Ecco, appunto: liste di proscrizione.
Ma non ve pare de esagera'?
Non intendo difendere Celestini, né nessuno, ché non hanno bisogno del mio sussidio, e poi a me interessa poco.
Ma non vi è facile capire se questa intervista (e magari chissà quante ne avrà realmente fatte) fosse stata fatta da questo stesso garrulo giornalista, che so, a Giugno... gli avrebbe chiesto di tutto, dalle caviglie di Alba Parietti agli estrattori posteriori della Red Bull di Vettel, ma MAI si sarebbe messo a parlare della aroma. Perchè la ferita ancora sanguinava.
Adesso è tutto cambiato. Dobbiamo imparare a convivere (e a sopravvivere) in questo ambiante esaltato, eccitato, sopra le righe, borioso più che mai, che vive, sogna e parla proprio da pari-a-pari ormai col Barcelona, col Manchester, con le Vere Grandi.
L'altra sera a Ballarò, un altro personaggio che forse "non ha mai tirato un calcio d'angolo" (CIT.), L'On. Giorgia Meloni evidentemente romanerromanista (ma chi se l'era mai... coverta, prima???) parlando che ne so, di sindacati, di Legge di stabilità mi pare con Landini, manco mi ricordo, se n'è uscita con un terrificante "... è no, è come se adesso er Sassuolo se aspettasse de anna' in Scampsonlììggg... ahr ahr ahr" dando una inquetante accezione dispregiativa, irrispettosa, brutta, a quella frase. Tanto che, nel gelo, un altro, un Professore Universitario se non sbaglio, secondo me appassionato di calcio serio, l'ha redarguita dicendole più o meno: "... occhio, bella... occhio a cantare vittoria, che siamo ancora alle prime giornate... e poi... fija mia... hai scelto la squadra sbagliata per fare il tuo misero esempio... il Sassuolo è la squadra di proprietà di Squinzi, il padrone della Mapei e il Presidente della Confindustria... non è detto che questo in tre anni non vinca lo scudetto..."
(ho romanzato un po' ma il senso della risposta era questo).
E lei, la Meloni, come il tassinaro che ho incontrato ieri, come l'oncologo che conosco, come l'operaio del mattatoio comunale che squarta le bestie, come il mio amico giardiniere, il Giudice Costituzionale o il fornaio, come centinaia di altri riomanisti, ha continuato a ridere (da sola) della sua battuta folgorante...
Ecco. Non credo nella maniera più assoluta che Ascanio Celestini conosca le regole del fuori-gioco nè sappia chi sia Castan o Pallotta. Ma il momento è questo e allora, su domanda precisa, dice le sue quattro banalità sulla aroma, di cui magari si ricorda che era mezzo tifoso alle medie. Perchè il momento è questo, l'atmosfera è questa. Per come lo conosco, gli avesse fatto questa stessa domanda, qualsiasi giornalista, qualche mese fa, gli avrebbe risposto "ma cerc'annattene a te e a l'aroma..."
Ma le liste di proscrizione no, ve prego.
Noi, no.
Perchè così fosse, farebbe bene Enrico Brignano a non diffondere troppo il suo essere Laziale, per paura di ritorsioni o di fanculo-Brignano. Senza alcun senso logico.