Io, adesso, cercando di essere razionale il più possibile (cosa difficile in questo momento) voglio fare una riflessione:
Non mi spiego un calo del genere, nei risultati, nell'atteggiamento e nel gioco. Non è la prima volta che succede, nell'era Lotito, ma quello che più mi sconvolge è che succede sempre dopo la sessione estiva. Anche con Petkovic andò così.
Un calo del genere non si può attribuire ai giocatori, Gentiletti l'anno scorso era un'altro, così come Cataldi e Felipe.
Succede secondo me qualcosa di serio fra Allenatore e società.
Pioli sembra un altro, è demotivato, sembra stia perdendo lo spogliatoio... esattamente come Petkovic.
Io non credo siano le vicende Hernanes-Biglia- o chi per loro- a rovinare lo spirito vincente di un mister. E non credo neppure che persone intelligenti come Petkovic e Pioli possano farsi sfuggire la situazione di mano così.
Questo cambiamento riesco a spiegarmelo solo chiamando in causa la società. E' un po' come se Lotito dicesse a Pioli "raggiungi l'obiettivo -Europa- e ti prolungo il contratto". Pioli raggiunge l'obiettivo. Scatta il rinnovo, con conseguenti nuovi obiettivi, che però sono più esigenti dell'anno prima, anche perché confermarsi è sempre più difficile.
Ed'è qui che scatta quel qualcosa fra società ed allenatore.
Il Mister fa delle richieste sul mercato, che vengono disattese, e si ritrova a dover lavorare in condizioni peggiori. Non c'è più l'entusiasmo, anzi, c'è la necessità di confermarsi, e il Mister sa che sarà più difficile.
Si crea la frattura con la società, che viene testimoniata dalle prime frecciatine nelle conferenze stampa. Il mister entra nella condizione mentale dell'"e adesso come faccio" e non può più lavorare con determinazione, come avveniva prima. Lo spogliatoio, di tutto questo, ne risente, quella magia si spegne.
Con questa riflessione voglio dire che per me Pioli non c'entra niente, come non c'entrava niente Petkovic.
Pioli, io ho fiducia in te e voglio che tu rimanga, come volevo rimanesse Petjovic.
E' un altro che deve andarsene!
Se tu ora te ne vai, l'anno prossimo staremo da capo a 12.
Avanti Mister, Avanti Lazio.