Il derby del 3-1, con la Lazio in condizioni disperanti trascinata da Di Canio, fuori dal campo prima, con quell'intervista che annichilì l'analfabeta, e in campo poi, con una prestazione monstre contro la riomma, che fino all'anno prima faceva faville, ha rappresentato forse il momento più difficile che ho passato da tifoso. Anche a me il braccio teso fa schifo, anche a me disgusta essere ritenuto parte di una tifoseria fascista, mentre il laziale è per definizione anarcoide, incline a leggere tra le righe, per nulla abituato a far parte della massa, del grandebobbolo, come quegli altri, che viceversa si nutrono di false informazioni simil-ventennio da quando sono stati cacati al mondo. Non sono andato allo stadio e non ho visto la partita in televisione, vagavo per il mio quartiere come un disperato, girando intorno al bar presso il quale seguivo abitualmente le nostre trasferte, cercando di carpire qualche notizia, anzi no, anzi sì, anzi no. Poi uscì fuori il proprietario, juventino e ferocemente antiromanista, mi raccontò del gol di Di Canio e della disperazione dei riommammerders. Non vi dico quali sentimenti contrastanti cominciarono a muoversi dentro di me... dopo il tracollo di Cragnotti, le cazzate illusorie quotidianamente propinate nel periodo banda Mancini, Baraldi che faceva i giri di campo mentre ci trascinava verso il baratro con il sorriso sulle labbra, ero giunto alla conclusione che non valeva la pena, ormai a 30 anni, provare delle emozioni così forti per una palla che rotola, quando dietro al suo rotolare ci sono così tante porcate. Beh, lancio di Liverani per Di Canio, te vojo bene Paolè, Paoletto mio, ho rivisto e risentito quella scena milioni di volte, mi sono provocato un livido a furia di fare l'ombrello. Poi, a freddo, sono tornato al mio antifascismo, sono grato a Lotito per essersi liberato di Di Canio, e più in generale apprezzo la capacità del mondo laziale di ammainare le bandiere quando non sono più tali. Ma non posso negare che quel derby, quel gol, quell'esultanza, quel gesto ad allontanare Dellas, quelle battute sfrontate su Totti e il Medio Oriente, mi hanno fatto gioire per la Lazio quando non pensavo che ci sarei più riuscito.