gli attacchi di panico

Aperto da Azzurra, 16 Ott 2013, 11:35

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Panzabianca

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Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
Scusate se "insozzo" questo topic con una cosuccia da poco che mi è accaduta pochi mesi fa.

Ero al Modigliani Forum di Livorno per l'incontro nazionale di Emergency. La giornata era passata tranquillamente, anzi, posso confessare di essermi pure divertito parecchio. Arrivo alla sera per il concerto, che avrebbe chiuso la manifestazione (Mannoia, Litfiba, il Mannarino di Livorno di cui non ricordo ora il nome, Nada e pure l'oramai ex presidente dell'Inter presente tra gli spettatori :)) ), e che si sarebbe tenuto proprio in questo palazzetto. Con il mio gruppo ci mettiamo sulle tribune fronte palco, posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:



Da quel preciso istante mi sento girare la testa e mi sembra quasi di cadere da seduto, come se non avessi appigli con, boh, la gravità :o. Sudo freddo, ma cerco di farmi forza perché non voglio allarmare nessuno. Passo due ore quasi immobile, aggrappato al mio seggiolino, cercando di fissare il palco. Non mi è mai mancato il respiro anche se il cuore era un po' accellerato.
Una volta terminato il concerto ed usciti, tutto è tornato alla normalità.

Una fobia del genere vertigini o cos'altro?
Mi hai inquietato, purtroppo non ho alcuna conoscenza o esperienza per dirti cosa possa esser stato. Ma questo episodio non ha ne prima né dopo, vero? nemmeno un accenno?

Boom!

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Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
Scusate se "insozzo" questo topic con una cosuccia da poco che mi è accaduta pochi mesi fa.

Ero al Modigliani Forum di Livorno per l'incontro nazionale di Emergency. La giornata era passata tranquillamente, anzi, posso confessare di essermi pure divertito parecchio. Arrivo alla sera per il concerto, che avrebbe chiuso la manifestazione (Mannoia, Litfiba, il Mannarino di Livorno di cui non ricordo ora il nome, Nada e pure l'oramai ex presidente dell'Inter presente tra gli spettatori :)) ), e che si sarebbe tenuto proprio in questo palazzetto. Con il mio gruppo ci mettiamo sulle tribune fronte palco, posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:



Da quel preciso istante mi sento girare la testa e mi sembra quasi di cadere da seduto, come se non avessi appigli con, boh, la gravità :o. Sudo freddo, ma cerco di farmi forza perché non voglio allarmare nessuno. Passo due ore quasi immobile, aggrappato al mio seggiolino, cercando di fissare il palco. Non mi è mai mancato il respiro anche se il cuore era un po' accellerato.
Una volta terminato il concerto ed usciti, tutto è tornato alla normalità.

Una fobia del genere vertigini o cos'altro?

Mi sembrano vertigini a tutti gli effetti.

Kim Gordon

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xanax, è stato detto?

Freezer67

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Citazione di: Kim Gordon il 18 Ott 2013, 12:09
xanax, è stato detto?

questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.

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Boom!

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Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 12:33
questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.

mica te capisco, che c'ha lo xanax che non va?

Freezer67

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Citazione di: Boom! il 18 Ott 2013, 13:26
mica te capisco, che c'ha lo xanax che non va?

è un farmaco.

Adler Nest

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Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 12:33
questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.

freezer, lo so, che è difficile, ma non bisogna diffidare sempre e comunque dei farmaci se presi con lo strettissimo controllo medico.
Quando tu mi dici "in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto" ci vedo dentro tanti messaggi:
1. rari: non devono essere rari
2. senti una pienezza che non hai mai conosciuto: è sintomo di una sensibilità estrema, altissima, e per questo impegnativa: Foscolo diceva: "fatto dalla natura a sentir troppo...": ecco, estremizzo, ma anche una pienezza troppo piena è sintomo di un non equilibrio.
Equilibrio che è necessario trovare.
Così come scrivi, sembri ancora sull'altalena e invece bisogna scendere e guardare il mondo con sereno distacco.

Scusa se mi sono permesso.

