro famoso architetto, Julio Lafuente, scomparso l'anno scorso.
Guarda caso, si è cominciato a parlare della demolizione dell'ippodromo DOPO la morte dell'architetto, che in vita è riuscito a "frenare" la ristrutturazione di una sua altra opera architettonica ben più recente, la quale è dunque rimasta esternamente della stessa identica forma e aspetto (palazzo Esso a Viale Castello della Magliana).
Io mi sono perso nella lettura del chilometrico DLGS  42/04 ma ho capito (fra art.10 e12) che per essere preservato, l'intervento a salvaguardia, con una dichiarazione ufficiale del MIB il cui iter parte o per richiesta ufficiale del proprietario (figuriamoci) o d'ufficio. L'immobile in oggetto ha TUTTE le caratteristiche per essere sottoposto a vincolo, e il solo avvio dell'iter da parte del MIB, e che fino a che l'iter non è concluso con la dichiarazione ufficiale l'immobile risulta vincolato (vincolato fa rima e assonanza con...).
Caro MIB ti scrivo.
Perché il flamigno si e tor di valle no?
Scateniamoci!!!! Gli avvocati penetrino nel Decreto, chi lavora al MIB ritrovi il percorso seguito per il flamigno, e avute tutte le risultanze, organizziamoci per una bella petizione "Salviamo il meraviglioso ippodromo di Tori di Valle!"
Con copia del tutto al Messaggero 8)



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Citazione di: jp1900 il 06 Set 2014, 10:37
Ma la conosci Roma? Ma come gli "avanzano" 3 ore? Non ti bastano 3 settimane per vedere quello che serve.

Inviato dal mio GT-I9505 utilizzando Tapatalk

Citazione di: olympia il 06 Set 2014, 10:36
Ma quando mai?  Il turista manco sa che esiste una squadra di calcio che si chiama roma. Con tutte le cose da vedere va al centro commerciale a Tor di valle? Non esageriamo, sarà meta di parte dei frequentatori riommici di parco Leonardo e porta di Roma, solo il sabato e la domenica. Dove sarebbe la pubblica utilità?  asrm

insomma vabbé mi volete dire che non esiste gente che andando in città
straniere gli capita di andare a visitare lo stadio o di andare a vedere una
partita di calcio, a Londra... Parigi, Berlino, Madrid... ci vanno perché non
c'è ovviamente un caxxo da vedere ma a Roma invece so' così impegnati
che allo stadio della rioma non ci andranno... perfino quelli (rimbambiti) che
venivano all'olimpico (gruppi scolaresche cinesi giapponesi norvegesi...) a
vedere uno stadio di atletica prestato al calcio non ci andranno per ripicca.

Questo stadio non gli porterà nulla di nulla... per carità io so' più contento
di voi... intendiamoci... ora sono più sollevato.


WhiteBluesBrother

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Citazione di: bellodecasa link
=topic=19392.msg1910896#msg1910896 date=1410085966


Buf-fo-ne
Buf-fo-ne

Quanto a noi, non siete voi a dover avere paura di me, ma quelli là de noi.
Com'era?
Dovete avere pauuraaaaaaaaaaaa!!! cit.  :pp

Chi può e chi deve smuova le chiappe,
go get organised! (Aricit.)

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purple zack

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Citazione di: GoodbyeStranger il 07 Set 2014, 12:47
insomma vabbé mi volete dire che non esiste gente che andando in città
straniere gli capita di andare a visitare lo stadio o di andare a vedere una
partita di calcio, a Londra... Parigi, Berlino, Madrid... ci vanno perché non
c'è ovviamente un caxxo da vedere ma a Roma invece so' così impegnati
che allo stadio della rioma non ci andranno... perfino quelli (rimbambiti) che
venivano all'olimpico (gruppi scolaresche cinesi giapponesi norvegesi...) a
vedere uno stadio di atletica prestato al calcio non ci andranno per ripicca.

