Emigrare.

Aperto da Brujita!, 06 Ott 2011, 21:11

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

iDresda

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.399
Registrato
Citazione di: Maurita! il 07 Ott 2011, 09:02
(leva il "semi" :D sarebbero devastati, anche e soprattutto economicamente.Sono loro i primi a dirci di andare via da qui.) Punto ad una via di mezzo tra i due modi, certo se avessi un contatto professionale sarebbe proprio il top, ma soprattutto in questo senso non saprei come muovermi e dove rivolgermi.

Dresda, io non parlo tedesco, purtroppo. E nemmeno francese anche se lo capisco un po'. parlo l'inglese perfettamente, il cinese bene (a meno che non debba intragire con un contadino di qualche paesino sperduto del Guandong); me la cavo in spagnolo e sto studiando arabo. Mi piacerebbe molto imparare il tedesco, tra l'altro ho letto che alcuni meccanismi grammaticali sono uguali al cinese  :o per esempio la separazione dei verbi. Proprio il caso di dire che il mondo a volte è molto piccolo  :pp

Ecco io non parlo cinese, quindi questi nessi grammaticali tra le due lingue non ho modo diretto di poterli confermare.
Ci sono molti verbi nel tedesco (detti trennbare, cioè separabili) che si staccano dal loro prefisso che finisce quindi in fondo alla frase.
Ad esempio il verbo stattfinden (avvenire, effettuarsi, avere luogo) quando lo declini, il prefisso statt va alla fine della frase: das Meeting findet um 19Uhr statt, il meeting ha luogo alle 19. E' quello che intendi tu?
Per non parlare dei verbi che vanno in fondo alla frase, per cui devi aspettare che la frase finisca per capirne il senso. Questo è uno dei motivi per cui i tedeschi ascoltano l'interlocutore fino all'ultimo senza interromperlo: non ce capirebbero una ceppa altrimenti  :pp

Tornando a te, il cinese è una lingua che potresti sfruttare molto in Germania, sopratutto in ambito commerciale, a patto che tu conosca anche il tedesco almeno a livello intermedio.
Come ha suggerito Castroman non sarebbe male fare una post laurea o un dottorato di ricerca che ti consenta di praticare il cinese ma anche di imparare il tedesco.

silvia84

*
Lazionetter
* 16.146
Registrato
esatto, io ho fatto la seconda opzione che dice Tarallo, ma bada bene che laurea a parte, conosco solo l'inglese e son andata in uno stato che è più in crisi del nostro. Di sicuro cercar lavoro prima di partire sarebbe meglio, ma non è così semplice.. comunque sono convinta che possiate farcela, in ogni caso vale la pena provarci..  :beer:

Kim Gordon

*
Lazionetter
* 12.430
Registrato
Maurì, ma ndo vai???

in grecia?

fabichan

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.215
Registrato
Interessante topic, mi ricorda un po' il mio passato...  :s

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

emi-grato

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.884
Registrato
Il mio nick parla da solo.... Io sono andato via da Roma non per bisogno o sfida, ma per amore... Devo ammettere che senza quella spinta non so se sarei riuscito a fare il passo.
Vivo in Germania come Dresda-biancoblu ma, se il suo nick è fedele, dalla parte opposta: settore occidentale, poco distante dai confini con l'Olanda ed il Belgio.
Per me la difficoltá è stata, e in parte anche oggi,  proprio la lingua. Non avevo fatto studi linguistici (quindi si puó dire che mi mancavano i meccanismi di apprendimento in quella direzione) e non ero esattamente un ragazzino per iniziare da zero; me la cavavo bene con l'inglese, che oggi peró non mi esce piú dalle labbra... Scherzandoci su dico sempre che il mio hard disk è troppo vecchio ed ha pochi Mb a disposizione: per fare entrare il tedesco ho dovuto eliminare i files dell'inglese parlato...
Scherzi a parte.
Per il lavoro confermo quanto detto da DresdaBB: c'è una forte richiesta di personale plurilingua e, a parte le soluzioni ufficiali (UE, Consolati e istituzioni varie che credo essere un po' bloccate) vanno fortissimo gli impieghi commerciali per l'export. Molto bene anche il cinese (figurati che qualche anno fa nel porto di Amburgo è stata costruita una nuova zona, con le gru e gli impianti piú grandi e moderni di tutto il famoso scalo, proprio da gli importatori cinesi, le cui esigenze non erano piú soddisfatte dalle strutture esistenti).
Per quanto riguarda la gastronomia posso dire che qui ci sono moltissime possibilitá e il settore va sempre forte, ma credo sia al momento rischiosa l'impresa personale. Intendo dire: attualmente è meglio lavorare per altri, si è anche ben garantiti a livello sociale.
Anche io, come giá detto da altri, consiglio vivamente l'esperienza all'estero; non penso alla fuga (anche se...), mi riferisco soprattutto all'arricchimento umano e professionale che solo in questo modo si puó raggiungere.
Io voto sí!
E se hai bisogno di qualche altra informazione scvivimi, come diceva Nino Bonocore...

iDresda

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.399
Registrato
Citazione di: emi-grato il 07 Ott 2011, 12:16

Vivo in Germania come Dresda-biancoblu ma, se il suo nick è fedele, dalla parte opposta: settore occidentale, poco distante dai confini con l'Olanda ed il Belgio.

