Il discorso dei nazionali cosiddetti oriundi, ovvero ha la doppia cittadinanza, è qualcosa che va a sbattere contro un muro, perchè il criterio è, e secondo me deve essere, la cittadinanza.
Se hai la cittadinanza italiana, che sia quella dalla nascita o quella ottenuta successivamente, puoi giocare in nazionale, è così per tutti gli sport.
Affermare altro significherebbe porsi al limite del razzismo: come stabilire chi ha diritto a giocare per questa o quella nazionale ?
Il colore della pelle, dei capelli, la lingua, il Paese di nascita, la nazionalità dei genitori ?
Si sfocerebbe, anche non volendo, nel razzismo.
Il mondo è cambiato, o meglio cambia sempre, Noi europei, soprattutto del Sud, ci facciamo caso perchè siamo meno abituati, ma in Inghilterra e negli USA oramai nessuno fa caso.
Pur se un discorso del genere è fatto in buona fede, e magari vedere un nazionale norvegese chiamarsi Cacciapuoti o Hassan può suonare curioso, dobbiamo entrare nell'ordine di idee che se i due soggetti citati, inventati, hanno la nazionalità norvegese allora è naturale giochino per quella nazionale, un qualsivoglia discorso finalizzato ad affermare il contrario sfocerebbe nel razzismo.
E' una questione generazionale, ad un uomo di 70 anni vedere Ozil e Emre Can nella nazionale tedesca può fare specie, ma x mio figlio è assolutamente normale che Jorginho sia italiano, così come Rudiger sia tedesco, perchè per lui è naturale.