Topic unico per parlare della rioma: società,mercato, squadra ecc.ecc.

Aperto da olympia, 09 Gen 2014, 09:06

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FMSSL

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Citazione di: sweeper77 il 17 Dic 2014, 09:19
dal corriere di trigoria:

«Europa League, la Roma batterà l'Inter in finale»E' il risultato di uno studio realizzato dalla Sports Interactive con una simulazione del torneo utilizzando il gioco "Football Manager 2015". Champions al Real MadridROMA - Il Real Madrid vincerà la Champions e la Roma l'Europa League. Non è la previsione di un mago, ma il risultato di uno studio realizzato dalla Sports Interactive con una simulazione dei due tornei utilizzando il gioco "Football Manager 2015". La casa di produzione di videogiochi britannica si è divertita a mettere in campo virtualmente le squadre impegnate nelle due competizioni europee. Dopo aver eliminato lo Schalke 04 agli ottavi di finale, la squadra di Ancelotti vince il derby spagnolo con il Barcellona nei quarti e in semifinale trova la Juve di Allegri. Le merengues eliminano i bianconeri con un totale di 3 gol a 1 e in finale stendono 3-2 il Bayern Monaco. In Europa League, invece, la Roma di Garcia trionfa in una finale tutta italiana contro l'Inter di Mancini.


Bravissimi! facciamogli i complimenti no? MA VE RENDETE CONTO DI DOVE SONO ARRIVATI???
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Premio Pulitzer.

Cialtron_Heston

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Citazione di: sweeper77 il 17 Dic 2014, 09:19
dal corriere di trigoria:

«Europa League, la Roma batterà l'Inter in finale»E' il risultato di uno studio realizzato dalla Sports Interactive con una simulazione del torneo utilizzando il gioco "Football Manager 2015". Champions al Real MadridROMA - Il Real Madrid vincerà la Champions e la Roma l'Europa League. Non è la previsione di un mago, ma il risultato di uno studio realizzato dalla Sports Interactive con una simulazione dei due tornei utilizzando il gioco "Football Manager 2015". La casa di produzione di videogiochi britannica si è divertita a mettere in campo virtualmente le squadre impegnate nelle due competizioni europee. Dopo aver eliminato lo Schalke 04 agli ottavi di finale, la squadra di Ancelotti vince il derby spagnolo con il Barcellona nei quarti e in semifinale trova la Juve di Allegri. Le merengues eliminano i bianconeri con un totale di 3 gol a 1 e in finale stendono 3-2 il Bayern Monaco. In Europa League, invece, la Roma di Garcia trionfa in una finale tutta italiana contro l'Inter di Mancini.


Bravissimi! facciamogli i complimenti no? MA VE RENDETE CONTO DI DOVE SONO ARRIVATI???
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Dopo si sono puliti e fatti il bidè?
Hanno sostituito le donne co la rioma, quando si fanno le pippe.
Poracci

robylele

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Citazione di: ciceruacchio il 17 Dic 2014, 14:27
allora sto tranquillo.
agli ottavi la vincente tra Villareal e Salisburgo.

allora forse erano i quarti di finale. Mi informo da mio figlio e saprò dirti.

che poi é il mio pronostico: quarti di finale.

ciceruacchio

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Citazione di: robylele il 17 Dic 2014, 14:31
allora forse erano i quarti di finale. Mi informo da mio figlio e saprò dirti.

che poi é il mio pronostico: quarti di finale.

forse hai ragione. serve un altro sorteggio per il tabellone. quello su uefa.com è provvisorio.

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AutumnLeaves

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Citazione di: ciceruacchio il 17 Dic 2014, 14:35
forse hai ragione. serve un altro sorteggio per il tabellone. quello su uefa.com è provvisorio.
A ciceruà, sei sparito dopo le scoppole europee e sei casualmente ricicciato dopo l'ennesimo furto che vi ha portato a ridosso della juve. Siete proprio tutti uguali e te non fai eccezione.

sweeper77

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spe spe... che per oggi mica ne hanno finite di chicche eh...