Questo stadio non gli porterà nulla di nulla... per carità io so' più contento
di voi... intendiamoci... ora sono più sollevato.

ma a Parigi e a Berlino chi cazzo ce va a vedé lo stadio? ma pure a Madrid, forse. con la differenza che il Real ha tifosi in tutto il mondo. Londra è famosa per gli stadi, è uno dei motivi per cui ci vai.

a Berlino, tra l'altro, pure pure perché l'OlympiaStadion ha un valore storico e ci vanno gli italiani da dopo il 2006 per ovvi motivi.

ma, tra l'altro, stando davvero in culonia rispetto alla città, sono molti quelli che "ah, ci sarei voluto andare, ma non c'era tempo". che sarà quanto accadrà al disneystadio

WhiteBluesBrother

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Lo stadio di Berlino sta molto meno in culonia rispetto a tdv. Che cone detto NON si può e NON si deve fare.

paolo71

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WBB sei un grande!!!!!!!!!!!!!!!!!

:since :asrm

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 07 Set 2014, 13:40
Lo stadio di Berlino sta molto meno in culonia rispetto a tdv. Che cone detto NON si può e NON si deve fare.

lo stadio di Berlino, per una città come Berlino, sta veramente in culonia

Tor di Valle tutto sommato, per una città come Roma, molto meno

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: purple zack il 07 Set 2014, 14:25
lo stadio di Berlino, per una città come Berlino, sta veramente in culonia

Tor di Valle tutto sommato, per una città come Roma, molto meno
Non sono d'accordo.  Né come tempi di percorrenza Né come collocazione urbanistica.
Ma sono pareri ed è per fare un esempio, come dicevi.
Ormai dobbiamo spostare il nostro focus altrove.
Lavoriamoci su.

AndreaSupremo

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Ma io noto il terrore.
Cioè adesso il problema è pure degli stranieri che vengono a Roma e che potrebbero vedersi le loro partite nel loro stadio color tartaro-emoglobina, piscioruggine o quel che ve pare.
Bella pe voi che gira tutto intorno a loro, VodaRom, ce manca solo Megan Gale con la bandiera cagna su per il culo. Dal giorno in cui il menefreghismo è venuto meno si leggono solo commenti di angoscia e preoccupazione quindi è una vittoria dal loro canto, moralmente parlando perchè ribadisco che a carta e penna so bravi tutti a inventasse gli stadi. Già che ci siamo inventiamoci na bandiera "Riommerda. So good", co na foto de Kevin Kostner vicino.

alex73

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 07 Set 2014, 11:04
FERMI TUTTI
Il cosiddetto codice Urbani, lo stesso per il quale il flamigno è considerato monumento nazionale e quindi intoccabile, riguarda (fra mille altre cose) edifici che abbiano interesse storico, e "etnoantropologico" il cui autore sia scomparso e che abbiano più di 50 anni.
Orbene, l'ippodromo di Tor di Valle è stato inaugurato lo stesso anno del Flamigno, nel 1959, ed è opera di un altro famoso architetto, Julio Lafuente, scomparso l'anno scorso.
Guarda caso, si è cominciato a parlare della demolizione dell'ippodromo DOPO la morte dell'architetto, che in vita è riuscito a "frenare" la ristrutturazione di una sua altra opera architettonica ben più recente, la quale è dunque rimasta esternamente della stessa identica forma e aspetto (palazzo Esso a Viale Castello della Magliana).
Io mi sono perso nella lettura del chilometrico DLGS  42/04 ma ho capito (fra art.10 e12) che per essere preservato, l'intervento a salvaguardia, con una dichiarazione ufficiale del MIB il cui iter parte o per richiesta ufficiale del proprietario (figuriamoci) o d'ufficio. L'immobile in oggetto ha TUTTE le caratteristiche per essere sottoposto a vincolo, e il solo avvio dell'iter da parte del MIB, e che fino a che l'iter non è concluso con la dichiarazione ufficiale l'immobile risulta vincolato (vincolato fa rima e assonanza con...).
Caro MIB ti scrivo.
Perché il flamigno si e tor di valle no?
Scateniamoci!!!! Gli avvocati penetrino nel Decreto, chi lavora al MIB ritrovi il percorso seguito per il flamigno, e avute tutte le risultanze, organizziamoci per una bella petizione "Salviamo il meraviglioso ippodromo di Tori di Valle!"
Con copia del tutto al Messaggero 8)
sono gay di te