La tua Wappe parla da sola  :DD
Da quanto tempo vivi lì?
:cheers:

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.315
Registrato
Citazione di: silvia84 il 07 Ott 2011, 09:42
[...]son andata in uno stato che è più in crisi del nostro.[...]

Frase che nessuno, dico nessuno, dovrebbe mai dimenticare.
Maurita se parti per le ragioni che ha scritto Castroman77, solo per quelle, non partire. Rimarresti delusa.
Se pensi che tutta la merda sparisca appena passata Ventimiglia o Tarvisio o Chiasso, rimarresti profondamente delusa. E' un mio must.
La vita é dura ovunque, pezzo di carta o meno. Soprattutto oggi.
Chi dice che lo é solo in Italia mente, o per gigioneria, o perché all'estero non é mai partito.
Scordati di entrare in consolati o altri uffici pubblici come traduttore, ce sta una fila d'iddio per entrare in quei posti.
Il traduttore, immagino tu lo sappia, é un mestiere di una complessità assoluta. In genere una delle due lingue deve essere la lingua madre.
Per quanto riguarda il cinese il problema più grosso da risolvere sono i cinesi. Sono ovunque e hanno una preparazione e una disponibilità mostruosa (tipo lavorare 18 ore al giorno, pare semplice ma non lo é). Le grandi società tedesche, quelle che pagano, se hanno bisogno di personale per le loro relazioni con la Cina, tendono a assumere personale cinese che parla tedesco. E non vedo come possa essere diverso.
Il tuo compagno sa cucinare bene ed é gastronomo, ma se non ha un curriculum con una formazione apposita il suo cursus non puo' che cominciare con il lavaggio di piatti in trattorie di quart'ordine. Con orari [...].
Di Italiani che sanno cucinare, é un po come i Cinesi, ce ne sono a bizzeffe. Soprattutto di quelli che non hanno una formazione hotelliera. restare con i piedi ben piantati per terra é il miglior modo per non bruciarsi le ali.

Se invece vuoi partire per le ragioni che ha scritto Adlernest
Citazione di: Adler Nest il 07 Ott 2011, 09:02
Un'esperienza all'estero, sopratutto se non avete vincoli di alcun tipo, è quanto di più eccitante e costruttivo possa esserci.

Allora vai, foderandoti il fegato di eternit, pronta a spaccare il mondo, perché il mondo non é facile da spaccare, faresti una bellissima cosa.


Brujita!

*
Lazionetter
* 11.573
Registrato
Italic, quello che dici e molto vero (chiedo venia er gli accento mancati ma con l'iphone non li trovo).non mi aspetto certo accoglienze a braccia aperte o chissà quali facilitazioni.e solo che a parte il bisogno di vedere un Po di mondo, so che in molti paesi europei, nonostante la crisi ci sono delle tutele che qui non abbiamo più e non e certo cosa da poco !poi uno prova.forse resterò delusa o forse scoprirò che se e sacrosanto che la merda e ovunque,in alcuni posti e meno concentrata :D e poi se non provo a aaccarlo adesso 
Ondosa,quando?;)

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.315
Registrato
Citazione di: Maurita! il 07 Ott 2011, 14:17
Italic, quello che dici e molto vero (chiedo venia er gli accento mancati ma con l'iphone non li trovo).non mi aspetto certo accoglienze a braccia aperte o chissà quali facilitazioni.e solo che a parte il bisogno di vedere un Po di mondo, so che in molti paesi europei, nonostante la crisi ci sono delle tutele che qui non abbiamo più e non e certo cosa da poco !poi uno prova.forse resterò delusa o forse scoprirò che se e sacrosanto che la merda e ovunque,in alcuni posti e meno concentrata :D e poi se non provo a aaccarlo adesso 
Ondosa,quando?;)