Orgoglio e riscatto, con la Juve più di una partitaIl calcio e la sociologia, dentro le radici culturali di un popolo: il pallone protagonista di un racconto diverso
di Vincenzo Sardu
Non è soltanto la tifoseria del Cagliari a individuare nella sfida contro la Juventus "la partita dell'anno". Gli stereotipi costruiti sul pallone vanno sul facile: essendo "loro" i più forti storicamente, ogni qualvolta li si sfida c'è sempre un Davide che tenta di staccare la testa dal collo a Golia. Il racconto biblico suggerirebbe una percentuale di realizzazione fissa a ogni appuntamento ma il calcio è una scienza inesatta fino a un certo punto, su un piano temporale ampio i valori differenti imprimono ai risultati un timbro di un certo tipo. E' una delle regole dello sport. Non di meno, però, restano gli altri contenuti. Per la Juve, la rivalità con la Roma ha ragioni di potere calcistico e non solo, quella con la Fiorentina ha forti connotati culturali, con le milanesi l'oggetto del contendere è anche una egemonia economica nel nord. E col Cagliari? Gli unici juventini che si pongono il problema sono quelli casualmente nati e residenti in Sardegna: per loro è difficile la vita, a cercare di mostrare simboli veritieri quanto un'arrampicata su una parete a specchio dopo un'immersione nel sapone liquido. Stilizzare, per esempio, la bandiera dei Quattro Mori in salsa juventina è come abbinare la bandana di una ban metallara allo stemma delle orsoline: una roba improponibile insomma. E questo, gli juventini sardi, lo soffrono anche perché al di là delle cosmiche bugie circa la strisciatura - non soltanto in bianco e nero - delle passioni calcistiche sarde, sanno di essere netta minoranza entro i confini del mare. Ma se è la partita speciale per loro, di più ancora lo è per i sardi con la passione rossoblù "doc". Alle nuove generazioni è stato tramandato geneticamente il sentimento di sfida che si è formato ai tempi dello scudetto. Non soltanto per il duello del 1970 ma anche per il contorno: per Riva che diceva sistematicamente no a qualsivoglia emissario spedito sui suoi passi da Boniperti su mandato di Gianni Agnelli, esultava un popolo intero che si piazzava a far quadrato intorno al suo eroe, lombardo per caso ma sardo di fatto. Perché la dura piaga dell'emigrazione - che non conosce pausa, purtroppo - ha portato spesso moltitudini di isolani a lavorare al nord, dove la concentrazione di colori calcistici urticanti è comprensibilmente più elevata. E quel "no" dava cariche esplosive di orgoglio soprattutto ai sardi costretti a star lontani dalla loro terra. Entra in gioco qui ciò che altrove non c'è e che altrove non si concepisce che esista proprio a Cagliari, ovvero il rapporto fra la gente e la squadra che va decisamente oltre la passione sportiva. Checché ne dicano ovunque, tifosi rossoblù si trovano da Santa Teresa di Gallura sino a Teulada, da Oristano ad Arbatax, in lungo e in largo, piaccia o no, la Sardegna è del Cagliari e così pure dei sardi che cercano fortuna oltre il mare. La squadra e non i suoi interpreti - Riva e gli altri eroi dello scudetto fanno storia a parte - quindi il simbolo, la bandiera, non attaccanti o allenatori, dirigenti. Non esiste altra tifoseria che usa la bandiera regionale per manifestarsi come accade negli stadi dove gioca il Cagliari. il che aiuta a capire la percentuale di fantascienza che abbonda in chi usa lo stesso vessillo per altri motivi. Così ogni partita contro la Juve diventa per forza di cose diversa. E' una riproposizione di una sfida sportiva che ha radici profonde in altri contesti. Per questo va oltre il risultato, va oltre la misurazione della forza dell'una e dell'altra. La differenza nel caso del Cagliari è che pur cadendo spesso al cospetto dei bianconeri, si è sempre rialzato con orgoglio. E' questa l'immagine che hanno i tifosi. I quali ricordano, non potrebbe essere altrimenti, anche le circostanze in cui Davide la testa a Golia gliel'ha staccata sul serio. L'anno dello scudetto, due pareggi che sapevano però di vittoria, e poi altre volte, in coppa Uefa due vittorie su due, e lì Riva già non c'era più in campo. Basterà il carico di emozioni, di ricordi, di motivazioni che arrivano da un livello quasi ancestrale, per trasferire nella truppa boema le risorse utili se non altro per ben figurare, domani sera? Certo, stavolta la partita arriva in un momento che definire assai delicato è persino un eufemismo. Vero è che in ogni caso è soltanto una tappa, non un punto di arrivo. Il Cagliari e i suoi tifosi devono costruire un futuro migliore, insieme. E questo, anche Tommaso Giulini lo sa.