WhiteBluesBrother

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Grazie caro :hkss:
adesso lo riscrivo in Italiano

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Il cosiddetto codice Urbani, lo stesso per il quale il flamigno è considerato monumento nazionale e quindi intoccabile, riguarda (fra mille altre cose) edifici che abbiano interesse storico, e "etnoantropologico" il cui autore sia scomparso e che abbiano più di 50 anni.
Orbene, l'ippodromo di Tor di Valle è stato inaugurato lo stesso anno del Flamigno, nel 1959, ed è opera di un altro famoso architetto, Julio Lafuente, scomparso l'anno scorso.
Guarda caso, si è cominciato a parlare della demolizione dell'ippodromo DOPO la morte dell'architetto, che in vita è riuscito a "frenare" la ristrutturazione di una sua altra opera architettonica ben più recente, la quale è dunque rimasta esternamente della stessa identica forma e aspetto (palazzo Esso a Viale Castello della Magliana).
Io mi sono perso nella lettura del chilometrico DLGS  42/04 ma ho capito (fra art.10 e12) che per essere preservato, l'intervento a salvaguardia deve essere formalizzato con una dichiarazione ufficiale del MIB il cui iter parte o per richiesta ufficiale del proprietario (figuriamoci) o d'ufficio. L'immobile in oggetto ha TUTTE le caratteristiche per essere sottoposto a vincolo, e il solo avvio dell'iter da parte del MIB, fino a che l'iter non è concluso con la dichiarazione ufficiale l'immobile, fa sì che l'edificio risulti vincolato ai sensi del codice stesso(vincolato fa rima e assonanza con...). Insomma, mentre si indaga se è da conservare o meno, si blocca tutto.
Caro MIB ti scrivo.
Perché il flamigno si e tor di valle no?
Scateniamoci!!!! Gli avvocati penetrino nel Decreto, chi lavora al MIB ritrovi il percorso seguito per il flamigno, e avute tutte le risultanze, organizziamoci per una bella petizione "Salviamo il meraviglioso ippodromo di Tor di Valle!" (da estendere anche ai tanti appassionati di trotto rimasti vedovi dell'ippodromo immortalato ne "Febbre da cavallo")
Con copia del tutto al Messaggero 8)


Ecco adesso è più chiaro, credo.

Attendo legulei e dipendenti del MIB, poi ci vuole qualcuno che, dopo aver tirato fuori tutte le carte, faccia una bella petizione. Prevedo adesioni record... :^^


cartesio

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Magari potremmo anche fare una puntatina su qualche forum di appassionati di ippica, e poi comunicare le informazioni fornite da WBB ad Italia Nostra e qualche altra associazione culturale.

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GiPoda

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 07 Set 2014, 17:46
Grazie caro :hkss:
adesso lo riscrivo in Italiano

