Manifesto ideologico del calcio di periferia

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Offline Magnum

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Manifesto ideologico del calcio di periferia
« il: 23 Feb 2016, 09:18 »
Divertente pezzo di Biasin su ilsensodelgol.it
http://www.ilsensodelgol.it/primo-piano/manifesto-ideologico-del-calcio-di-periferia-186



Se avete giocato (male) a calcio, ebbene questo pezzo è dedicato a voi (e a me).

I piacioni Vialli e Amoruso sono partiti con un nuovo programma. Si intitola Squadre da Incubo. Lo danno su Sky.

Sinossi del programma: Vialli e Amoruso sono due ex calciatori di un certo livello, uno fa il gagà a Londra e dice cose in tv tipo “Per me il Napoli è forte ma lo scudetto se lo deve sudare molto perché la Juve è una squadra anch’essa forte”, l’altro non so.

I due entrano negli spogliatoi delle squadre più scalcinate d’Italia composte da idraulici, operai, gente che si sveglia molto presto alla mattina e il calcio lo usa come sfogatoio per non dover tornare a casa e picchiare con il cric moglie e figli in presenza di una pasta al pesto non al dente. Questa gente si fa un mazzo così e lavora anche 11 o 12 ore al giorno.

Vialli e Amoruso in presenza della squadra scalcinata sparano sentenze del genere “Dovete giocare meglio!”, “scatta in fascia!”, “fai il triangolo!”, “Mettici più grinta!” a gente che due ore prima applicava maniglie a porte marca “Che bel Portòn” in fetenti catene di montaggio.

Una dozzina di cose che Vialli e Amoruso non possono sapere del calcio di periferia, quello di noi comuni mortali generalmente ignorati dalle veline poppute e ridotti a pescare nel cestone “basta che respiri”.

1)      Nel calcio di periferia prima di iniziare gli allenamenti si gioca “alla tedesca” o “a 21”. Spesso si accendono risse tipo “oh zio io ti spacco la testa dimmerda che c’hai” per questioni da asilo Mariuccia tipo “l’hai toccata tu per ultimo e devi andare in porta”. In palio soldi veri, a volte anche dieci/dodici euro. Molto spesso chi perde finge di non avere l’euro di iscrizione e dice “te lo do la prossima volta”. La prossima volta non te lo dà.

2)      Nel calcio di periferia a inizio allenamento tutti entrano in campo e tirano fortissimo “a freddo”. L’allenatore, che la gran parte delle volte è anche preparatore atletico, vice allenatore, magazziniere e massaggiatore, dice: “Non tirate a freddo zioeva!”, ma tu hai già tirato e ti fa malissimo la gamba. A volte stai fuori anche due/tre settimane. Appena rientri, al primo allenamento tiri fortissimo lo stesso perché il calciatore di periferia è come il pesce rosso: non ha memoria a lungo termine.

3)      Nel calcio di periferia i palloni non sono belli. Non sono neanche brutti. I palloni semplicemente non sono palloni. Spesso sono ammassi di fango secco, a volte cemento, quasi sempre sono ovoidali e vengono raccolti in reti con buchi più grossi dei palloni e, quindi, inutili. A volte passa uno che gioca a rugby nel campo di fianco e ti dice “Cazzo fotti i palloni? Vuoi rissa?”. Il calciatore di periferia non si tira indietro e fa rissa, ma il rugbista è più grande e lo picchia molto. Poi si rende conto che il pallone è in effetti da calcio e chiede scusa. La settimana dopo si riaccende la rissa per la solita problematica “pesce rosso”.

4)      Nel calcio di periferia quando fai la partitella a fine allenamento devi mettere le pettorine. Succede anche nel calcio dei ricchi, ma nel calcio di periferia solitamente le pettorine puzzano di “che fine ha fatto il nonno? Non lo sento da cinque giorni…”. Subito dopo aver messo la pettorina dici: “Oh, zio, ci giochiamo la birra”. Ne nascono partitelle dove chi non si è lacerato il quadricipite a inizio allenamento per aver tirato a freddo, si sputtana caviglie, menischi, tibie, a volte peroni. Molto spesso a fine partita chi perde dice “Oh, mi fa male la caviglia, c’è lo spray del ghiaccio?”. Nel calcio di periferia se ti fai male non ci sono pomate, medici, garze: c’è solo lo spray del ghiaccio o l’acqua della borraccia. Il calciatore di periferia trattato col lo spray del  ghiaccio o l’acqua della borraccia si sente molto meglio e dice “sto meglio”, anche se non è vero.