:o :o :o è spaventoso , io davvero non ho parole.








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Citazione di: sweeper77 il 17 Dic 2014, 15:22
spe spe... che per oggi mica ne hanno finite di chicche eh...

Orgoglio e riscatto, con la Juve più di una partitaIl calcio e la sociologia, dentro le radici culturali di un popolo: il pallone protagonista di un racconto diverso
di Vincenzo Sardu
Non è soltanto la tifoseria del Cagliari a individuare nella sfida contro la Juventus "la partita dell'anno". Gli stereotipi costruiti sul pallone vanno sul facile: essendo "loro" i più forti storicamente, ogni qualvolta li si sfida c'è sempre un Davide che tenta di staccare la testa dal collo a Golia. Il racconto biblico suggerirebbe una percentuale di realizzazione fissa a ogni appuntamento ma il calcio è una scienza inesatta fino a un certo punto, su un piano temporale ampio i valori differenti imprimono ai risultati un timbro di un certo tipo. E' una delle regole dello sport. Non di meno, però, restano gli altri contenuti. Per la Juve, la rivalità con la Roma ha ragioni di potere calcistico e non solo, quella con la Fiorentina ha forti connotati culturali, con le milanesi l'oggetto del contendere è anche una egemonia economica nel nord. E col Cagliari? Gli unici juventini che si pongono il problema sono quelli casualmente nati e residenti in Sardegna: per loro è difficile la vita, a cercare di mostrare simboli veritieri quanto un'arrampicata su una parete a specchio dopo un'immersione nel sapone liquido. Stilizzare, per esempio, la bandiera dei Quattro Mori in salsa juventina è come abbinare la bandana di una ban metallara allo stemma delle orsoline: una roba improponibile insomma. E questo, gli juventini sardi, lo soffrono anche perché al di là delle cosmiche bugie circa la strisciatura - non soltanto in bianco e nero - delle passioni calcistiche sarde, sanno di essere netta minoranza entro i confini del mare. Ma se è la partita speciale per loro, di più ancora lo è per i sardi con la passione rossoblù "doc". Alle nuove generazioni è stato tramandato geneticamente il sentimento di sfida che si è formato ai tempi dello scudetto. Non soltanto per il duello del 1970 ma anche per il contorno: per Riva che diceva sistematicamente no a qualsivoglia emissario spedito sui suoi passi da Boniperti su mandato di Gianni Agnelli, esultava un popolo intero che si piazzava a far quadrato intorno al suo eroe, lombardo per caso ma sardo di fatto. Perché la dura piaga dell'emigrazione - che non conosce pausa, purtroppo - ha portato spesso moltitudini di isolani a lavorare al nord, dove la concentrazione di colori calcistici urticanti è comprensibilmente più elevata. E quel "no" dava cariche esplosive di orgoglio soprattutto ai sardi costretti a star lontani dalla loro terra. Entra in gioco qui ciò che altrove non c'è e che altrove non si concepisce che esista proprio a Cagliari, ovvero il rapporto fra la gente e la squadra che va decisamente oltre la passione sportiva. Checché ne dicano ovunque, tifosi rossoblù si trovano da Santa Teresa di Gallura sino a Teulada, da Oristano ad Arbatax, in lungo e in largo, piaccia o no, la Sardegna è del Cagliari e così pure dei sardi che cercano fortuna oltre il mare. La squadra e non i suoi interpreti - Riva e gli altri eroi dello scudetto fanno storia a parte - quindi il simbolo, la bandiera, non attaccanti o allenatori, dirigenti. Non esiste altra tifoseria che usa la bandiera regionale per manifestarsi come accade negli stadi dove gioca il Cagliari. il che aiuta a capire la percentuale di fantascienza che abbonda in chi usa lo stesso vessillo per altri motivi. Così ogni partita contro la Juve diventa per forza di cose diversa. E' una riproposizione di una sfida sportiva che ha radici profonde in altri contesti. Per questo va oltre il risultato, va oltre la misurazione della forza dell'una e dell'altra. La differenza nel caso del Cagliari è che pur cadendo spesso al cospetto dei bianconeri, si è sempre rialzato con orgoglio. E' questa l'immagine che hanno i tifosi. I quali ricordano, non potrebbe essere altrimenti, anche le circostanze in cui Davide la testa a Golia gliel'ha staccata sul serio. L'anno dello scudetto, due pareggi che sapevano però di vittoria, e poi altre volte, in coppa Uefa due vittorie su due, e lì Riva già non c'era più in campo. Basterà il carico di emozioni, di ricordi, di motivazioni che arrivano da un livello quasi ancestrale, per trasferire nella truppa boema le risorse utili se non altro per ben figurare, domani sera? Certo, stavolta la partita arriva in un momento che definire assai delicato è persino un eufemismo. Vero è che in ogni caso è soltanto una tappa, non un punto di arrivo. Il Cagliari e i suoi tifosi devono costruire un futuro migliore, insieme. E questo, anche Tommaso Giulini lo sa.