Freezer67

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Citazione di: Adler Nest il 18 Ott 2013, 14:13
freezer, lo so, che è difficile, ma non bisogna diffidare sempre e comunque dei farmaci se presi con lo strettissimo controllo medico.
Quando tu mi dici "in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto" ci vedo dentro tanti messaggi:
1. rari: non devono essere rari
2. senti una pienezza che non hai mai conosciuto: è sintomo di una sensibilità estrema, altissima, e per questo impegnativa: Foscolo diceva: "fatto dalla natura a sentir troppo...": ecco, estremizzo, ma anche una pienezza troppo piena è sintomo di un non equilibrio.
Equilibrio che è necessario trovare.
Così come scrivi, sembri ancora sull'altalena e invece bisogna scendere e guardare il mondo con sereno distacco.

Scusa se mi sono permesso.

ma figurati trovo sempre costruttivo il dialogo,
vorrei rispondere alle tue domande o affermazioni che siano, ma lo trovo indelicato nei confronti dell'argomento trattato, mi limito solo a dire che è vero io sono ancora sull'altalena e non riesco ancora a vedere le cose "con un sereno distacco", ma è anche vero che sto imparando a conoscermi piano piano e quella pienezza di cui parlo non è un estremizzazione di una condizione ma forse quella normalità che non ho mai conosciuto.

ti abbraccio

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Fiammetta

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Il primo attacco l'ho avuto a 3 anni. A sei ero già divorata dagli incubi. Qualche anno di pseudo calma, poi a 16 ho ricominciato, con, in più, insonnia e anoressia, oltre a fobie di vario tipo. A trenta sono stata costretta ad andare in terapia. Ero in ginocchio. A 35 un'altra terapia. Stavo meglio, ma quando avevo 37 anni è morto mio fratello. Insonnia, panico, fobie, DCA, e molte altre cose che non sto a raccontare perché altrimenti potresti personalizzarle. Una delle cose più laceranti che accompagnano il panico è la sensazione fortissima di essere completamente indifesi. Tornando alla mia esperienza, dopo la morte di Antonio, avevo l'intera famiglia su di me. Sono stata costretta a licenziarmi e a non lavorare per un anno. Perfino un prete pregò i miei genitori di lasciarmi un po' di vita. Ma mia madre era già invalida da tempo, mio padre è un depresso cronico e mio fratello (l'altro) dava i numeri. Tuttora non capisco come ho fatto a rimanere in piedi.
I miei attacchi sono cronici, ormai. L'unico consiglio che posso darti: curali, subito. Farmacoterapia e analisi o psicoterapia. Ti consiglio, inoltre un esperto di farmacoterapia. I medicinali dati a cazzo di cane fanno malissimo. Con me non funziona più niente, ma per un motivo molto semplice: le mie situazioni contingenti sono infernali. Dovrei scappare e far trovare la mia foto a Chi l'ha visto, per sfangarla. Ma non posso farlo.
In becco all'aquila. Io tuttora li combatto senza alcuna sottomissione. So di non poter vincere, ma almeno ci provo. Fortunatamente, sono un caso a parte. Non lo dico per suscitare la compassione di nessuno, non mi serve e non fa bene. E' solo il condensato della mia vita, al netto dei traumi che ho subito dalla primissima infanzia.
Ti abbraccio.

Adler Nest

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Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 14:33
ma figurati trovo sempre costruttivo il dialogo,
vorrei rispondere alle tue domande o affermazioni che siano, ma lo trovo indelicato nei confronti dell'argomento trattato, mi limito solo a dire che è vero io sono ancora sull'altalena e non riesco ancora a vedere le cose "con un sereno distacco", ma è anche vero che sto imparando a conoscermi piano piano e quella pienezza di cui parlo non è un estremizzazione di una condizione ma forse quella normalità che non ho mai conosciuto.

ti abbraccio

ti abbraccio anch'io.
Vedrai quanto è bello essere normali.
E una volta constatato, il tuo percorso ti renderà speciale perchè più forte.

