il momento giusto

Aperto da Azzurra, 08 Lug 2013, 09:41

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Ho perso qualche treno ma non ci penso tanto , alla fine le scelte le ho fatto ragionando (trannè una) e quindi non posso rimproverarmi niente , non faccio mica l'indovino . Spero di non rimpiangere le future scelte lavorative , visto che sono nel ben mezzo di un bivio .

COLDILANA61

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Rimpiango solo una scelta . Fatta per amore di qualcuno .

Poteva andare meglio , poteva andare peggio .


italicbold

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Solo micro-treni, piccole cose, che non avrebbero cambiato chissà che.
I treni più grandi li ho presi quasi tutti.
Vai a sapé.
Me sarebbe piaciuto aver baciato una o due ragazze in più. Cosette, insomma.
Poi, comunque, mi sarebbe piaciuto che alla fine della corsa ci fosse stata sempre mia moglie.
E quindi...

est1900

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Citazione di: italicbold il 09 Lug 2013, 12:21
Me sarebbe piaciuto aver baciato una o due ragazze in più. Cosette, insomma.

Ecco. Io c'ho una di una di un'estate di tanti anni fa che m'è rimasta sul gozzo.
Non sarebbe cambiato niente di significativo però sarebbe stato bello lì per lì.
E' un po' la mia Vanemburg.
:lol:

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Citazione di: Fiammetta il 08 Lug 2013, 17:59
Non ho perso alcun treno. Quelli che se ne sono andati senza di me, era giusto che partissero. Non ho rimpianti, solo qualche imbarazzo. Ho perso un traghetto in vita mia. Uno per la Sicilia (ne ho già parlato), ma penso anche che, magari, il sorriso che ho quando lo ricordo, dipenda dal fatto che l'ho perso. Di quelli che sono spontaneamente andati, non penso niente adesso (tranne per il modo, perché il modo è indicativo della persona): non credo più nella favola nera che un rifiuto (uno, due, cento) possa darti la misura di ciò che sei. Insomma, ciascuno di noi è quello che è. Il rifiuto ha la stessa marcia di un consenso. Va solo nella direzione opposta. Bisogna accettarlo e basta.
Sono stata piena di ferite aperte, finché non ho capito che o cercavo di guarire oppure sarei marcita. Quello che ho fatto per riportare il culo a casa (e lo dico con il senno di poi), compreso salutare treni piangendo, l'ho fatto per sopravvivenza. Visto che sono ancora in piedi e sorrido, mi pare che vada bene. Anche se la mia vita continua a non essere facile, va bene così.
io il treno l'ho fatto fermare. Mi spiego, nel lavoro mi sono fatto notare lavorando con profitto ma anche con talento e alla fine qualcuno s'è girato proponendomi qualche buona opportunità. Dovunque ho lavorato ho fatto i miei passi. Sta cosa mi inorgoglisce non poco. Nel lavoro, la gente te da sempre le spalle e se può ti sfrutta, sei tu che devi farla voltare.
Nel privato qualche scelta potrei averla sbagliata ma ripeterei l'errore in eterno... perché ne sono ancora innamorato e perché ho una figlia che nemmeno nei sogni più belli...
va'bbè.

