...nei tardi Sessanta, primi Settanta, il parco lo chiamavamo "a pineta", per molti è ancora il suo nome.
Un posto selvaggio, affascinante, dove bande di pischelli (certe facce da paraculi, fisiognomice da codice penale de dna) scorrazzavano e all'occorrenza se pistavano, se non finiva a "sassaiola".
Io ero uno di quei ragazzini.
Poi "a pineta", più tardi, divenne il luogo dove muovere i "primi passi" nel settore

E poi la stagione delle troche, fumo a go-go, sembrava la valle de Woodstoock.
Col tempo e con le lotte (
a proposito, Luigi Comencini fece una puntata de "I bambini e noi", nei primi anni Settanta se non ricordo male, dove noi pischelli marciavamo, per Via Tuscolana sino alla "pineta" per occupare e iniziare a scavare con pale e picconi per simulare "i gioveni proletari che occupano il parco per darlo al popolo", na cosa del genere) il Parco divenne sempre più curato e grande - ampi pezzi furono espropriati ai Gerini, mi pare fosse roba loro, vado a memoria - poi, furono abbattute le lamiere che circondavano gli orti abusivi che sottraevano spazi e verde a tutti.
Poi il laghetto, il ruscello, la vegetazione rigogliosa, le specie infinite di piante...e quel tramonto rosso.
Na bellezza.
Un parco da Oscar.
Ci cammini dentro, nei pomeriggi d'estate, quando fa caldo caldo e te sembra de sta...boh?
Non in città, non a pochi metri da Via Tuscolana.
Stai de fori.