Il Sarmiento avrà un vero battesimo di fuoco, affrontando all'esordio il:
RIVER PLATE 24/30

A differenza di quello che avvenne con altre società, come il Boca, il River non ha una storia particolare riguardante la sua nascita, aneddoti strani, incredibili coincidenze...no. Il River Plate nasce nel 1901 da una fusione, fusione tra il club "Santa Rosa" e "La Rosales", il nome viene scelto anglofonizzando (si dice?) il nome del fiume. La scelta dei colori sociali è invece al centro di varie versioni: inizialmente era tutta bianca e (due tra le storie più accreditate):
1- una sera di carnevale per giocare, divertirsi o solo perchè si era un pò allegri venne aggunta una striscia dagonale di seta rossa alle maglie del club;
2- La banda rossa richiama i colori della croce di San Giorgio che tra l'altro è anche la bandiera della città di Genova da cui discendevano molti dei fondatori del River.
Il River o:
millonarios, soprannome dato a principio degli anni '30 per via della gran quantità di soldi spesi per comprare due giocatori: Peucelle e Ferreyra;
la banda, soprannome dato per l'ovvia "banda" rossa che attraversa le maglie;
la maquina, soprannome usato soprattutto in passato e attribuito alla squadra che nella prima metà degli anni '40 era capace di distruggere tutto e schiacciare tutti proprio come una "macchina" (da intendersi più come locomotiva che automobile).
gallinas soprannome dato nel 1966 dopo una partita di coppa in Uruguay durante la quale il River in doppio vantaggio si ritirò tutto sulla difensiva perdendo per 4-2 e nella partita seguente in campionato contro il Banfield fu sottolineato questa attitudine "gallinesca" dai tifosi del Taladro che tirarono in campo una gallina a cui avevano disegnato la fascia rossa diagonale...a ripetizione della storia, se non sbaglio nel 2008, il River fece lo stesso errore subendo l'onta della rimonta ed eliminazione dalla Libertadores per mano del San Lorenzo che pareggio il doppio svantaggio avendo anche due uomini in meno!
Dire qual'è stato il momento d'oro del club è facile: dal 1901 ad oggi. 35 campionati, 7 coppe nazionali e 6 internazionali compresa la Copa Sudamericana vinta pochi mesi fa, una retrocessione nel 2011 e una quantità enorme di giocatori che partiti o passati dal River hanno poi stupito e innamorato il mondo del calcio, alcuni nomi tanto per avere un'idea (la lista sarebbe esageratamente lunga, la riassumo secondo quanto pubblicato da un sito del club "la top six"):
1- Enzo Francescoli: due esperienze di tre anni ciascuna nel club, più di cento goal realizzati, 5 titoli nazionali, 3 volte capocannoniere, e un amore che va aldilà dei numeri o dei titoli conquistati.
2- Ariel "el burrito" Ortega, nato nelle giovanili e ha costruito il suo nome e le sue vittorie giocando con la banda sul petto;
3- Angel Labruna, dal 39 al 59 nel River, 293 goal (massimo goleador di sempre) nel River, era parte della famosa "maquina": 9 campionati da giocatore e 6 da allenatore!
4- Ramon Diaz, dalle giovanili al tetto del mondo!
5- Norberto Alonso, 14 anni ai millonarios in 3 periodi diversi, ha vinto tutto compresa Libertadores e Intercontinentale.
6- Amadeo Carrizo, uno dei dieci migliori portieri del ventesimo secolo, una vita con la stessa maglia, quasi 600 presenze nel club.
e poi altri storici come Alfredo Di Stefano, Omar Sivori, Daniel Passarella, Hernan Crespo, Marcelo Gallardo, Pablo Aimar, Marcelo Salas, Matias Almeyda, Javier Mascherano, Gonzalo Higuain...
tanti campioni passati da queste parti e tanti bei soldoni sono entrati nelle casse del club!
Una delle prime super cessioni fu quella di Omar Sivori grazie alla quale si è costruita una tribuna che fu ed è tuttora chiamata, appunto, "tribuna Sivori". Ma la cessione più grande è quella che nel 2001 ha portato l'attuale giocatore scaligero Javier Saviola al Barcelona per ben 28milioni di dollari; poi 20milioni incassati dalla vendita al Valencia del "payaso" Aimar; e sul gradino più basso del podio gli oltre 18milioni sborsati dal mago Sabatini per Erik Lamela; al quarto posto l'arrivo del Matador alla Lazio!
Lo stadio è l' "Antonio Vespucio Liberti", ma tutti lo conoscono come
Monumental, un bellissimo impianto dotato di un museo dedicato al club veramente eccezionale (con annessa visita agli spogliatoi e ai luoghi interni dello stadio stesso). 75mila posti che hanno visto l'Argentina alzare la coppa del Mondo, hanno visto cantare i più grandi cantanti e gruppi mondiali, hanno visto trionfare più e più volte i propri idoli calcistici...


Il clasico è chiaramente quello contro il Boca.
L'obiettivo del River può essere uno solo: vincere. L'ultima stagione la vittoria della Copa Sudamericana ha offuscato il secondo posto in campionato...delusione immensa se si pensa che per un pareggio interno contro il modesto Olimpo si è perso il titolo! Adesso oltre a fare un buon percorso in Libertadores si tenterà di vincere il titolo e, nonostante lo 0-5 subito dal Boca in amichevole pochi giorni fa, le carte in regola ci sono tutte.
In panchina straconfermato il "muneco" (bambolotto) Gallardo,
tra i pali Marcelo Barovero, capitano e idolo assoluto soprattutto quando nel "clasico" contro il Boca valevole per la semifinale di Sudamericana dopo pochi minuti ha parato un rigore agli storici rivali dando il via alla qualificazione dei suoi;
in difesa si punta sempre su Balanta, bravino ma deve crescere, Funes Mori (per me 'na pippa assurda), Maidana e Marcado;
a centro campo il solito mix di esperienza e fantasia: Sanchez, il "malevo" Ferreyra, Cirigliano, Rojas e Ponzio;
in attacco 4 abituati a fare goal: Mora, Gutierrez, Pisculichi e Cavenaghi e un ragazzo che vuole farne tanti per, magari, raggiungere il papà in Europa: Giovanni Simeone.
Totalmente da valutare il ritorno di Pablo Aimar a 35 anni e in non perfette condizioni fisiche.
Forse manca qualche nome...ma se non si distrarrà troppo con la coppa il River è, necessariamente una delle squadre da battere.
La maglia...c'è bisogno di spiegarla?