Alla fine del girone di andata dico che il suo lavoro complessivamente è stato più che buono. Ha portato la squadra al quarto posto e ha fatto un cammino eccellente in Europa. In campionato, a prescindere dal risultato ha sbagliato fondamentalmente due partite e mezzo (Udine, inda dal rigore in avanti e ieri). In coppa Italia siamo ancora in lizza. Sarebbe stato un cammino ottimo, senza qualche scivolone che si poteva evitare (Parma, dove ha inciso anche l'arbitraggio, e ieri, Udine era all'inizio e gliela abbuono perché probabilmente si doveva ancora trovare la quadratura del cerchio).
Poi va detto che da dopo Amsterdam la nostra traiettoria ha decisamente cambiato curvatura. Lo dicono innanzitutto i numeri: quattro punti nelle ultime quattro partite. Poi l'evidente calo atletico e un cumulo di infortuni che sembra diventato impattante sul rendimento della squadra.
Cosa si può fare non dico per tornare ad avere il rendimento della prima parte di campionato, ma almeno tornare a una media punti migliore? Qualcosa non dipende da lui, come il mettergli a disposizione qualche altro giocatore con il mercato di gennaio. Quello che devono fare lui e il suo staff, invece, è cercare di riportare il gruppo a una condizione fisica accettabile, cercare di capire e gestire bene le risorse rimaste e le tossine che la sconfitta di ieri lasceranno.
Quello che deve capire lui con urgenza, invece, e trasmetterlo alla squadra, è che certe partite non le puoi affrontare senza mordente, consegnandoti all'avversario senza colpo ferire e che in certe situazioni val bene anche snaturarsi, se necessario. Se saprà fare questo, ci saranno buone speranze perché la curva riprenda la concavità che si era costruita. Le cose sono assai mutevoli e i giudizi fanno presto a cambiare.
Spero che abbia appreso la lezione di ieri.