..eppure quell'album di famiglia lo avevo visto un'infinità di volte..
ma ecco che poi un giorno una foto cattura la mia attenzione con un sentire nuovo, del tutto inaspettato,
ricordi di un dolce passato..
fabiana, mamma silvana, io e papà sergio.. (torvaianica, estate 1976)
(http://img707.imageshack.us/img707/3541/famigliacf.jpg)
"Là dove noi non siamo, si sta bene. Nel passato noi non siamo più ed esso ci appare bellissimo."
...e il vostro di passato? ..foto, aneddoti, pensieri, dediche, ricordi... chi più ne ha più ne metta :))
:chap:
"Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità... "
In questo preciso momento la penso così
strizzo gli occhi forte forte
sono sicuro che non si accorge che sono sveglio
li strizzo talmente forte che inizio a vedere le stelline di tutti i colori
la sento avvicinarsi
piano
un respiro leggero che si ferma all'improvviso per ascoltare il mio
un attimo di attesa più lunga di quanto io non mi aspettassi
e poi il gesto solito, tipico, ma senza il quale ogni notte non ha diritto di iniziare: le coperte rimboccate
un'ultima carezza
io sprofondo nella notte dei bambini, lei rientra nella fine del giorno dei grandi
grazie mamma
'notte
Apro il topic sperando di trovare una cura per il passato, per l'insostenibile insensatezza delle cose che non sono più, e mi ritrovo con una foto di Torvaianica nel '76.
Ce ne andammo da Torvaianica nel '74 e dai miei ci sono molte foto simili.
Avvertitemi però la prossima volta. Certi topic non li apro più.
Speravo nella consolazione della chimica e invece devo fare i conti con un buco in pancia e una 500 sferragliante incoscienza.
Come vorresti che fosse il futuro?
Le basette di mio padre, il costume a fiori di mia madre, la luce di certe fotografie (Manuel Agnelli).
E' venerdì, sono le 17, scendo a farmi un grappino, e meglio mi sa.
Che bella foto.
E che bella era tua mamma, come solo le mamme sanno essere.
Una foto, un'immagine rubata sulla metro, un ricordo.
Ovunque vai c'è sempre una mamma che stringe una mano o tiene in braccio suo figlio.
La mia sta qui dentro. Solo lei riesce a starci tanto comoda, senza disturbare.
Ciao Mamma, un'altra occasione buona per non smettere di pensarti è stata sfruttata.
Io ho una serie di tre foto a cui sono profondamente legato.
La prima é quella di mezzo, era il giorno dopo la finale di Parigi del 98 al Parco dei Principi, avevo un giorno di ferie e passeggiavamo, con l'aria mogia, per le strade di Parigi. Eravamo io, mio padre, i miei fratelli. Vivevo a Parigi da poco più di un anno.
Mentre attraversavamo il ponte sulla riva sinistra, mio padre mi chiede di appoggiarmi alla ringhiera liberty, di incrociare le gambe. Non capisco. Mi chiede di sorridere e mi fa una foto. Non capisco ma eseguo. Un foto, null'altro che una foto.
Ma perché io, perché solo io.
Poi, qualche settimana dopo, sviluppata la foto me la manda.
E capisco. E la riconosco.
E' la stessa identica posa, nello stesso identico punto, di una foto che mi scatto' quando venimmo per la prima volta a Parigi nel 1976. Avevo 6 anni e mezzo.
Qualche anno dopo, feci la stessa foto nello stesso punto con mia figlia.
Tre foto, un solo ponte.
che bel topic
appena posso posto delle foto
:))
brava fede!
bel topo, ci torno...con una foto per me fondamentale. :beer:
Io di passato ne ho troppo. Non che abbia fatto chissà che (anzi), né che sia così vecchio.
Ma ho sempre cercato il cambiamento, la molteplicità. E adesso mi ritrovo con una soffitta di ricordi che mi sembrano quelli di un altro. Non è una cosa bella né brutta.
(no photo, parole rubate)
Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido
Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos
Si me das a elegir
Entre tú y ese cielo
Donde libre es el vuelo
Para llegar a otros nidos
Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios
Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido
Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios
Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos
Si me das a elegir
Me quedo contigo
Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido
Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios
Si me das a elegir
Entre tú y la gloria
Pa que hable la historia de mi
Por los siglos
Si me das a elegir
Me quedo contigo
Pues me enamorado
Y te quiero y te quiero
Y solo deseo
Estar a tu lado
Soñar con tus ojos
Besarte los labios
Sentirme en tus brazos
Que soy muy feliz
Si me das a elegir
Entre tÚ y mis ideas
Que yo sin ellas
Soy un hombre perdido
Si me das a elegir
Entre tú y ese cielo
Donde libre es el vuelo
Para llegar a otros nidos
Mi segue ovunque, anche se ci sono solo io, ci sento le voci dei miei genitori. Mia madre che dice: "A te tenerti un costume addosso è un impresa..." e mio padre che dice " fermo ti faccio una foto"
Non mi dividerò mai da questa foto. Il mio spirito bambino... che spero mi seguirà sempre. :-)
Ostia (forse il 1972 o poco giù di lì)
(http://img651.imageshack.us/img651/8638/img0001ta.png)
Il passato e' molecola di noi stessi (cit.) ne' piu' ne' meno di quanto lo sia il futuro.