Adler Nest

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Citazione di: Fiammetta il 18 Ott 2013, 15:12
Il primo attacco l'ho avuto a 3 anni. A sei ero già divorata dagli incubi. Qualche anno di pseudo calma, poi a 16 ho ricominciato, con, in più, insonnia e anoressia, oltre a fobie di vario tipo. A trenta sono stata costretta ad andare in terapia. Ero in ginocchio. A 35 un'altra terapia. Stavo meglio, ma quando avevo 37 anni è morto mio fratello. Insonnia, panico, fobie, DCA, e molte altre cose che non sto a raccontare perché altrimenti potresti personalizzarle. Una delle cose più laceranti che accompagnano il panico è la sensazione fortissima di essere completamente indifesi. Tornando alla mia esperienza, dopo la morte di Antonio, avevo l'intera famiglia su di me. Sono stata costretta a licenziarmi e a non lavorare per un anno. Perfino un prete pregò i miei genitori di lasciarmi un po' di vita. Ma mia madre era già invalida da tempo, mio padre è un depresso cronico e mio fratello (l'altro) dava i numeri. Tuttora non capisco come ho fatto a rimanere in piedi.
I miei attacchi sono cronici, ormai. L'unico consiglio che posso darti: curali, subito. Farmacoterapia e analisi o psicoterapia. Ti consiglio, inoltre un esperto di farmacoterapia. I medicinali dati a cazzo di cane fanno malissimo. Con me non funziona più niente, ma per un motivo molto semplice: le mie situazioni contingenti sono infernali. Dovrei scappare e far trovare la mia foto a Chi l'ha visto, per sfangarla. Ma non posso farlo.
In becco all'aquila. Io tuttora li combatto senza alcuna sottomissione. So di non poter vincere, ma almeno ci provo. Fortunatamente, sono un caso a parte. Non lo dico per suscitare la compassione di nessuno, non mi serve e non fa bene. E' solo il condensato della mia vita, al netto dei traumi che ho subito dalla primissima infanzia.
Ti abbraccio.

Una carezza per te dal più profondo del cuore.

azzurra71

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qualche considerazione sparsa

- nelle donne conta moltissimo la fase ormonale del mese, alcuni momenti si caratterizzano da picchi ormonali che incidono fortemente sull'umore

- il post parto, dunque, momento in cui gli ormoni femminili si stanno riequilibrando dopo una tempesta, è un periodo a rischio

- l'equilibrio glicemico è un'altro fattore che incide fortemente sull'umore e sull'ansia (il calo improvviso di zuccheri manda un messaggio di allarme - ansia - al nostro organismo) - attenzione a cosa si mangia e quando

- l'avere a che fare con bambini piccoli mette a dura prova il nostro sistema nervoso (specialmente se si lavora)

questo potrebbe spiegare perchè certi giorni si e altri no

certo non sono fattori scatenanti (anche se possono diventarlo), di base c'è sempre uno stress non riconosciuto, represso. a quel punto l'organismo urla la sua richiesta d'aiuto con l'allarme massimo: quello della morte. ma è una "simulazione", un urlo per chiedere più forte possibile aiuto e attenzione.

alcuni psicologi dicono che l'attacco di panico può essere l'inizio di una nuova percezione di se stessi, come l'inizio turbolento di una nuova (e più libera) strada.

ricorderò sempre una mia amica che vinse la paura degli attacchi quando durante l'ennesima avvisaglia si disse (e disse ad alta voce) ok vieni, tanto peggio così non posso stare, meglio la morte!

poi ogni caso è a se...

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bak

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Pessima serata, ho accompagnato mia figlia a fare ripetizioni di grec. Nel frattempo con mia moglie siamo andati a fare spese; mi ha preso un dolore al petto fortissimo, sudavo manco fossimo ad agosto ed avevo le gambe di legno.
Mi sono fermato, diverse persone sono uscite fuori da un bar per soccorrermi, mia moglie non sapeva che pesci prendere  :(

ps prima di uscire m'ero preso 4 gocce di rivotril proprio perchè avevo notato che qualcosa non quadrava.

@ Maremma  Laziale stessa ed identica sensazione a Genova, quartiere Castelletto. Paura del vuoto ed attacco di panico simile a quello di stasera. Era il giorno di Argentina Messico mondiali 2010. E chi se lo scorda.