:o :o :o è spaventoso , io davvero non ho parole.

per me questo che ha scritto queste cose è tifoso riommista o interista.....nn si spiegherebbe

sweeper77

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è sottile come attraverso articoli ecc.. cerchino sempre di pompare le squadre che affronteranno la juve.
I media in generale verso di loro, è come se attuino una sorta di rivendicazione, scudetto e quello sia, perseguendo qualsiasi mezzo, e facendolo tramite articoli, inchieste, interviste, considerazioni.
Quindi va bene parlare di cagliari juve come di "partita dell'anno", la rivalità con la Roma ha ragioni di potere calcistico e non solo...basta parlarne, accendere i riflettori.
Per dire, quello che ha fatto garcia a genova è qualcosa di ALLUCINANTE, eppure si sono subito mossi per difenderlo, veleno sul campionato, garcia si difende, la roma querelerà lo steward. Le parole di preziosi definite subito FOLLI, poi l'attacco il giorno dopo alla sua figura col motivetto "senti da che pulpito..."


bak

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Citazione di: sweeper77 il 17 Dic 2014, 15:22
spe spe... che per oggi mica ne hanno finite di chicche eh...

Orgoglio e riscatto, con la Juve più di una partitaIl calcio e la sociologia, dentro le radici culturali di un popolo: il pallone protagonista di un racconto diverso

di Vincenzo Sardu

Checché ne dicano ovunque, tifosi rossoblù si trovano da Santa Teresa di Gallura sino a Teulada, da Oristano ad Arbatax, in lungo e in largo, piaccia o no, la Sardegna è del Cagliari e così pure dei sardi che cercano fortuna oltre il mare.

sto caxxo. Ne ho conosciuti e ne conosco tuttora di sardi che hanno in odio il Cagliari; e non necessariamente sassaresi.

Blueline

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Citazione di: bak il 17 Dic 2014, 16:24
sto caxxo. Ne ho conosciuti e ne conosco tuttora di sardi che hanno in odio il Cagliari; e non necessariamente sassaresi.
Perchè?

La stessa cosa non accade per la Dinamo Sassari(massimo campionato di Basket).

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Lativm88

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Citazione di: bak il 17 Dic 2014, 16:24
sto caxxo. Ne ho conosciuti e ne conosco tuttora di sardi che hanno in odio il Cagliari; e non necessariamente sassaresi.