Siamo piu' bravi a cambiare il passato, che essendo gia' successo dovrebbe rimanere immutabile, di quanto non risuciamo ad influenzare il nostro futuro.
Il passato e' uno zombi che si attacca alla nostra gamba disperato e quando gli rivolgiamo lo sguardo, per magia, diventa bellissimo. E cosi' facendo, nel suo egoismo sfrontato, rallenta il nostro cammino.
Noi siamo quello che abbiamo davanti, non quelli che crediamo di essere guardando queste foto.
Detto cio', la tenerezza per i genitori e per il tempo che sfugge e' ineluttabile. Ma non lasciate che vi rallenti, e non crediate che vi abbia marcato al punto da definire la vostra prossima scelta.
La vostra prossima scelta non e' stata ancora fatta, ed e' unicamente nelle vostre mani.
Peccato per quelli che non ci sono piu', ma, se mi si passa una frase dura, cazzi loro.
le cose stanno, più o meno, così
si partiva alle 18 e trenta, in genere
i bagagli prevedevano delle mantelline per le nonne, un gile' per il babbo, uno scialle per la mamma e, rigorosamente, dei maglioncini leggeri di lana per noi tre figli
manco andassimo sull'annapurna
a corredo dei bagagli c'erano le ciotole per il cane, un pallone (mai usato), una radiolina a pile e le immancabili buste di plastica per il vomito di mio fratello
era una tassa: come la strada s'inerpicava o come la sequenza delle curve diventava più fitta, partiva lo splatter e mio fratello, come si dice oggi, slazzava
qualche volta, a catena, mia sorella lo seguiva, più per l'impressione che per un effettiva impellenza
io, ovviamente, resistevo ed ero l'unico che, alla fine, scendeva dalla macchina devastato
almeno gli altri si erano liberati
cmq, la promessa di un po' di fresco rendeva i miei e le mie nonne molto allegri
l'allegria, in genere era data anche dalle canzoni cantate o dai giochi che s'improvvisavano all'interno della 1100 bianca (tettino) e celeste (il resto) con le porte a gabbiano (Roma 69ecc.ecc.ecc), che io pensavo fosse obbligatorio che mio padre avesse, visto che ci andava sempre allo stadio a vedere la Lazio
quando passammo alla 124 (Roma B2ecc.ecc.ecc.) blu petrolio, mi resi conto che il binomio colore-macchina/Lazio non era così netto
cmq, oltre i bagagli, c'erano le vettovaglie
ogni buona famiglia di "fagottari" sapeva che le uniche cose che non dovevano mancare erano i peperoni arrostiti, spellati e conditi con l'aglio, ed il prosciutto di (nome a piacere del pizzicarolo di fiducia), perché "quello buono ce l'ha solo lui"
noi "andavamo" a San Daniele, per motivi più che altro "dinastici"
era l'unica concessione di lusso che era permessa a tavola, a casa nostra
beh, insomma, si partiva
la formazione tipo era: mio padre alla guida; davanti si posizionava mia madre con mio fratello in braccio (e non esistevano cinture, macchè), le buste pronte lì vicino ed il cane accucciato fra le gambe...era un setter irlandese, evidente regalo fuori luogo per una famiglia che aborriva la caccia e viveva in 70 mq. sottodimensionati
dietro, c'erano le nonne
una a destra (ed effettivamente lo era) e l'altra a sinistra (lei era comunista ed ex partigiana ed a quei tempi a sinistra ci stava bene)
in mezzo, io e mia sorella
tranne i suoi ultimi anni di vita, nei quali venne a stare da noi, mia nonna (quella a sinistra), abitava da sola dalle parti di porta furba, anzi per essere precisi proprio al vicolo di porta furba: avanposto della civiltà nei pressi del mandrione
quindi, il percorso casa nostra/casa di nonna, mi vedeva come strenuo difensore della posizione "a sinistra" e guardiano dell'incolumità di mia sorella: già un paio di volte ci eravamo accorti che la sicura non c'era (e non esistevano chiusure centralizzate, macchè)
bene, dopo essere passati al vicolo per raccogliere mia nonna a bordo, partivamo destinazione Castelli: Grottaferrata, in genere, ma anche Marino o Rocca di Papa, paese avito di mia nonna comunista sulla piazza del quale mio nonno, rosso di capelli e socialista, veniva purgato tutti i sabato sera dai fassisti
Frascati mi piaceva meno, non so perché
si sceglieva con cura la fraschetta, ci si posizionava aprendo, appunto, i fagotti e le buste col pane dei castelli (comprato lungo la strada sempre dal solito fornaio, che magari se lo faceva arrivare da Roma) e si ordinava vino e, per noi bambini, le gazzose
le buste di mio fratello, ripiene, venivano lasciate lungo la strada, in qualche cestino
la serata andava via così
in genere ad una cert'ora era ora degli scialletti, delle mentelline e della lana sulla pelle per noi
