Correva l'anno 2002, il sottoscritto e la di lui moglie (oggi ex...) decidono di regalare una mini vacanza ad una coppia di sessantenni poco avvezzi ai viaggi (i miei genitori).
La scelta cade su Roma, weekend (toh, che coincidenza...) di Juve-Lazio (finì 1-1, il Piojo e Trezeguet), un bell'albergo in piazza della Repubblica.
Tre giorni: una toccata e fuga, i miei sono persone di altri tempi, cultura contadina, gente che fino a quel momento aveva visto poco del mondo, al contrario dei loro figli.
Visitiamo la città, la sera del sabato la passiamo in un locale che trasmette la partita (mannaggia a voi in quegli anni quanto ci facevate male...), si soffre e alla fine arriva un pari che sembra chiudere le speranze scudetto (invece il 5 maggio era lì, appena dietro l'angolo: grazie Karel e grazie Cholo!!!).
Rientriamo in albergo.
Alla reception una ragazza bionda.
Scambiamo due chiacchiere prima di ritirarci in camera e a mio padre scappa un "abbiamo visto la Juventus faticare contro la Lazio...".
Risposta della ragazza, con grazia innata: "Che? Siete daaaaaaLazzzzziooooooo???"
Padre: "No, Juve".
Lei, la tizia, guarda schifata un uomo di 62 anni con tutta l'incredulità che si può manifestare, manco avesse visto un alieno.
Poi, la frase: "veraménte siéte daaaaaJuve? Ma nun ve vergogniiiiateeee? Ma come se po' tifà paaaJuve?"
Notare: eravamo clienti.
Chiedo: "perchè, lei chi tifa? Lazio?"
Lei distoglie lo sguardo da mio padre e lo rivolge verso di me, col grugno incazzato.
Tutto sommato non sarebbe nemmeno brutta, ma con quel grugno che le deforma il viso penso, fra me e me: "Madonna, si sta trasfigurando!"
Arriva la replica a quella che -interpreto- evidentemente ritiene la peggior offesa possibile: "Nun me offende! Io sòòòòdddaaaaaarommmmmmmaaaaaa!!!!"
Mio padre arrossisce, e mentre madre e moglie chiamano dall'ascensore taglio corto, prendo le chiavi e le raggiungiamo.
Il mattino dopo incrociamo nuovamente Madame, che non proferisce parola al nostro passaggio verso il breakfast ma si limita a squadrarci da capo a piedi.
Scuotendo il capo.
Nella hall a mia madre viene la brillante idea di spedire qualche cartolina agli amici più cari, scegliamo fra quelle disponibili e veniamo indirizzati alla reception per i francobolli e la spedizione.
Il tutto nel massimo silenzio della tizia, alla quale raccomando di assicurarsi che le cartoline giungano a destinazione.
Nessuna risposta.
Secondo voi quelle cartoline sono mai giunte a destinazione?