Citazione di: dal1900 il 10 Set 2015, 10:51
ragazzi per un attimo provato a non vedere nero tutto cio che riguarda la parola "romanista", perche il senso di tale corto non è la discriminazione, la guerra fra tifoserie, ma il fatto che il bambino non rifiuta la ragazza perche è sulla sedia a rotelle ( cosa che succede molte volte oggi ) ma perche è della lazio!! quindi non abbiamo la discriminazione, ma una ragione superficiale e sincera, come poteva essere:"sei del milan?" "ah no sono dell'inter", è la stessa cosa.
Cercate di non mischiare l'odio che avete per una tifoserie o per una squadra in un corto dal significato cosi bello, per favore.
Io non ho odio per nessuna tifoseria, al limite per un certo modo di essere tifosi. E per questo sono stato anche criticato e perculato su questo forum da alcuni amici. Ok?
Parlo del corto a prescindere dal colore delle maglie, ok?
Ho anche specificato che a ruoli invertiti mi avrebbe ancora dato più fastidio, ok?Ripetuto questo, che spero verrà almeno ora considerato da chi mi quoterà/risponderà passo a esprimere le mie perplessità sul video. Non su quello che nelle intenzioni degli autori si voleva far passare ma su quello che ho recepito io.
Io la discriminazione la vedo. Non per l'handicap fisico ma per la squadra di calcio.
Motivo futile per me, ma non motivo futile per il bambino che discrimina! (e si autoghettizza)
Siamo certi che senza quella gravissima colpa di essere Laziale, il bambino romanista e normodotato non avrebbe eventualmente fatto caso alla colpa minore di essere su una sedia a rotelle?
Non sarebbe stato più carino se alla fine, facendogli passare (e pesare ironicamente) il fatto di essere della Lazio, il gelato se lo andavano a prendere lo stesso?Il fatto che molti tifosi della roma stanno osannando questo video mi fa ritenere che il messaggio che ci ho intravisto io lo hanno ben visto loro. Con giudizi di merito completamente opposti, ovviamente non per il colore delle maglie ma per il diverso approccio al tifo calcistico tra me e loro.
Prima di scrivere questo post mi sono confrontato con un'amica e collega che non segue il calcio e non comprende il modo di tifare che va per la maggiore. Un'osservatrice neutrale, direi. Ha espresso esattamente le mie stesse perplessità:
messaggio che arriva che è diverso da quello che sicuramente gli autori volevano far passare.