Citazione di: JoseAntonio il 06 Ago 2015, 13:28
Plusvalenze fittizie o ipervalutazioni, prezzi gonfiati per far rientrare capitali borderline, pagamenti estero su estero per evitare dichiarazioni fiscali o persino controlli.
Lo fanno le società normali, figuriamoci in un contesto volatile ed aleatorio come è il calcio (o lo sport in generale) dove il prodotto principale di compravendita (i calciatori) hanno difficilmente valutazioni oggettive.
Mica serve il megacomplotto o il burattinaio, mai detto questo.
Qui sopra certe cose evito di scriverle ma se un giorno ci incrociamo allo stadio ti racconto qualche aneddoto sugli stipendi di Trigoria e sui soldi che girano nelle compravendite.
Io però non riesco a vedere il punto
- Lamela va al tottenham per 30 e passa milioni, frutto di un accordo con baldini ben orchestrato. Fossi nel board del tottenham mi farei due domande su baldini ma tant'è. Ad esempio a Parigi su Leonardo dopo il terzo scherzo in serie (Marquinos) se le sono fatte e hanno cacciato a calci Leonardo risparmiandogli una denuncia penale.
- Bertolacci viene riscattato a 8,5 (implicitamente quindi lo si valuta 17) e rivenduto a 20 ad un Galliani in difficoltà
- Si fanno affari in giro per il mondo e si approfitta per tessere relazioni con procuratori, società e fondi che al momento opportuno possono rivelarsi alleati in alcune trattative. Questa è una delle poche specialità di Sabatini.
- La roma sovvenziona il Genoa con fitti scambi di giocatori e concedendo comproprietà generose, lo scorso anno il Genoa non ha i soldi per riscattare Bertolacci ma non vuole privarsene. La roma acconsente a buon rendere. E come sottolinei tu JA, hanno reso. Mettendo in conto pure Falque.
Purtroppo questo è l'opaco mondo del calcio professionistico globale. Anche qui noi abbiamo deciso di operare controsistema. Guarda, non posso negare che mi piaccia come filosofia. in più Tare è specialmente abile nell'ottimizzarla. Però non è che le regole del gioco non si conoscano.
Da qui all'invidia del pene romanista ce ne passa. Anzitutto non c'è nulla da invidiare tranne i risultati sportivi, che nel loro caso non ci sono. Non si invidia certo una strategia gestionale, se ne parla, si argomenta.
Io continuo a non capire come possa stare insieme una strategia conservatrice come quella che attuiamo se non in una dimensione circoscritta ad onorevoli piazzamenti e puntando alla coppa italia. Mi sta bene, ho una storia da laziale bambino che guardava a questa realtà come l'eden.
Mi piacerebbe però puntare più in alto e sono convinto che la nostra idea di azienda non sia predittiva di successi.
Poi li sogno ad occhi aperti, ma questo è il tifoso.
Poche domande:
- siamo in grado a perimetro ingaggi attuale di attrarre talenti affermati in grado di dirimere tra 4rto e 2ndo posto ? O farci lottare per il primo ?
- se la risposta alla prima domande e' no, quanto deve essere bravo Tare per trovare costantemente giocatori sotto quotati e portarli da noi per mantenere alto il livello della squadra (Parolo, Basta, Biglia, SDV, Anderson, lo stesso Candreva). È realistico che sbagli così poco o sia così tempista e innovatore ?
- poiché la nostra strategia prevede l'idea di trattenere i migliori, saremmo in grado di trattenere (motivati) Biglia o Anderson se arrivassero offerte da top club con relativi ingaggi milionari ?
forza Lazio