Questa è come le leggenda che tutta la Campania tifi (sia) Napoli.



sweeper77

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forza,forza...che si batta ferro finchè è caldo
dal corriere di trigoria:

Caso Garcia: non fatelo diventare il calcio degli steward
Domani verrà esaminato il ricorso contro l'inibizione di Garcia. Ci aspettiamo un atto di buon senso: la cancellazione della squalifica. Qui non si tratta di prendere una decisione a favore o contro la Roma: Garcia, del resto, non è un centravanti che può decidere una partita. Qui si tratta di interrompere subito, prima che la situazione diventi irrecuperabile, un percorso pericolosissimo: il fatto che una denuncia di parte (in questo caso di uno steward del Genoa) possa essere accolta come prova inconfutabile, come se arrivasse da un elemento super partes.
Immaginate a cosa ci esporremmo d'ora in avanti: in ogni partita uno steward potrebbe denunciare alla Procura federale di essere stato colpito da un avversario e determinare la sua squalifica. Già: perché credere allo steward del Genoa e non a quello di Milan o Inter dopo un derby, ad esempio, oppure a quello di Fiorentina o Juve dopo una sfida tra le due acerrime rivali? Non facciamolo diventare il campionato degli steward. Siamo certi che anche gli avversari della Roma, quelli di buon senso, siano d'accordo.


Cialtron_Heston

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Citazione di: EagleBass il 17 Dic 2014, 19:27
tanto per...
http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/mafia_capitale_carminati_escort_giocatori_roma/notizie/1071072.shtml

Il giorno in cui l'addetto al money transfer della banda verso..... verrà arrestato,a quel punto uscirà di tutto.
Si percepisce già che qualcosa non funziona,si è inceppato,ritardo sui pagamenti?Consapevolezza che sotto Natale si dovrà fare a meno del solito gruzzoletto?

Oppure semplicemente c'è tanto di quel marcio tra la Mafia e loro che non riescono a insabbiare tutto?

bak

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Citazione di: Blueline il 17 Dic 2014, 16:30
Perchè?

La stessa cosa non accade per la Dinamo Sassari(massimo campionato di Basket).

No.
A Cagliari la Dinamo è mal digerita; preferiscono tifare il Cagliari basket

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The Referee

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Citazione di: sweeper77 il 18 Dic 2014, 09:07
forza,forza...che si batta ferro finchè è caldo
dal corriere di trigoria:

Caso Garcia: non fatelo diventare il calcio degli steward
Domani verrà esaminato il ricorso contro l'inibizione di Garcia. Ci aspettiamo un atto di buon senso: la cancellazione della squalifica. Qui non si tratta di prendere una decisione a favore o contro la Roma: Garcia, del resto, non è un centravanti che può decidere una partita. Qui si tratta di interrompere subito, prima che la situazione diventi irrecuperabile, un percorso pericolosissimo: il fatto che una denuncia di parte (in questo caso di uno steward del Genoa) possa essere accolta come prova inconfutabile, come se arrivasse da un elemento super partes.
Immaginate a cosa ci esporremmo d'ora in avanti: in ogni partita uno steward potrebbe denunciare alla Procura federale di essere stato colpito da un avversario e determinare la sua squalifica. Già: perché credere allo steward del Genoa e non a quello di Milan o Inter dopo un derby, ad esempio, oppure a quello di Fiorentina o Juve dopo una sfida tra le due acerrime rivali? Non facciamolo diventare il campionato degli steward. Siamo certi che anche gli avversari della Roma, quelli di buon senso, siano d'accordo.

il fatto che uno steward in servizio sia equiparato ad un incaricato di pubblico servizio, quindi con la possibilità di applicare le stesse pene previste per chi commette reati nei confronti di un pubblico ufficiale, non li sfiora minimamente, vero?
e se lo steward lo avesse già denunciato alla Procura di Genova? ansai le risate!

laziAle82

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Citazione di: The Referee il 18 Dic 2014, 10:15
il fatto che uno steward in servizio sia equiparato ad un incaricato di pubblico servizio, quindi con la possibilità di applicare le stesse pene previste per chi commette reati nei confronti di un pubblico ufficiale, non li sfiora minimamente, vero?
e se lo steward lo avesse già denunciato alla Procura di Genova? ansai le risate!

E sopratutto non considerano, o fingono di dimenticare, che gli steward non sono sottoposti alla clausola compromissoria e quindi sono denunciabili in sede penale..

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