Citazione di: Panzabianca il 09 Lug 2013, 13:47
io il treno l'ho fatto fermare. Mi spiego, nel lavoro mi sono fatto notare lavorando con profitto ma anche con talento e alla fine qualcuno s'è girato proponendomi qualche buona opportunità. Dovunque ho lavorato ho fatto i miei passi. Sta cosa mi inorgoglisce non poco. Nel lavoro, la gente te da sempre le spalle e se può ti sfrutta, sei tu che devi farla voltare.
Nel privato qualche scelta potrei averla sbagliata ma ripeterei l'errore in eterno... perché ne sono ancora innamorato e perché ho una figlia che nemmeno nei sogni più belli...
va'bbè.
Nemmeno quello posso rimpiangere. Volevo fare danza classica, ma costava troppo e ho fatto ginnastica artistica. Mi sono iscritta a danza con i soldi miei a vent'anni. Per sentirmi dire che sembravo una ballerina professionista ed essere messa in prima fila al saggio (danza o non danza, ho sempre ostinatamente ballato e continuo a farlo). Non è la stessa cosa, ma devo accontentarmi. Non ho potuto fare l'archeologa o la ricercatrice, ma in compenso le tesi che faccio hanno sempre il massimo dei punti. Ho dovuto smettere di fare l'attrice dopo tredici anni per panico. Ma mi sono resa conto che io sono un'attrice e resto un'attrice comunque. Anzi, di più: sono un'attrice-regista-soggettista. E' ciò che sono, non quello che faccio. Volevano pubblicare i miei racconti, ma avrei dovuto renderli più commerciali. Non ho voluto e va bene così, perché non sarebbero stati più miei (anche se Sciarpetto continua a dirmi di scrivere per la Harmony e farmi un botto di soldi. Ma a me vengono i conati solo a pensarci). Ora sto facendo concorsi letterari e vedremo. Potevo aprire le gambe ad uno qualsiasi dei miei datori di lavoro e avere avanzamenti inaspettati. Non l'ho mai fatto e mi riservo la goduria di ridergli in faccia ogni volta che li incontro. Potevo accettare la proposta sconcia di un inglese baronetto che mi chiese apertamente di essere la sua mantenuta. Gli stavo sputando in faccia, mi limitai a dirgli che non esisteva cifra per sopportare un uomo così disgustoso. Potevo farmi raccomandare, ma non ho mai voluto. E adesso semplicemente non devo ringraziare nessuno, né abbassare gli occhi davanti a chicchessia. Potevo sposare un milionario: gli ho fatto la lotta di classe e non ho mai rimpianto di averlo mandato affanculo, malgrado sia stato il grande dolore della mia vita (la mia Nemesi, visto che con i ricchi davvero non vado d'accordo). Gli ho sintetizzato dieci anni di dolore in due frasi-coltellate. In seguito a questo, ha perso non so quanti chili e nemmeno mi amava più. Adesso ha una moglie soprammobile e va bene così.
Mi dirai cosa me ne faccio? Me ne faccio che io sono così. Ho seguito la mia natura. Ho una vita sola e non posso trascorrerla a farmi schifo.
Io ho imparato a vivere alla giornata. L'occhio al futuro lo conservo e, quando ci penso, tremo dalla paura. Ma non vivo più con la testa voltata indietro. Ho imparato ad essere presente quando ci sono e dunque ora. Esserci adesso, vivere adesso, gioire adesso. Cullare i rimpianti è il modo peggiore per affrontare la vita. Te lo dice una che ha sofferto agli apici della malinconia. Il treno che ho fermato a costo che mi investisse è quello di imparare ad essere felice. O se non proprio felice, almeno non depressa. Non mi chiedo più che senso abbia la vita. Quando ti cali nel presente, la vita assume un senso semplicemente perché sei vivo.
Tornando ad ora, mi sono conquistata la fama di essere la migliore tesista della mia città, la migliore traduttrice di ricerche scientifiche e ne vado fiera. Faccio parte di un centro anti-violenza e malgrado mi si rivolti lo stomaco ogni volta che vedo donne stuprate o massacrate di botte, non mollo, perché non posso. Mi manca un figlio, ma quello non posso inventarmelo. Se non dovesse essere, visto che ho rottamato molti sogni, farò di tutto per andare a vivere al mare. Almeno un sogno lo voglio realizzare.
Ehm, scusato lo sfogo di getto, ma volevo chiarire il mio post precedente.