Della "cornice marcia" parlò Edy Reja un paio di anni fa scandalizzando tante anime candide; qualcosa aveva detto in proposito anche Delio Rossi nei 4 anni in cui era stato allenatore della Lazio e s'era dovuto sorbire, ad esempio, la contestazione a Fiuggi durante un precampionato e i gavettoni di alcuni tifosi a Ballotta che aveva osato non difendere di canio al momento del mancato rinnovo del contratto da parte di Lotito; ultimamente ha adombrato l'esistenza di qualcosa di poco chiaro nella gestione delle notizie sulla Lazio, di una sottovalutazione da parte di tutto l'ambiente dei risultati raggiunti e del modo di considerare l'andamento di squadra e società anche Stefano Pioli.
Adesso, o sono tutti matti e hanno una specie di sindrome di accerchiamento, o tutti vogliono (volevano) nascondere i loro fallimenti facendo ricorso a un alibi, oppure qualcosa di vero c'è. Eh sì, perché tre allenatori, tre persone diverse, tre professionisti diversi che oggi sono qui e domani non ci saranno più, non legati affettivamente alla Lazio perché devono dire quasi la stessa cosa su un certo argomento? Pioli, ad esempio, non dovrebbe aver bisogno di alibi, visto che la sua Lazio ha conseguito il miglior risultato dell'era Lotito. Eppure qualcosa tre settimane fa ha fatto capire.
La "cornice marcia" esiste. E questa cosa è irrefutabile. Ed è composta anzitutto da certi tifosi, che non hanno mai digerito Lotito per vari motivi. Non voglio dilungarmi molto su questo aspetto perché ampiamente sviscerato da tanti negli anni, i motivi li sappiamo tutti. Ma questi sono tifosi, possono far male solo dentro lo stadio (e l'hanno fatto negli anni, hai voglia se l'hanno fatto, e stavano per rifarlo pure l'altra sera) ma sono sempre tifosi, quindi controllabili.
Il problema è che la gran parte di questa cornice si compone di tanti falsi giornalisti, speaker di radio private, titolari di siti internet CHE NON HANNO MAI UNA NOTIZIA, CHE FOSSE UNA. E che insinuano continuamente, danneggiando l'ambiente. Non hanno una notizia un po' perché non essendo giornalisti ma speaker non sanno procurarsela, non sanno proprio materialmente come si fa. Non hanno contatti (se non quello con qualche procuratore sfigato), non hanno relazioni perché mancano di professionalità, molti hanno 50 anni e ancora fanno finta di girare nelle redazioni di radio locali, alcuni nascono come tifosi e poi hanno provato a inventarsi un mestiere con la Lazio per alzare uno stipendio, quattro spicci. E non hanno notizie, inoltre, MAI, perché la Lazio non gliele fa avere, visto che utilizza i propri canali, nega interviste, nega esclusive, nega dirette di conferenze stampa, nega presenze di suoi tesserati in studi televisivi o radiofonici, impone il rispetto di certe regole che questo ambiente, ripeto, MARCIO, non può più sopportare. Ecco da dove nascono gli attacchi. Metteteci che questi media qui non vanno mai in ferie perché, evidentemente, hanno contratti pubblicitari che non possono essere interrotti nemmeno ad agosto e, a grandi linee, vedrete delineato quello che accade tutti i santi giorni intorno alla Lazio, estate compresa. Voci, spifferi, malignità, trasmissioni di ore tirate via a parlare di cibo, donne, cinema, telefonate con improbabili opinionisti che "opinionano" dal divano di casa loro, ecc. ecc. ecc.
Se questa chiusura comunicazionale la Lazio la fa a una struttura come, ad esempio, radio radio, che fatturerà un milione di euro l'anno quelli si fanno una risata, magari ti fanno una battuta contro, ma la cosa finisce lì. Quando chiudi tutto, invece, a queste radio di straccivendoli che campano con la pubblicità delle caldaie e dei ristoranti, qualche problema glielo crei. Ecco gli spifferi, le battute, le malevolenze che inevitabilmente si riverberano su tutto l'ambiente, fin qui dentro, dove pure siamo tutti migliori di quei quattro piottari delle radio e dei siti internet. E la battuta, la maldicenza, il pettegolezzo, la bugia, piano piano si insinua in tutto l'ambiente rovinandolo, creando un pessimismo che è difficile da sopportare da chi non ha interessi in campo e ha solo un amore sviscerato per la Lazio.
Guardate, finora non ho fatto nomi perché non voglio fare pubblicità a queste persone e nemmeno procurare danni al sito, ma un episodio lo voglio raccontare con nome e cognome, tanto per far capire in quale ambiente ci muoviamo. Ieri mattina ascoltavo un pezzetto di trasmissione di radiosei, saranno state le 11 di mattina. A un certo punto hanno deciso di mandare degli stralci della radiocronaca (telecronaca?, boh, io stavo allo stadio quindi non l'ho sentita in diretta) della partita col Bayer. Al microfono guido de angelis. Beh, voi non immaginate nemmeno cosa è riuscito a dire contro Biglia perché al fallo del difensore del Leverkusen non protestava con accanimento contro l'arbitro per chiederne l'espulsione. "E questo sarebbe un capitano?", "e che capitano è Biglia che non va nemmeno a protestare", una serie di contumelie contro questo giocatore, secondo lui, inabile a fare il capitano. S'è tuffato a piedi pari nella polemica, non gli è sembrato vero! E 'sto signore, per molti laziali, passa per la bibbia. Questo qui che attaccava il capitano della squadra sua, evidentemente devo pensare perché amico di Candreva...
Mi scuso per la lunghezza e per l'off topic (ma comunque la polemica era nata in questo thread dedicato a Morrison che non c'entra nulla) e anche per la durezza con cui mi sono scagliato contro un paio di netters qualche intervento fa. Ma quando sento dire che la "cornice marcia" ce la sogniamo noi mi sale un certo nervosismo.
Ah, voglio chiudere con una precisazione: non sono lotitiano, vedo limiti evidentissimi nella gestione della Lazio da parte di Lotito da almeno 5 anni, non mi è nulla, e prima se ne va meglio è. Per tutti.