Boh, vado un po' controcorrente.
Per me LA è uno dei giocatori più bravi che io abbia mai visto nella mia squadra (e anche in generale), e quando in squadra abbiamo avuto campioni io me ne sono sempre un po'fregato dei loro atteggiamenti e del loro coinvolgimento con i tifosi. Uno come Vieri, ad esempio, non ha mai mostrato molto interesse verso la Lazio e i tifosi, frasi di rito a parte, ma alla fine io adoravo vederlo giocare e segnare con noi, quindi non mi interessava (e tutto sommato questo mi aiutò a digerire la sua rapida cessione all'Inter).
In più, vorrei specificare che nel caso in questione LA ha anche ragione: è un professionista, ha un contratto, avrà forse anche avuto qualche "endorsement" dai compagni sul pensare che certe cose non fossero giuste. Quindi io lo comprendo e in parte lo giustifico pure.
Però.
Però è spesso polemico, nelle interviste e nelle esultanze.
Due anni fa partì tutto eccitato prima della fine del campionato per tornare a Siviglia; spesso è tutto un florilegio di post e tweet di amore verso la "sua" squadra, che va pure bene ma anche meno.
C'ha sempre da zittire qualcuno, anche nei periodi in cui sinceramente la strusciava meno de makinwa, e uno ci passa sopra perché LA è il nostro numero 10 e guai a chi ce lo tocca.
A na certa però rompi pure er catzo: sei arrivato che parevi il fratello depresso di Keller, adesso non è che sei diventato signori o Giordano o Nesta. Nessuno ti nega il diritto di rivendicare il tuo pensiero da lavoratore e da uomo libero, ma prima col tampone negativo e poi con l'aereo, non mi sembra che Twitch e Instagram siano i canali più "maturi" per fare l'hombre vertical quando c'è un momento di crisi generalizzata che riguarda TUTTI (e che tutto sommato rende quelli come lui ancora dei privilegiati, per quanto io non abbia nulla da dire sulla differenza di emolumenti tra calciatori e resto del mondo).
Poi ci mette una pezza dove al di là di qualche scusa formale ma non sostanziale, si affretta a specificare che lui "non è Laziale".
Ma si dimentica che a noi non importa e non vogliamo che lo sia.
Magari avrebbe potuto pensare che non sia una cosa carina da dire a tifosi incalliti, bambini, ma anche ai vari giornalisti che ora ricameranno per mesi sulla decisione di LA di andarsene a qualche strisciata o comunque di lasciare, ecco, sarebbe stato maggiormente rispettoso porsi il problema di pesare bene le parole (magari imparando meglio la lingua del Paese in cui rivendichi questo maltrattamento professionale ed economico, tanto per rafforzare la propria posizione, eh, non per motivi razzisti), di rendersi conto che non è che svincolandosi dal ruolo di tifoso si sia più giustificati a fare e dire quello che ti passa per la testa.
Poi per carità, amo Luis e spero rimanga il più possibile con noi, anche e soprattutto per i motivi che citavo all'inizio.
Per tutto il resto, beh, diciamo che come per altri è tutto materiale che conserverò per salutarlo con un pochino meno gastrite quando se ne andrà.
Suerte, Luis!