Il primo attacco l'ho avuto a 3 anni. A sei ero già divorata dagli incubi. Qualche anno di pseudo calma, poi a 16 ho ricominciato, con, in più, insonnia e anoressia, oltre a fobie di vario tipo. A trenta sono stata costretta ad andare in terapia. Ero in ginocchio. A 35 un'altra terapia. Stavo meglio, ma quando avevo 37 anni è morto mio fratello. Insonnia, panico, fobie, DCA, e molte altre cose che non sto a raccontare perché altrimenti potresti personalizzarle. Una delle cose più laceranti che accompagnano il panico è la sensazione fortissima di essere completamente indifesi. Tornando alla mia esperienza, dopo la morte di Antonio, avevo l'intera famiglia su di me. Sono stata costretta a licenziarmi e a non lavorare per un anno. Perfino un prete pregò i miei genitori di lasciarmi un po' di vita. Ma mia madre era già invalida da tempo, mio padre è un depresso cronico e mio fratello (l'altro) dava i numeri. Tuttora non capisco come ho fatto a rimanere in piedi.
I miei attacchi sono cronici, ormai. L'unico consiglio che posso darti: curali, subito. Farmacoterapia e analisi o psicoterapia. Ti consiglio, inoltre un esperto di farmacoterapia. I medicinali dati a cazzo di cane fanno malissimo. Con me non funziona più niente, ma per un motivo molto semplice: le mie situazioni contingenti sono infernali. Dovrei scappare e far trovare la mia foto a Chi l'ha visto, per sfangarla. Ma non posso farlo.
In becco all'aquila. Io tuttora li combatto senza alcuna sottomissione. So di non poter vincere, ma almeno ci provo. Fortunatamente, sono un caso a parte. Non lo dico per suscitare la compassione di nessuno, non mi serve e non fa bene. E' solo il condensato della mia vita, al netto dei traumi che ho subito dalla primissima infanzia.
Ti abbraccio.