5)      Nel calcio di periferia nel periodo che va da fine settembre a fine marzo gli allenamenti si fanno immersi in nebbie colossali a orari tipo “dopo il lavoro”, quindi indefiniti ma comunque molto tardi: uno arriva alle 19, uno alle 19.30, uno mai. Anche se non piove da mesi, nei campi di periferia c’è sempre almeno una pozzanghera. Le mogli dei giocatori di calcio di periferia hanno amanti abbienti che giocano a sport che si fanno alla luce del sole tipo golf o cricket, e quindi alla sera ti trombano la moglie mentre tu metti lo spray del ghiaccio.

6)      Nel calcio di periferia gli allenamenti consistono in: 1) Torneo di “tedesca”, 2) Tiri a freddo 3) Due giri del campo di corsa blanda già ribattezzati “riscaldamento” con movimenti delle braccia a mulinello “per scaldare la parte alta” ma che in realtà non servono a niente. 3) Partitella. 4) Specie di stretching.

7)      Nel calcio di periferia lo stretching non è un tipo di ginnastica, ma un’auto presa per il culo. I corpi dei calciatori di periferia assumono posizioni antropomorfe tipo “gambe incrociate e mani che provano a toccare le caviglie” ma si fermano alle cosce, massimo alle ginocchia. Lo stretching molto spesso è utilizzato come scusa per chiacchierare tra compagni di squadra e tirarsela molto. “Minchia l’altra sera mi son fatto una figa, però, zio, non lo dire in giro perché se lo scopre la Marisa sono cazzi”. Nel frattempo la Marisa saluta quello del golf o del cricket e tira fuori dal freezer i Sofficini “mozza & pomodoro” per il marito.

8 )      Nel calcio di periferia a fine allenamento l’allenatore sceglie sempre l’atleta che si è allenato peggio per raccogliere i palloni marci nella rete bucata. L’incaricato essendo spesso il più cretino del gruppo improvvisa gag idiote tipo tirare fortissimo per prenderti sulla testa e farti male. Il pallone quasi sempre finisce nel parcheggio e colpisce la Lancia Thema o il Pandino di un compagno che si incazza molto. Spesso la cosa finisce in rissa.

9)      Negli spogliatoi del calcio di periferia la doccia non è mai a posto. Mai. O è gelida perché la caldaia è rotta. O è rovente perché il custode stanco delle lamentele l’ha messa al livello “inferno di Dante”. In entrambi i casi tutto è incrostato causa calcare e il getto esce a 400 atmosfere diretto verso il muro. Probabilità di tornare a casa con una rara malattia della pelle in una scala da 0 a Super Slot (quello dei Goonies): Super Slot.

10)   Negli spogliatoi del calcio di periferia a fine primo tempo non si beve il tè caldo, si beve dell’acqua rovente in cui vengono gettate cucchiaiate di polvere misteriosa con dentro “estratto di tè 0,99% + aromi”. Guariniello, entra negli spogliatoi del calcio di periferia se hai i [...].

11)   Nel calcio di periferia i discorsi dei mister a fine primo tempo sono i seguenti: 1) Stai vincendo: “Bene, bravi, però oh come se fosse zero azero mi raccomando, bravi, bene, oh vedi che quello che ci siamo detti in allenamento è servito? Bene, bravi, dai raga!”. 2) Se stai perdendo il mister la prende sempre come una questione personale: “Adesso tutti seduti e zitti! Capito!? Cazzo figa! Troia! Eva cazzo figa! Curalo no?! Cazzo, troia! Figa, se devo venire a farmi prendere per il culo me lo dite! Figa! Cioè, ditemelo! Se non avete voglia sto a casa che ho di meglio da fare! Figa troia! Curalo no cazzo? Tira no? Figa”. Quindi cala il silenzio. Il silenzio di solito dura venti secondi. Si sente solo il rumore dei tacchetti. Poi quello più coraggioso tra tutti si lascia andare a un “Dai raga oh...” detto a mezza voce.

