Hanno sfanculato Baggio che nel 2011 dopo il fallimento del mondiale sud africano aveva proposto un radicale cambiamento che partiva dalla base, dai vivai.
Il disastro del ns calcio parte da lì.
Ai bambini dopo la scuola calcio, quindi a 9 anni nei pulcini viene già chiesto il giro palla, i 2 tocchi, nessuna iniziativa personale, poco o nulla la tecnica ma spazio a tattica e fisicità. Il talento non messo al servizio del divertimento, ma al contrario se ti diverti, dribbling e azioni personali sei punito.
Allenatori che badano a vincere le partite piuttosto che crescere il talento. Il valore del risultato della partita fino ai 14 anni dovrebbe essere nullo. Andrebbe premiato o conteggiato il bel gesto anche singolo o di squadra di una azione o di un gol, di uno stop o di una giocata, non il risultato della partita.
Sto vedendo delle robe a livello giovanile controproducenti alla crescita del calciatore, e quindi del movimento.
Ah proposito, noi per un anno di calcio paghiamo 600 euro, si avete letto bene 600, non i 130 dei tedeschi testimoniati da RG.
Le società buttano dentro tutti quelli che pagano, che poi "giustamente" il genitore pretende che giochi le partite, il risultato sono squadre infarcite di scarponi, non tutti sono adatti a giocare, che gli allenatori sono costretti a far giocare. I bravi poi alla lunga si stufano e mollano.
Sicuramente le 3 disfatte hanno molteplici origini e colpe, sicuramente le avrete già individuate, non ho letto le altre pagine tranne questa, ma la testimonianza che riporto è reale di quello che vedo da 7 anni di calcio di mio figlio dodicenne ormai, ed è credo, la fotografia del movimento del calcio giovanile dei bambini, quei bambini, anzi ormai ragazzini, che fino alla terza media, 14 anni, e i primi 2 anni di liceo, non hanno ancora sentito suonare l'inno di Mameli e visto una partita dell'Italia ai mondiali.