non appena ho letto ieri dei presunti malumori di candreva per la fascia di capitano qui su questo forum, ho iniziato il countdown sull'articolo che sarebbe nato su lalaziosonoloro o sui giornali sportivi di oggi ma che sia vero o meno che il ragazzo ci sia rimasto male, da qui a parlare addirittura di richiesta di cessione ecco non me l'aspettavo proprio, hanno superato loro stessi... sempre articoli atti a destabilizzare l'ambiente mentre nell'altro reparto si fanno sondaggi sui classici scudetti d'agosto... complice il malumore per le 4 sconfitte estive non vedevano l'ora di aggiungere zizzania... poveracci...
ecco il passaggio dell'articolo:
La fascia della discordia. È quella che ieri Stefano Pioli ha affidato a Lucas Biglia, scelto come nuovo capitano della Lazio. Il club abbandona così il criterio dell'anzianità, secondo il quale sarebbe spettata a Radu, con Lulic e Candreva a seguire. Una decisione presa insieme alla società, per vari motivi: da una parte avrà la funzione di incentivo per spingere l'argentino a rinnovare e abbassare il volume delle sirene estere, dall'altra consentirà di avere come primo rappresentante in campo un calciatore dall'indiscussa esperienza internazionale. Scelta condivisibile, ma che ha creato problemi - come si legge nell'edizione odierna de La Repubblica a cura di Marco Ercole -. Già, perché insieme al capitano, Pioli ha indicato anche il suo vice: Antonio Candreva. E lui, che invece sognava di diventare l'erede di Mauri, non l'ha presa bene: "Ci è rimasto male per questa decisione dell'allenatore", fanno sapere dal suo entourage. Parole confermate dal rifiuto dell'esterno romano di ricoprire la carica di vice, tant'è che ieri nell'amichevole contro il Mainz (senza Biglia in campo), la fascia era sul braccio di Miro Klose. Una vera e propria ferita, che se non venisse risanata nell'immediato potrebbe anche compromettere il futuro di Candreva nella Lazio. Le richieste non mancano: nell'ultimo periodo Atletico Madrid e Chelsea hanno sondato il terreno, ma Lotito non ha voluto nemmeno sedersi al tavolo delle trattative.