Scrivo qui, anche se è un argomenti serio, perchè la vicenda è talmente paradossale da sembrare quasi ridicola.
Venerdì scorso un ragazzo con il quale lavoravo (in uno studio d'architettura) è stato licenziato di punto in bianco. Convocato nella stanza del capo viene mandato via perchè nel mese e mezzo che aveva lavorato lì non aveva raggiunto la maturazione da loro auspicata.
Il ragazzo era uno stagista come me, lavorava 9 ore e mezza al giorno, 5 giorni su 7 come me e come me veniva trattato di merda non per gravi carenze professionali, ma semplicemente per innata arroganza.
Visto il modo con cui l'hanno liquidato e spinto da un malessere che mi accompagnava ormai dal secondo giorno di lavoro in quello studio, martedì mattina, non avendo niente da perdere mi sono licenziato.
Il giorno dopo, usufruendo di una password incautamente rimasta memorizzata sulla home di FB, il capo o chi per lei, è entrata sul mio profilo e facendosi abbondantemente i cazzi miei si è letta i messaggi privati che la sera del licenziamento dell'altro ragazzo ci eravamo scambiati tra di noi colleghi, comprese altre 3 ragazze che, non essendo andate troppo leggere nei commenti sono state convocate e licenziate in tronco.
Ora l'ex capo minaccia denunce e avvocati.
Io francamente me la rido e penso che probabilmente dovrei essere io a denunciare lei per aver rovistato fra la mia roba...
Ma di legge non me ne intendo, per questo chiedo un consiglio a qualcuno più esperto.
Ah, il contenuto dei commenti al licenziamento del mio collega li potete immaginare: sembra Wanna Marchi, ha un culone da tricheca, è insopportabile, io me ne vado, io mi licenzio, appena trovo di meglio la mollo ecc...
Niente di minaccioso ne trascendentale, devo dire che siamo stati anche di molto a modino....