FERMI TUTTI
Il cosiddetto codice Urbani, lo stesso per il quale il flamigno è considerato monumento nazionale e quindi intoccabile, riguarda (fra mille altre cose) edifici che abbiano interesse storico, e "etnoantropologico" il cui autore sia scomparso e che abbiano più di 50 anni.
Orbene, l'ippodromo di Tor di Valle è stato inaugurato lo stesso anno del Flamigno, nel 1959, ed è opera di un altro famoso architetto, Julio Lafuente, scomparso l'anno scorso.
Guarda caso, si è cominciato a parlare della demolizione dell'ippodromo DOPO la morte dell'architetto, che in vita è riuscito a "frenare" la ristrutturazione di una sua altra opera architettonica ben più recente, la quale è dunque rimasta esternamente della stessa identica forma e aspetto (palazzo Esso a Viale Castello della Magliana).
Io mi sono perso nella lettura del chilometrico DLGS  42/04 ma ho capito (fra art.10 e12) che per essere preservato, l'intervento a salvaguardia deve essere formalizzato con una dichiarazione ufficiale del MIB il cui iter parte o per richiesta ufficiale del proprietario (figuriamoci) o d'ufficio. L'immobile in oggetto ha TUTTE le caratteristiche per essere sottoposto a vincolo, e il solo avvio dell'iter da parte del MIB, fino a che l'iter non è concluso con la dichiarazione ufficiale l'immobile, fa sì che l'edificio risulti vincolato ai sensi del codice stesso(vincolato fa rima e assonanza con...). Insomma, mentre si indaga se è da conservare o meno, si blocca tutto.
Caro MIB ti scrivo.
Perché il flamigno si e tor di valle no?
Scateniamoci!!!! Gli avvocati penetrino nel Decreto, chi lavora al MIB ritrovi il percorso seguito per il flamigno, e avute tutte le risultanze, organizziamoci per una bella petizione "Salviamo il meraviglioso ippodromo di Tor di Valle!" (da estendere anche ai tanti appassionati di trotto rimasti vedovi dell'ippodromo immortalato ne "Febbre da cavallo")
Con copia del tutto al Messaggero 8)


Ecco adesso è più chiaro, credo.

Attendo legulei e dipendenti del MIB, poi ci vuole qualcuno che, dopo aver tirato fuori tutte le carte, faccia una bella petizione. Prevedo adesioni record... :^^

Ad Aprile scorso ne parlò anche repubblica:

"Non demolite il capolavoro di mio padre, quelle tribune sono storia dell'architettura"
L'appello di Clara Lafuente, figlia del progettista che realizzò l'Ippodromo. "La struttura in cemento armato, contemporanea al palazzetto dello Sport di Nervi e allora altrettanto sperimentale, potrebbere essere recuperata e riutilizzata per il campo d'allenamento nel nuovo impianto"

di SIMONA CASALINI
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22 aprile 2014


Una giornata giallorossa plus, con Totti che ritrova Falcao, con James Pallotta che abbraccia il sindaco, con i lupi che cantano alè, Roma alè, e il disvelamento del progetto del nuovo stadio solo per la Roma Calcio che più gioia e suspence per i tifosi della Magica non poteva dare. Terreni acquistati dal gruppo Parnasi, costi previsti, 300 milioni, tutti privati, solo per l'imperioso "catino". Così, nelle scorse settimane, in Campidoglio si è parato alle migliaia di tifosi il plastico dei giallorossi al nono chilometro della via del Mare, Roma ovest, prima periferia, modellini, rendering, mappe e tempi di realizzazione promessi rapidissimi. 

Già, ma esattamente dove verrà costruito il nuovo futuribile impianto? Nel bel mezzo dell'area dell'Ippodromo di Tor di Valle, luogo rimasto tutto in ombra nel giorno del tripudio progettual-calcistico, un convitato di pietra, anzi di cemento armato allora sperimentale, che invece ora riemerge e si mostra com'era in tutta la sua svettante pensilina e ritrova tanti suoi estimatori: prima di tutti Clara Lafuente, figlia dell'architetto che disegnò e inaugurò nel '59 l'impianto per le Olimpiadi di Roma del '60.

Che ora si appella ai promotori del nuovo stadio giallorosso. "Non rifate l'errore del Velodromo, non abbattete quell'impianto storico, capolavoro di mio padre Julio". Nel mezzo della grande festa dei lupacchiotti, nelle pieghe delle tante parole enfatiche sul nuovo indirizzo della tifoseria calcistica romanista, qualcun altro infatti, in un'altra parte della città, rimestava archivi con vecchie foto in bianco e nero, carte d'epoca di calcoli ingegneristici scritti a mano, articoli di giornali, attestati degli anni '60, leggi della fisica e parole di preoccupazione: "Il nuovo stadio di Dan Meis che si ispira al Colosseo è stato previsto nelle aree in gran parte verdi in cui si estende l'Ippodromo di Tor di Valle. E' una scelta legittima che non sto qui a discutere. Però nessuno ha speso una parola sulle strepitose  tribune dell'Ippodromo e la loro avveniristica copertura che allora fecero scuola, la più grande 'paraboloide iperbolicà del mondo" spiega Lafuente jr.