Ma tu non devi partire con il codice del lavoro in mano.
Capisci quello che voglio dire ? A mio avviso non é basandoti sulle tutele che devi scegliere dove, come e se partire.
E anche su quello si aprirebbe un dibattito che c'entrerebbe pochissimo sul topic. Dalle statistiche sulla disoccupazione ai tribunali del lavoro se uno facesse una ricerca avrebbe delle sorprese. Soprattutto in Europa.
L'Irlanda 4 o 5 anni fa era il paradiso su terra. Silvia84 é rivenuta con le pive nel sacco. Questa, come ha ben detto Tarallo, é una eventualità che non puoi non considerare. Gli indignados spagnoli non sono giovinotti folcloristici.
Sono ragazzi che hanno un futuro compromesso, pur non vivendo in Italia.
Perché una cosa é commentare che "uno se ne deve annà da sto paese" leggendo il giornale, un'altra cosa farlo.
Trovarsi nella hall di un aeroporto, o di una stazione, di una città straniera dove uno, nella maggior parte dei casi, si ritrova veramente solo é una sensazione incredibilmente terrificante e affascinante allo stessa maniera.
Leggere un fondo di Scalfari o un elzeviro di Conchita De Gregorio non ti darebbe mai il coraggio di fare un passo di più, non basta schifare Berlusconi, la Lega nord e gli evasori fiscali per avere il coraggio di uscire dalla stazione e montare su un taxi. Se parti per te stessa, solo per te stessa, allora si, allora il coraggio arriva.

Io sono partito, sapendo 4 parole in fila di francese*, che per la prima volta nella storia repubblicana la sinistra aveva vinto le elezioni in Italia. C'era Prodi, Berlusconi sembrava finito (sic!) e Zeman se n'era andato alla Roma, stomoriammazzato, e Cragnotti avrebbe comprato Roberto Mancini per fare una grande Lazio. Avevo mille ragioni per restare se dovevo basarmi sui giornali e sulla cronaca.
Invece non ho mai rimpianto, neanche un secondo, di essere partito. Perché ho incontrato mia moglie, é nata mia figlia e ho costruito un me stesso di cui vado mediamente fiero. Berlusconi, Prodi, i tassisti maleducati, gli evasori fiscali, lo smog, e quant'altro non c'entra assolutamente nulla.

Capisci quello che voglio dire ?
;))


*La mia fortuna é che faccio un mestiere in cui posso esprimermi senza parlare. Con matita e colori.
Il mio primo direttore un giorno, qualche anno dopo, mi ha dato il CV che avevo gli mandato prima di incontrarlo.
Una vergogna, non c'era neanche una parola corretta in francese.
Ancora stava ridendo. Il coraggio, per dio, il coraggio é tutto. :)

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.365
Registrato
Emigrare oggi come 60 anni orsono (i ns padri) o 90 (i ns nonni) e' sempre per lo stesso motivo .

Migliorare . Pensare e dico pensare , non esserne certi , che ci possa essere un futuro migliore per se e , se uno ha intenzione , anche per i propri figli .

La merda certa , oggi , in Italia si deve barattare con una merda probabile (IB docet) .

E necessario esserne convinti , in due e' piu' difficile , oltre e' un impresa titanica.

Io l'ho fatto una volta , non ci sono riuscito la seconda .
Bisognava sconfiggere , oltre alle mie , anche le paure di altri .

Citazione di: Adler Nest il 07 Ott 2011, 09:02
Un'esperienza all'estero, sopratutto se non avete vincoli di alcun tipo, è quanto di più eccitante e costruttivo possa esserci.

e come direbbe Toto' ... A PRESCINDERE .

fabichan

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.215
Registrato
Aggiungo qualche considerazione da ex-emigrato e futuro emigrato, forse può essere utile.

Un conto è emigrare, un conto è partire per fare un'esperienza all'estero. Sono due cose molto diverse, assolutamente da non confondere, incompatibili direi.
Emigrare, come ha scritto qualcuno, vuol dire essere disposti a soffrire per migliorare la propria condizione. Soffrire come i tunisini che sbarcano a Lampedusa, perché ne ho conosciuti di italiani emigrati e vi assicuro che non c'è molta differenza. Sbattersi per trovare qualcuno che si FIDI di te, che ti dia un'opportunità.
Crederci, trovare una strada, da lì cercare di migliorare. Serve tempo, determinazione, bisogna essere disposti a ingoiare parecchi rospi.
Da quel punto di vista avere un'esperienza nella gastronomia può essere un vantaggio (considerando che noi italiani siamo famosi per quello), sapere le lingue no. Ti assicuro che per quanto bene tu conosca il cinese, a Londra o a Berlino o a Mosca ci sono decine di migliaia di cinesi in fila. L'unica possibilità è sfruttare la propria lingua madre, ma, di nuovo, la fila di italiani è lunga ovunque andrai. Ovviamente dovrai conoscere quasi perfettamente la lingua del posto. Dimentica consolati, organizzazioni internazionali et similia. Lavoro nel campo, ti consiglio di non sperare. Se vuoi davvero emigrare, devi essere disposta ad accontentarti, perché la laurea all'estero è un pezzo di carta. Inoltre, se vuoi allontanarti dall'UE, considera anche il problema del visto, permesso di soggiorno, ecc. Non sono affatto facili da ottenere.

Se invece quello che vuoi (che volete) è fare un'esperienza all'estero, un anno, due anni, con la possibilità di restarci per sempre se la fortuna dovesse arrivare... Beh, fatelo!
Ma non confondete le due cose.



Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.
Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.
Discussione precedente - Discussione successiva