Fiammetta

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Citazione di: Panzabianca il 09 Lug 2013, 13:47
io il treno l'ho fatto fermare. Mi spiego, nel lavoro mi sono fatto notare lavorando con profitto ma anche con talento e alla fine qualcuno s'è girato proponendomi qualche buona opportunità. Dovunque ho lavorato ho fatto i miei passi. Sta cosa mi inorgoglisce non poco. Nel lavoro, la gente te da sempre le spalle e se può ti sfrutta, sei tu che devi farla voltare.
Nel privato qualche scelta potrei averla sbagliata ma ripeterei l'errore in eterno... perché ne sono ancora innamorato e perché ho una figlia che nemmeno nei sogni più belli...
va'bbè.
Nemmeno quello posso rimpiangere. Volevo fare danza classica, ma costava troppo e ho fatto ginnastica artistica. Mi sono iscritta a danza con i soldi miei a vent'anni. Per sentirmi dire che sembravo una ballerina professionista ed essere messa in prima fila al saggio (danza o non danza, ho sempre ostinatamente ballato e continuo a farlo). Non è la stessa cosa, ma devo accontentarmi. Non ho potuto fare l'archeologa o la ricercatrice, ma in compenso le tesi che faccio hanno sempre il massimo dei punti. Ho dovuto smettere di fare l'attrice dopo tredici anni per panico. Ma mi sono resa conto che io sono un'attrice e resto un'attrice comunque. Anzi, di più: sono un'attrice-regista-soggettista. E' ciò che sono, non quello che faccio. Volevano pubblicare i miei racconti, ma avrei dovuto renderli più commerciali. Non ho voluto e va bene così, perché non sarebbero stati più miei (anche se Sciarpetto continua a dirmi di scrivere per la Harmony e farmi un botto di soldi. Ma a me vengono i conati solo a pensarci). Ora sto facendo concorsi letterari e vedremo. Potevo aprire le gambe ad uno qualsiasi dei miei datori di lavoro e avere avanzamenti inaspettati. Non l'ho mai fatto e mi riservo la goduria di ridergli in faccia ogni volta che li incontro. Potevo accettare la proposta sconcia di un inglese baronetto che mi chiese apertamente di essere la sua mantenuta. Gli stavo sputando in faccia, mi limitai a dirgli che non esisteva cifra per sopportare un uomo così disgustoso. Potevo farmi raccomandare, ma non ho mai voluto. E adesso semplicemente non devo ringraziare nessuno, né abbassare gli occhi davanti a chicchessia. Potevo sposare un milionario: gli ho fatto la lotta di classe e non ho mai rimpianto di averlo mandato affanculo, malgrado sia stato il grande dolore della mia vita (la mia Nemesi, visto che con i ricchi davvero non vado d'accordo). Gli ho sintetizzato dieci anni di dolore in due frasi-coltellate. In seguito a questo, ha perso non so quanti chili e nemmeno mi amava più. Adesso ha una moglie soprammobile e va bene così.
Mi dirai cosa me ne faccio? Me ne faccio che io sono così. Ho seguito la mia natura. Ho una vita sola e non posso trascorrerla a farmi schifo.
Io ho imparato a vivere alla giornata. L'occhio al futuro lo conservo e, quando ci penso, tremo dalla paura. Ma non vivo più con la testa voltata indietro. Ho imparato ad essere presente quando ci sono e dunque ora. Esserci adesso, vivere adesso, gioire adesso. Cullare i rimpianti è il modo peggiore per affrontare la vita. Te lo dice una che ha sofferto agli apici della malinconia. Il treno che ho fermato a costo che mi investisse è quello di imparare ad essere felice. O se non proprio felice, almeno non depressa. Non mi chiedo più che senso abbia la vita. Quando ti cali nel presente, la vita assume un senso semplicemente perché sei vivo.
Tornando ad ora, mi sono conquistata la fama di essere la migliore tesista della mia città, la migliore traduttrice di ricerche scientifiche e ne vado fiera. Faccio parte di un centro anti-violenza e malgrado mi si rivolti lo stomaco ogni volta che vedo donne stuprate o massacrate di botte, non mollo, perché non posso. Mi manca un figlio, ma quello non posso inventarmelo. Se non dovesse essere, visto che ho rottamato molti sogni, farò di tutto per andare a vivere al mare. Almeno un sogno lo voglio realizzare.
Ehm, scusato lo sfogo di getto, ma volevo chiarire il mio post precedente.