"Ora, da quello che si riesce a capire del nuovo progetto, quelle tribune risultano cancellate, il loro destino sono macerie rase al suolo. Ma forse non le hanno nemmeno viste o capite, perché sono camuffate sotto uno stato di pesante degrado e manomissioni successive, eppure ancora perfettamente in piedi, potenti ed eleganti". Ancora l'architetta: "Sono un segno architettonico oggetto di tesi di dottorato, un'opera di altissima ingegneria sottoposta a un vincolo comunale e inserita nella nella Carta delle Qualità del nuovo piano regolatore di Roma come complesso specialistico di rilevante interesse urbano. E ora io dico:  non buttatele giù, piuttosto recuperatele per utilizzarle come tribune del secondo campo di calcio per gli allenamenti della squadra progettato nella nuova cittadella" suggerisce la figlia del progettista scomparso lo scorso anno, e firma, tra l'altro, anche dell'Air terminal dell'Ostiense sede di Eataly e del palazzo della Esso sulla Roma-Fiumicino. E intanto mostra i vecchi scatti di cantiere con suo padre giovanotto in bilico sul pilastri e pensiline, i capannelli dell'architetto con gli ingegneri Calogero Benedetti e Gaetano Rebecchini, anche loro co-firmatari dell'allora avveniristico tempio del trotto cittadino. 

Ecco sfilare le immagini dell'opera appena costruita, non solo il lungo anello che sostituì l'impianto di Villa Glori, piuttosto le enormi, slanciate, allora sperimentalissime tribune da 7mila posti, con i primi grandi azzardi di grandi opere pubbliche in cemento armato, col cantiere che iniziò nel 1957 e appena due anni dopo terminò con il "disarmo" dell'imponente copertura, la sospensione delle tribune e la spettacolare grande vetrata. "Un organismo potente ed essenziale, con l'utilizzo di pochi materiali come il vetro e il cemento armato a vista, e con la pensilina composta da 11 umbrelle sostenuti da pilastri-sculture" ha scritto tra l'altro Giorgio Muratore, ordinario di storia dell'architettura contemporanea a Valle Giulia, autore di un blog "sentinella" delle vicende d'architettura cittadina e tra i primissimi a sollevare il caso della minaccia dell'abbattimento dell'impianto di Tor di Valle dopo l'altra scandalosa demolizione dell'ex Velodromo all'Eur. 

Negli stessi anni in cui Lafuente "armava" il cemento delle strutture di Tor di Valle, Pierluigi Nervi stava ultimando il suo palazzeto dello Sport-gioiello al Flaminio, e tra ingegneri e architetti si faceva a gara per costruire il futuro con la scusa delle Olimpiadi di Roma. "Quella costruzione ha un suo valore storico e architettonico innegabile, e in questo caso potrebbe essere riutilizzata esattamente per lo stesso fine per il quale venne costruita. Perché dunque cancellarla? Invito i progettisti del nuovo stadio a rifletterci" esorta lo stesso Muratore che cita l'esempio della Casa della Scherma al Flaminio, per anni trattata come metri cubi qualsiasi ed ora invece tornata in primissimo piano nella sua valorizzazione e tutela. Ma forse restaurare pensilina e tribune di Tor di Valle costerebbe tantissimo, preservarle potrebbe essere anti-economico... Clara La Fluente qui è categorica: "Al di là degli affetti familiari e vista solo da un punto di vista cantieristico, avete idea di quanto comunque verrebbe a costare la demolizione e lo smaltimento dei detriti di un impianto del genere invece di recuperarlo? Spero che si facciano due conti  prima di muovere le ruspe"


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