12)   Nel calcio di periferia se hai vinto e a fine partita in uno slancio di euforia lanci la maglietta alla tua fidanzata che è venuta a vederti, dopo le devi chiedere di ridartela perché il magazziniere in tempo zero ti ha bestemmiato contro “Ma sei scemo? Queste abbiamo…”.

Ps1   Come in Hotel da Incubo, Cucine da Incubo, Giardini da Incubo, Cazzivari da Incubo potete star certi che dopo l’intervento di Vialli e Amoruso le squadre che non vincevano da sette campionati torneranno misteriosamente a vincere e tutti diranno “Grazie Vialli e Amoruso”.

Ps2 E’ assai probabile che una volta andati via Vialli e Amoruso i rivali delle Squadre da Incubo, pur sconfitti, canzoneranno i loro avversari con frasi tipo “Che bella squadra siete. C’è anche da uomo?”.

Ci sono ottime possibilità che la cosa finisca in rissa.



Online Tarallo

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #1 il: 23 Feb 2016, 09:23 »
Molto divertente  :)

Online fiord

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #2 il: 23 Feb 2016, 14:01 »
 :lol: :lol: :lol:
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #3 il: 23 Feb 2016, 14:50 »
 :D
Ricorda vagamente il regolamento della pallastrada ne "La compagnia dei celestini" di Stefano Benni. Ho detto vagamente, eh! Non mi bannate...  :)

Offline Ranxerox

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10205
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #4 il: 23 Feb 2016, 15:46 »
Fichissimo  :)
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #5 il: 23 Feb 2016, 16:01 »
Bello! :ssl
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #6 il: 23 Feb 2016, 16:50 »
Mai giocato a calcio in periferia.  8)

Offline sharp

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20124
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #7 il: 24 Feb 2016, 00:30 »
Mai giocato a calcio in periferia.  8)

ammazza eri così scarso






























 :=))

Offline jp1900

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #8 il: 24 Feb 2016, 10:01 »

2)      Nel calcio di periferia a inizio allenamento tutti entrano in campo e tirano fortissimo “a freddo”. L’allenatore, che la gran parte delle volte è anche preparatore atletico, vice allenatore, magazziniere e massaggiatore, dice: “Non tirate a freddo zioeva!”, ma tu hai già tirato e ti fa malissimo la gamba. A volte stai fuori anche due/tre settimane. Appena rientri, al primo allenamento tiri fortissimo lo stesso perché il calciatore di periferia è come il pesce rosso: non ha memoria a lungo termine.

3)      Nel calcio di periferia i palloni non sono belli. Non sono neanche brutti. I palloni semplicemente non sono palloni. Spesso sono ammassi di fango secco, a volte cemento, quasi sempre sono ovoidali e vengono raccolti in reti con buchi più grossi dei palloni e, quindi, inutili.

4)      Nel calcio di periferia quando fai la partitella a fine allenamento devi mettere le pettorine. Succede anche nel calcio dei ricchi, ma nel calcio di periferia solitamente le pettorine puzzano di “che fine ha fatto il nonno? Non lo sento da cinque giorni…”.

5)      Nel calcio di periferia nel periodo che va da fine settembre a fine marzo gli allenamenti si fanno immersi in nebbie colossali a orari tipo “dopo il lavoro”, quindi indefiniti ma comunque molto tardi: uno arriva alle 19, uno alle 19.30, uno mai. Anche se non piove da mesi, nei campi di periferia c’è sempre almeno una pozzanghera.

6)      Nel calcio di periferia gli allenamenti consistono in: 2) Tiri a freddo 3) Due giri del campo di corsa blanda già ribattezzati “riscaldamento” con movimenti delle braccia a mulinello “per scaldare la parte alta” ma che in realtà non servono a niente. 3) Partitella. 4) Specie di stretching.

7)      Nel calcio di periferia lo stretching non è un tipo di ginnastica, ma un’auto presa per il culo. I corpi dei calciatori di periferia assumono posizioni antropomorfe tipo “gambe incrociate e mani che provano a toccare le caviglie” ma si fermano alle cosce, massimo alle ginocchia.