Fiammetta

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Citazione di: Fiammetta il 09 Lug 2013, 15:15

Ehm, scusato lo sfogo di getto, ma volevo chiarire il mio post precedente.
:DD

Panzabianca

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Citazione di: Fiammetta il 09 Lug 2013, 15:23
:DD
ho percepito una "rara densità emozionale".
E stai ancora a metà... :)

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sharp

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Citazione di: Fiammetta il 09 Lug 2013, 15:15
Nemmeno quello posso rimpiangere. Volevo fare danza classica, ma costava troppo e ho fatto ginnastica artistica. Mi sono iscritta a danza con i soldi miei a vent'anni. Per sentirmi dire che sembravo una ballerina professionista ed essere messa in prima fila al saggio (danza o non danza, ho sempre ostinatamente ballato e continuo a farlo). Non è la stessa cosa, ma devo accontentarmi. Non ho potuto fare l'archeologa o la ricercatrice, ma in compenso le tesi che faccio hanno sempre il massimo dei punti. Ho dovuto smettere di fare l'attrice dopo tredici anni per panico. Ma mi sono resa conto che io sono un'attrice e resto un'attrice comunque. Anzi, di più: sono un'attrice-regista-soggettista. E' ciò che sono, non quello che faccio. Volevano pubblicare i miei racconti, ma avrei dovuto renderli più commerciali. Non ho voluto e va bene così, perché non sarebbero stati più miei (anche se Sciarpetto continua a dirmi di scrivere per la Harmony e farmi un botto di soldi. Ma a me vengono i conati solo a pensarci). Ora sto facendo concorsi letterari e vedremo. Potevo aprire le gambe ad uno qualsiasi dei miei datori di lavoro e avere avanzamenti inaspettati. Non l'ho mai fatto e mi riservo la goduria di ridergli in faccia ogni volta che li incontro. Potevo accettare la proposta sconcia di un inglese baronetto che mi chiese apertamente di essere la sua mantenuta. Gli stavo sputando in faccia, mi limitai a dirgli che non esisteva cifra per sopportare un uomo così disgustoso. Potevo farmi raccomandare, ma non ho mai voluto. E adesso semplicemente non devo ringraziare nessuno, né abbassare gli occhi davanti a chicchessia. Potevo sposare un milionario: gli ho fatto la lotta di classe e non ho mai rimpianto di averlo mandato affanculo, malgrado sia stato il grande dolore della mia vita (la mia Nemesi, visto che con i ricchi davvero non vado d'accordo). Gli ho sintetizzato dieci anni di dolore in due frasi-coltellate. In seguito a questo, ha perso non so quanti chili e nemmeno mi amava più. Adesso ha una moglie soprammobile e va bene così.
Mi dirai cosa me ne faccio? Me ne faccio che io sono così. Ho seguito la mia natura. Ho una vita sola e non posso trascorrerla a farmi schifo.
Io ho imparato a vivere alla giornata. L'occhio al futuro lo conservo e, quando ci penso, tremo dalla paura. Ma non vivo più con la testa voltata indietro. Ho imparato ad essere presente quando ci sono e dunque ora. Esserci adesso, vivere adesso, gioire adesso. Cullare i rimpianti è il modo peggiore per affrontare la vita. Te lo dice una che ha sofferto agli apici della malinconia. Il treno che ho fermato a costo che mi investisse è quello di imparare ad essere felice. O se non proprio felice, almeno non depressa. Non mi chiedo più che senso abbia la vita. Quando ti cali nel presente, la vita assume un senso semplicemente perché sei vivo.
Tornando ad ora, mi sono conquistata la fama di essere la migliore tesista della mia città, la migliore traduttrice di ricerche scientifiche e ne vado fiera. Faccio parte di un centro anti-violenza e malgrado mi si rivolti lo stomaco ogni volta che vedo donne stuprate o massacrate di botte, non mollo, perché non posso. Mi manca un figlio, ma quello non posso inventarmelo. Se non dovesse essere, visto che ho rottamato molti sogni, farò di tutto per andare a vivere al mare. Almeno un sogno lo voglio realizzare.
Ehm, scusato lo sfogo di getto, ma volevo chiarire il mio post precedente.

ecco poi dici che ......
mettece un po' de frasi smielate,du pomiciatine,qualche indumento intimo che vola via,
e vedrai se non diventamo ricchi (io chiaramente in qualità di tuo agente)

signoraaaaaa Harmony !!!!!!



