qua stamo ancora al razzismo come ad un attributo della persona e non come un comportamento.
Probabilmente anche per un problema della lingua italiana che non distingue tra "ser" e "estar", ambedue resi dal verbo "essere".
In castigliano te lo saprei dire molto meglio tommasino: "quizàs no eres racista, pero estas racista"
Il problema è proprio notare il colore come tratto distintivo e che, come giustamente ha sottolineato Maremma Laziale, non ha alcuna giustificazione "pratica" visto che in panchina siedeva più di un nero.
In una panchina con tre bianchi non si sarebbe detto "quello bianco".
Perché viene fuori in una panchina con tre neri? Perché? riuscite a rispondervi a questa domanda?
Riuscite a rispondervi sulle ragioni per cui in un caso scatta e nel caso del bianco no?
E' proprio quel meccanismo radicato che non scatterebbe col bianco ad indicare la profondità del razzismo che non va, per essere inteso, assolutamente ridotto alla superiorità della razza di inizio '900.
Quel razzismo è finito, sarebbe come parlare del colonialismo in termini politici ottocenteschi.
Grazie al beneamato cazzo che quel razzismo non esiste più, perché faceva riferimento a quel contesto.
Nel nostro contesto il razzismo biologico non ha mordente, ma ha mordente un razzismo che differenzia eccome le persone e che si manifesta in modo molto più subdolo, in forme istituzionali e culturali.