9)      Negli spogliatoi del calcio di periferia la doccia non è mai a posto. Mai. O è gelida perché la caldaia è rotta. O è rovente perché il custode stanco delle lamentele l’ha messa al livello “inferno di Dante”. In entrambi i casi tutto è incrostato causa calcare e il getto esce a 400 atmosfere diretto verso il muro. Probabilità di tornare a casa con una rara malattia della pelle in una scala da 0 a Super Slot (quello dei Goonies): Super Slot.

10)   Negli spogliatoi del calcio di periferia a fine primo tempo non si beve il tè caldo, si beve dell’acqua rovente in cui vengono gettate cucchiaiate di polvere misteriosa con dentro “estratto di tè 0,99% + aromi”.

11)   ... Si sente solo il rumore dei tacchetti. Poi quello più coraggioso tra tutti si lascia andare a un “Dai raga oh...” detto a mezza voce.


Questi punti mi hanno fatto scendere una lacrimuccia di malinconia  :beer:

Online cartesio

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18999
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #9 il: 24 Feb 2016, 10:18 »
Roba da ricchi.

Da ragazzino giocavo a pallone - non a calcio - per strada in periferia. Strada non asfaltata, per fortuna, così le macchine andavano piano.
Se poi le macchine rompevano troppo si passava nei "cortili", che erano gli spazi intorno ai palazzi, tra muro (del palazzo, con le porte dei garage) e muretto (che delimitava la stradina che girava intorno al palazzo, spazio di manovra per le macchine). Il muretto era alto un metro all'interno e due-tre metri dall'altra, perché la strada era in salita. In questi casi il campo era a L, da una porta non vedevi l'altra. Era permesso tutto, compreso il dribbling di rimbalzo, facendo sbattere la palla sul muretto per riprenderla dopo. Tutto tranne i falli di mano. Ne uscivamo pesti perché non c'era spazio per muoversi, e per fortuna ogni tanto c'era una rissa per riposarsi un po'.

Online cartesio

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18999
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #10 il: 24 Feb 2016, 10:26 »
Certe volte mi chiedo perché a un bravo ragazzo come me, così educato tranquillo e cogitabondo, piacciano tanto i film violenti. Quelli con Vin Diesel, Kurt Russell, ecc.
Ci dev'essere un pizzico di nostalgia per i tempi  dell'Orda, in cui con una banda di ragazzini assatanati affliggevamo quel quartiere ancora in costruzione. Mi ricordo un gruppo di isolati adiacenti circondato da quattro strade perpendicolari. Ogni tanto partivamo tutti in bici e cominciavamo a pedalare come pazzi per quelle quattro stradine, fino a quando nessuno aveva più il coraggio di passarci, macchine, umani o animali.
Bei tempi.    :cry:
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #11 il: 24 Feb 2016, 11:19 »
Quando giocavo a pallone io la vita di quartiere si fermava.  8)

Offline momi

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #12 il: 24 Feb 2016, 11:36 »

Noi giocavamo al "DISCESONE" che null'altro era che una rampa di accesso ad un garage.
Se ti diceva la sfiga di giocare con la squadra che attaccava dal basso in alto era veramente dura!!!!!!
Al contrario facevi una fatica boia a controllare la palla che scappava via inesorabilmente
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #13 il: 24 Feb 2016, 14:51 »
Noi in spiaggia facevamo le accanite.


(e la "gente" prendeva ombrelloni, seggiolette, asciugamani,... e si spostava)

Offline Magnum

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263
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #14 il: 24 Feb 2016, 14:58 »
noi ragazzini ci ritrovavamo al pomeriggio in uno slargo di terra misto-arbusti al limitare delle case, generalmente "finiti i compiti"

qualcuno c'era sempre, a volte però mancava il pallone

le squadre difficilmente erano composte da un eguale numero di giocatori o tantomeno da elementi di pari età; in qualche occasione contribuiva a fare numero il cane di uno dei ragazzini, in altre si giocava con il "portiere volante"

lo schema più seguito era "tutti appresso alla palla" ed ogni tre calci d'angolo era rigore

solitamente la fine della partita era decretata dall'oscurità e poichè c'era sempre discordanza sul punteggio, si risolveva la questione con il metodo "chi segna questo vince"; altre volte, invece, finiva prima perchè quello che aveva portato il pallone andava via in seguito ad un litigio