:=)) :p



Tarallo

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Citazione di: est1900 il 09 Lug 2013, 12:25
Ecco. Io c'ho una di una di un'estate di tanti anni fa che m'è rimasta sul gozzo.
Non sarebbe cambiato niente di significativo però sarebbe stato bello lì per lì.
E' un po' la mia Vanemburg.
:lol:

Io ce n'ho una che se la tua e' Vanenburg la mia e' Drobba'. Ancora me pijo a schiaffi certe volte.

io sono della lazio

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Il treno più grande perso riguarda lo sport.

Sarebbe potuto essere, non e' stato, almeno non del tutto.

Va bene così.


laziAle82

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Citazione di: io sono della lazio il 10 Lug 2013, 07:04
Il treno più grande perso riguarda lo sport.

Sarebbe potuto essere, non e' stato, almeno non del tutto.

Va bene così.

Per me ha deciso il costo improponibile per chi giocava tennis agonistico 10-12 anni fa e l'inconoatibilita di 4-5 ore di allenamento al giorno con i tempo del liceo..


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Io meglio che sto zitto, sennó me suicido.

est1900

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Citazione di: Tarallo il 10 Lug 2013, 06:37
Io ce n'ho una che se la tua e' Vanenburg la mia e' Drobba'. Ancora me pijo a schiaffi certe volte.

A parziale consolazione c'è che (Dio che invenzione geniale Facebook) la mia adesso è diventata un vespasiano.

Tarallo

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La mia è diventata famosa per poi sparire, ora il tempo ha fatto il suo corso.....


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Azzurra

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Citazione di: Tarallo il 10 Lug 2013, 06:37
Io ce n'ho una che se la tua e' Vanenburg la mia e' Drobba'. Ancora me pijo a schiaffi certe volte.
va be io potevo f la mantenuta allora :x :D

MadBob79

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Mah, a me prendono certe volte ste botte de rimpianto e rimugino su tutto il possibile. Poi razionalizzo e capisco che non serve a nulla abbattersi e che la scelta fatta, come dice Tarallo, era la migliore in quel momento con le conoscenze a disposizione. Inoltre, se ho una fortuna, è quella di saper fare molta autocritica (forse pure troppa, a volte), cosa che mi permette di lavorare molto su me stesso, di imparare dai miei errori e di affinare i meccanismi di scelta e di comportamento.

Per fare un esempio, a volte mi capita di rimpiangere gli anni buttati appresso al dottorato e nell'attesa di un concorso in Italia invece di cercare fortuna in università all'estero. Poi, però, razionalizzo e penso che è stato un bene, che il titolo mi è comunque servito per trovare facilmente un impiego all'estero, che sono capace di parlare in pubblico e presentare i concetti in modo semplice e magari accattivante (grazie alle conferenze e all'esperienza didattica) e che ora riesco ad annusare molto meglio che allora se qualcuno se ne vuole approfittare. Si chiama semplicemente maturazione, che poi altro non è che l'analisi critica di tutti gli "errori" che abbiamo commesso in passato.

italicbold

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Citazione di: Tarallo il 10 Lug 2013, 09:21
La mia è diventata famosa per poi sparire, ora il tempo ha fatto il suo corso.....


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La Santanché ?

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est1900

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Credo più Tina Pica.

italicbold

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Citazione di: est1900 il 10 Lug 2013, 09:40
Credo più Tina Pica.

Io ce lo vedo Tarallo a imbarcasse la Pampanini...

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