Bentrovata sister Fiammetta, un abbraccio fortissimo.

scavamaprima opoisesbraga

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Buonasera, mi chiamo Diego ed anche io ho sofferto di attachi di panico.
Se posso essere di aiuto, ho conosciuto il "drago" nel 1990, credo di averlo cavalcato.
Anche nel momento più buio, più profondo come un pozzo, c'è sempre e dico sempre e ripeto sempre un tepore che scalda, un luogo in cui sentirsi protetti, insomma avrei tanto da dire ma in sostanza
dico che vi voglio bene, vi abbraccio forte forte, solo chi ha visto il drago in volto sa cosa vuol dire.
Se ne esce ve lo dico se ne esce cazzo, non è facile ma se ne esce.
Vi voglio bene

Paladino68

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Ciao Azzurra,
Anch'io ho sofferto di attacchi di panico e posso affermare che se non li vivi non capisci il dramma di chi ci sta dentro. Per anni ne avevo sentito parlare da persone che mi circondavano e li avevo trattatiti con ironia come dei malati immaginari. Poi improvvissamente dopo un lungo periodo di stress (avevo passto un paio di anni terribili) mentre ero a lavoro la sensazione di stare per morire. Ero in una riunione con tante persone usci di corsa andai in bagno mi sciacquali la faccia mi guardai allo specchio terrorizzato, convinto di avere  un infarto e che fossero gli ultimi attimi della mia vita. Poi dopo qualche minuto mi feci coraggio e non capendo cosa mi stesse succedendo mi feci forza rientrai in riunione non vedendo di tornare a casa. Da li un calvario che si è concluso definitivameente dopo anni ma che per i primi mesi è stato invalidante.
Il problema vero è che in pochi sanno realmente cosa sono ed i primi a saperne di meno sono proprio i medici di base.
Dopo Anni in cui li ho studiati per uscirne posso dirti cose che forse giá sai ma spero che un'esperienza in più ti possa essere di aiuto.
Per uscire dalla crisi ci vuole sia una cura farmacologica (ansiolitici) che psicologica (la psicoterapia). Io all'inizio  mi sono rifiutato di prendere farmaci ed è stato solo un prolungare l'agonia. Il Lexotan mi ha permesso di tornare alla vita normale ( lo prendevo subliguale solo in caso di attacco) la terapia mi ha aiutato ad affrontarli. La terapia non serve per risolvere i problemi che ti rendono la vita infelice, quello è un percorso lungo che dura anni. La terapia serve per riuscire ad affrontarli convincendoti che è la tua testa che ti sta prendendo in giro e che non ha fiisicamente nulla.
Passata la fase acuta inizia la riabilitazione per prevenire che riappaiano. Si deve uscire dall'utilizzo dell'ansiolitico perchè l'ansiolitico è solo un male che scaccia un altro male, ma poi va tolto pure quello. Poi si deve iniziare a fare qualcosa per evitare di rifarsi risommergere dallo stress. Qui secondo me la ricetta è solo una: fare dello sport. Per me è stato molto difficile perchè ero forte sovrappeso. Ho smesso di fumare (anche le sigarette sono fonte di dipendenza e quindi di stress), Ho fatto un controllo completo per essere certo di non avere nulla ed  ho iniziato a correre tre volte a settimana. Mi è cambiata completamente la vita ed ora lexotan ed attacchi di panico sono solo un lontano ricordo. Sono passati tanti anni per chiudere definitamente il capitolo, ma è tutto veramente finito.
Tieni duro e non mollare se nè può uscire ed iniziare una vita nuova ed ancora più bella. Se ti può essere utile puoi scrivermi in privato.

Pag

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Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:





Una fobia del genere vertigini o cos'altro?

non credo si tratti di attacco di panico da quello che dici ma piuttosto di cervicale o un disturbo delle orecchie (se tutto è finito dopo il concerto, magari alcune frequenze ti danno fastidio...).

Scialoja

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Sabato ho avuto un attacco di panico...erano diversi mesi ormai che non mi succedeva più...sembrava messo alle spalle definitivamente come problema...
Ultimamente ho subito diversi cambiamenti importanti nella mia vita, che hanno stravolto le mie abitudini e la routine quotidiana, non so se possa aver influito, probabilmente si, visto che già da giorni avevo avuto delle avvisaglie...
I cambiamenti sono stati in positivo, è vero, ma hanno comunque cambiato tante, troppe cose della mia vita, in maniera forse troppo marcata, questo mi ha messo in un continuo stato di agitazione crescente, ansia, e alla fine ecco qua, è arrivato l'attacco...

Azzurra

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"aver dentro il mare d'inverno.."

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Panzabianca

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Sto topic me lo sto leggendo con grande attenzione e partecipazione emotiva.
Posso solo immaginare ma nemmeno tanto quello che avete provato e che provate. Daje regà. Ve sto vicino
Un abbraccio a tutti.

ernestocalisti

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in questo momento anche la Lazio non aiuta molto in tutto ciò.. :)

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