FORMELLO - Da domenica, dal minuto 92 e 34 secondi Miroslav Klose è diventato ufficialmente un Mito. Di quelli con la M maiuscola, di quelli che hanno messo la loro firma indelebile nella storia della Lazio, di quelli che fra dieci anni verranno ricordati come fosse oggi: "Ma ti ricordi quel derby, quello in cui segnò Klose allo scadere del recupero, che gioia immensa". Miro 'Mito' Klose, un campione vero che domenica - come se ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo - ha sbattuto in faccia a tutti la sua classe innata, la sua superiorità, perchè il Panzer è proprio di un'altra categoria. E per fortuna che quel ginocchio ha smesso di far male, questo derby senza Klose forse non sarebbe stato lo stesso, la sua esperienza e la sua voglia di non mollare hanno vinto. Ha vinto Miro, ha vinto la Lazio: "Già prima della partita ero a conoscenza dell'importanza del derby. È sempre un' emozione ed ero cosciente di ciò che la squadra ha fatto nelle partite precedenti - ha commentato il tedesco in conferenza stampa - Non è cambiato molto dopo questo gol. Ero già stato in città prima di questo derby e la gente mi fermava anche mentre mangiavo. Non sono ancora stato in città perché ho avuto molto da fare e quindi per ora è cambiato ancora poco. La partita dura fino al fischio dell'arbitro. Fino a quel momento soprattutto io che sono un attaccante non posso permettermi di smettere di crederci. A volte il gol arriva all'inizio, a volte alla fine. Questo è il calcio". Già questo è il calcio, e la classe di un campione sa fare la differenza, sa farti conquistare la vittoria quando ormai la speranza è ridotta ad un lumicino, sa illuminarti una serata che con un pareggio avrebbe inevitabilmente lasciato un sapore agrodolce. E' un campione vero Klose, ma anche a trentatrè anni mantiene la testa sulle spalle, non si esalta e non si loda: "Le mie qualità non si manifestano solo nella Lazio, tutti i miei compagni sanno come lavoro e penso che questa sia la cosa più importante. Non è tanto importante parlare prima o dopo una partita, preferiamo far parlare il campo con i fatti". Ed i fatti lanciano con la decisiva vittoria nel derby la Lazio al secondo posto in classifica; certo siamo solo all'inizio, il cammino in campionato è ancora lungo ed anche l'Europa League non è da sottovalutare. Miro punta bene i piedi per terra, ma la consapevolezza delle qualità di questa Lazio possono far sognare: "L'avevo già detto in precedenza. La Lazio è una squadra molto forte che può puntare al titolo. Tuttavia preferisco che tutta la squadra rimanga con i piedi per terra - prosegue Klose - Ho scelto la Lazio perché ho visto i giocatori quali erano e ho visto la loro qualità. Vedremo come andrà la situazione avanti. Abbiamo vinto un derby importante e molti lo ricorderanno per molto tempo. È importante vedere come reagirà la squadra e sono felice che la situazione con mister Reja si sia sistemata. Se quello di domenica è stato il mio gol più bello? Non saprei non so dire se è il più bello. Sicuramente un gol decisivo e importante che molti si ricorderanno. Sicuramente uno dei più importanti anche se ne ho già fatti molti in carriera".
GLI OBIETTIVI DI KLOSE - Se da una parte Miro punta forte sugli obiettivi della Lazio, pur rimanendo con i piedi ben saldi per terra, dall'altra pensa ai suoi obiettivi personali. Nei giorni scorsi ha dichiarato di voler chiudere la sua carriera nel 2014, dopo i Mondiali con la sua Germania, con la quale vuole superare il record del mitico Muller. E perchè no, dopo essere stato capocannoniere in Bundesliga e nei Mondiali, centrare l'obiettivo anche in Serie A: "Non ho un obiettivo chiaro ancora. Ovviamente non sono arrivato alla Lazio credendo di vincere la Champions dobbiamo essere realisti, andare avanti passo dopo passo e fare valutazioni al termine del campionato - ha dichiarato Klose - Credo che è necessario rimanere con i piedi per terra. Ci sono molti attaccanti bravi in Italia. Ciò che è importante è che la squadra lavori bene con costanza. Abbiamo tanto ancora da raggiungere e dobbiamo fare con calma. Passo dopo passo. La mia stagione più bella? Nel 2006/2007 a Brema. Spero di continuare a giocare fino a che le gambe me lo permetteranno. Per il momento nei prossimi tre anni alla Lazio, spero senza infortuni". Intanto Miro continua a lavorare per ambientarsi in Italia e con il calcio italiano, così diverso da quello tedesco in cui è maturato: "Conoscevo già la situazione in Italia e sapevo che si segnano pochi gol. Non è un problema, perché può bastare anche una rete e vincere 1 a 0. Io non credo ci siano problemi con Cisse, ha già dimostrato le sue qualità e i suoi punti di forza. È normale che quando uno non fa gol si parli di cose negative, ma Cisse ha già dimostrato di valere molto per questa squadra - difende così il suo compagno di reparto Klose - Le squadre più forti del campionato? Udinese, Milan, Inter. I giocatori più forti del campionato giocano in queste squadre". E il legame con i suoi compagni si fa sempre più stretto: " Non c'è un giocatore con cui ho un rapporto migliore. Con tutti, non direi che sono così chiuso come dicono".
LA MAGLIETTA DI OSVALDO, LA SUPERIORITA' DI KLOSE - Spegne le polemiche il derby-winner riguardo lo striscione esposto durante il derby "Klose mit uns", Klose uno di noi che richiamava una dicitura nazista: "Il calcio non può essere mischiato con la politica. La politica deve rimanere fuori dallo Stadio", ha chiuso la questione con diplomazia. Poi prima di lasciare la sala stampa del Centro Sportivo di Formello ha lanciato la sua personale ed ironica battutina per la maglietta di Osvaldo dopo il gol giallorosso: "Non ha visto la maglietta e sfortunatamente non ho avuto il tempo di far vedere quello che c'era scritto sulla mia maglietta", poi con la sua classe e superiorità esce sorridendo.
fonte: llsn