a volte si andava a lucertole
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #15 il: 24 Feb 2016, 15:07 »
MO VE LO BUCO!!!
Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #16 il: 24 Feb 2016, 15:31 »
Infiniti anni passati a giocare al Foro Italico al "grande asfalto", quell'enorme spazio che successivamente ha ospitato l'aula bunker ed ora è occupato dal villaggio del tennis. Poi altrettanti anni ai "brasiliani" di Villa Pamphili. In mezzo una vita di "allenamenti" in parrocchia a Via Ferrari e, soprattutto, nella strada sotto casa, tirando nelle "porticine" (le finestre delle cantine all'altezza del marciapiede), facendo pallonetti alle macchine che transitavano e dribblando qualsiasi forma di vita si palesasse, cani e gatti in primis: avevo affinato una tecnica di base che i top players di oggi non sanno neanche dove sia di casa...
Che ricordi meravigliosi  :s

Offline Bambino

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #17 il: 24 Feb 2016, 15:49 »


9)      Negli spogliatoi del calcio di periferia la doccia non è mai a posto. Mai. O è gelida perché la caldaia è rotta. O è rovente perché il custode stanco delle lamentele l’ha messa al livello “inferno di Dante”. In entrambi i casi tutto è incrostato causa calcare e il getto esce a 400 atmosfere diretto verso il muro. Probabilità di tornare a casa con una rara malattia della pelle in una scala da 0 a Super Slot (quello dei Goonies): Super Slot.



Ci sono ottime possibilità che la cosa finisca in rissa.

molto divertente.

il punto 9 è quello che mi fa sorridere di più, verissimo o erano bollenti o ghiacciate.. ho passato tanto tempo a giocare per strada o ai giardinetti di piazza conca d'oro.. poi mi sono segnato a calcio a 13 anni, con la mitica polisportiva tirreno, al tufello.. il campo era il Bruno Barbieri, abbiamo anche vinto un trofeo, il torneo Luigi Petroselli con finale giocata a pietralata sul campo dove giocava il nuovo tiburtino Maestrelli Lazio.. che bei ricordi.. i campi erano tutti di puzzolana, l'unico campo in erba dove ho giocato era quello del fiumicino...

vojo tornà bambino.. (cit.)

Offline Eagles77

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #18 il: 24 Feb 2016, 16:00 »
Ho visto il programma, meraviglioso davvero, stavano a Sora, una squadra che quella del lunedì a calciotto è meno raffazzonata pure con me in porta.

Il punto chiave della trasmissione è stato quando vialli e amoruso hanno incontrato il capo ultrà per dirgli di portare pubblico alla partita e hanno cominciato a girare per sora con un furgoncino e l'altoparlante, il capo ultrà ha pure creato l'inno per la squadra, suonato dalla banda locale.

Sta squadra perdeva da 35 partite consecutive e ovviamente l'arrivo dei due l'ha trasformata in squadra vincente, con gol al 90° su punizione, sul 2-2, fuori casa.
Chissà quanto j'avevano dato al portiere della squadra avversaria.

Comunque merita davvero la trasmissione, c'è di tutto e di più e ti riporta a un calcio fatto di macellai, di meccanici e bidelli, dilettanti ma con grande passione.

Online Nano

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Re:Manifesto ideologico del calcio di periferia
« Risposta #19 il: 24 Feb 2016, 16:03 »
molto divertente.

il punto 9 è quello che mi fa sorridere di più, verissimo o erano bollenti o ghiacciate.. ho passato tanto tempo a giocare per strada o ai giardinetti di piazza conca d'oro.. poi mi sono segnato a calcio a 13 anni, con la mitica polisportiva tirreno, al tufello.. il campo era il Bruno Barbieri, abbiamo anche vinto un trofeo, il torneo Luigi Petroselli con finale giocata a pietralata sul campo dove giocava il nuovo tiburtino Maestrelli Lazio.. che bei ricordi.. i campi erano tutti di puzzolana, l'unico campo in erba dove ho giocato era quello del fiumicino...

vojo tornà bambino.. (cit.)

Anvedi.. un altro "BiancoVerde"!!!  :beer: :beer: :beer:
 

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