Menzione speciale per alcune chicche di Bari (un tempo eravamo pure gemellati

)
le interiora di cavallo alla brace vendute nel cartoccio da accompagnare con la polenta fritta (le sgagliozze...non so se così si scrive...). I minuicchi (na specie de gnocchetto fresco fatto a mano solo acqua e farina) fatti a mano dalle vecchie fuori dagli usci a Bari vecchia, insieme alle orecchiette piccole piccole, da mangiare con le cozze.
Il pesce crudo (gli allievi in particolare... che abbuffate).
Scendiamo poi in salento e una cosa da sturbo è il panino con i pezzetti, pezzetti di carne di cavallo al sugo messi nel pane, ho avuto la fortuna e la faccia tosta in alcuni paesi, di chiederli alle massaie direttamente, orgasmo gastronomico
Si la matriciana (o amatriciana) si può considerare per alcuni versi abruzzese, quando è nata, Amatrice era nel Regno di Napoli nella regione abruzzese; rimase in Abruzzo fino al 1927, anno in cui fu accorpata al Lazio e messa sotto Rieti (con qualche polemica)
Ci sono però alcune considerazioni da fare:
1) Pure quando era Abruzzo, stava nella parte di Abruzzo che era comunque Sabina, Alta Sabina per la precisione.
2) Il dialetto amatriciano, nonstante secoli in cui Amatrice è stata nel Regno di Napoli, è considerato da tutti gli etnolinguisti, facente parte della famiglia dei dialetti mediani (cioè del Centro Italia).
3) La base/accoppiata guanciale/pecorino in epoca arcaica era diffusissima in tutto il Centro Italia.
4) è a Roma che l'amatriciana è stata valorizzata a dovere.