Citazione di: gaizkamendieta il 04 Lug 2015, 10:19
guarda che keita sembrerebbe (da quello che sappiamo) uno quantomeno non al massimo della maturita psichica siamo tutti d'accordo (credo). Ma se vogliamo passare ad un discorso piu' generale la crescita e la maturazione dei ragazzi non è uguale per tutti, ci sono ventenni che hanno la testa di cinquantenni ed altri quella di un dodicenne, non c'è un'eta in cui si mette la testa a posto (c'è anche chi non la mettera mai..) ma dire di un ventenne che sicuramente è uno che non sara un professionista serio non esiste, troppo presto per valutare.
questa cosa che intorno ai ventannni cominci l'involuzione deriva probabilmente dal fatto che si sa che a intorno a quell'eta' per la prima volta le cellule del nostro corpo che muoiono non vengono sostituite completamente come accadeva prima, ma sarebbe come dire che a vent'anni inizia il decadimento cerebrale, che biologicamente sarebbe anche vero, ma capisci che è un'assurdita' no?
certo che se poi questo stato, di allenarsi male, si prolunga per anni è ovvio che un vero atleta non lo diventerai mai... ma a vent'anni è veramente troppo presto!
Io mi riferivo a questo, o meglio il mio amico, diceva che la vera scriminante della selezione tra i 17 ed i 20-21 anni non è tanto il talento, che molti hanno, ma tra chi lo coltiva con una vita da professionista e chi invece si incomincia a perdere.
Anche lui mi diceva che la "frenata" è graduale, non di botto, ma mi indicava alcuni segnali che fanno da indicatore, e che lui, che è anche Laziale, ha visto in Keita; poi lui stesso mi diceva chese il ragazzo, con l'aiuto o no del suo entourage, o della società capisce che se vuole diventare bravo abbraccia o riabbraccia uno stile di vita più idoneo allora si riprende, soprattutto a quell'età, il problema, nel calcio soprattutto, è che giorano intorno a questi baby fenomeni tanti personaggi che ti portano a deviare, donne innanzitutto.
Un'altra cosa che mi diceva è che secondo lui si da troppa enfasi ed immagine ai successi della Primavera, e conseguente risalto ai giocatori, e così facendo molti di questi ragazzi possono correre l rischio di sentirsi già dei forti giocatori, con il rischio, concretissimo, di fermare la loro maturazione.