il cane scorrazzava allegro
qualche volta mia madre ci fotografò con la macchinetta che mi avevano regalato degli amici dei miei per la comunione
"albe', non bere troppo che devi guidare"
e poi, alla fine, ritemprati dal fresco delle fraschette, si rientrava
sull'Anagnina mio padre, per me, correva troppo
mio fratello, mia sorella, le mie nonne ed il cae correvano
qualche volta mia madre metteva la testa sulla spalla di mio padre
io, sempre sveglio e presente, sorridevo
la strada, verso casal morena s'allargava e per me era quasi una sort of homecoming
adesso, tutte le mattine che esco da casa, praticamente sto lì, guardo quell'incrocio e tutto questo mi torna in mente
35 anni dopo
quelle erano, in parte, le mie sere d'estate
queste sono le fotografie che ho impresse nella memoria
Citazione di: porgascogne il 11 Dic 2010, 11:36
le cose stanno, più o meno, così
si partiva alle 18 e trenta, in genere
i bagagli prevedevano delle mantelline per le nonne, un gile' per il babbo, uno scialle per la mamma e, rigorosamente, dei maglioncini leggeri di lana per noi tre figli
manco andassimo sull'annapurna
a corredo dei bagagli c'erano le ciotole per il cane, un pallone (mai usato), una radiolina a pile e le immancabili buste di plastica per il vomito di mio fratello
era una tassa: come la strada s'inerpicava o come la sequenza delle curve diventava più fitta, partiva lo splatter e mio fratello, come si dice oggi, slazzava
qualche volta, a catena, mia sorella lo seguiva, più per l'impressione che per un effettiva impellenza
io, ovviamente, resistevo ed ero l'unico che, alla fine, scendeva dalla macchina devastato
almeno gli altri si erano liberati
cmq, la promessa di un po' di fresco rendeva i miei e le mie nonne molto allegri
l'allegria, in genere era data anche dalle canzoni cantate o dai giochi che s'improvvisavano all'interno della 1100 bianca (tettino) e celeste (il resto) con le porte a gabbiano (Roma 69ecc.ecc.ecc), che io pensavo fosse obbligatorio che mio padre avesse, visto che ci andava sempre allo stadio a vedere la Lazio
quando passammo alla 124 (Roma B2ecc.ecc.ecc.) blu petrolio, mi resi conto che il binomio colore-macchina/Lazio non era così netto
cmq, oltre i bagagli, c'erano le vettovaglie
ogni buona famiglia di "fagottari" sapeva che le uniche cose che non dovevano mancare erano i peperoni arrostiti, spellati e conditi con l'aglio, ed il prosciutto di (nome a piacere del pizzicarolo di fiducia), perché "quello buono ce l'ha solo lui"
noi "andavamo" a San Daniele, per motivi più che altro "dinastici"
era l'unica concessione di lusso che era permessa a tavola, a casa nostra
beh, insomma, si partiva
la formazione tipo era: mio padre alla guida; davanti si posizionava mia madre con mio fratello in braccio (e non esistevano cinture, macchè), le buste pronte lì vicino ed il cane accucciato fra le gambe...era un setter irlandese, evidente regalo fuori luogo per una famiglia che aborriva la caccia e viveva in 70 mq. sottodimensionati
dietro, c'erano le nonne
una a destra (ed effettivamente lo era) e l'altra a sinistra (lei era comunista ed ex partigiana ed a quei tempi a sinistra ci stava bene)
in mezzo, io e mia sorella
tranne i suoi ultimi anni di vita, nei quali venne a stare da noi, mia nonna (quella a sinistra), abitava da sola dalle parti di porta furba, anzi per essere precisi proprio al vicolo di porta furba: avanposto della civiltà nei pressi del mandrione
quindi, il percorso casa nostra/casa di nonna, mi vedeva come strenuo difensore della posizione "a sinistra" e guardiano dell'incolumità di mia sorella: già un paio di volte ci eravamo accorti che la sicura non c'era (e non esistevano chiusure centralizzate, macchè)
bene, dopo essere passati al vicolo per raccogliere mia nonna a bordo, partivamo destinazione Castelli: Grottaferrata, in genere, ma anche Marino o Rocca di Papa, paese avito di mia nonna comunista sulla piazza del quale mio nonno, rosso di capelli e socialista, veniva purgato tutti i sabato sera dai fassisti
Frascati mi piaceva meno, non so perché
si sceglieva con cura la fraschetta, ci si posizionava aprendo, appunto, i fagotti e le buste col pane dei castelli (comprato lungo la strada sempre dal solito fornaio, che magari se lo faceva arrivare da Roma) e si ordinava vino e, per noi bambini, le gazzose
le buste di mio fratello, ripiene, venivano lasciate lungo la strada, in qualche cestino
la serata andava via così
in genere ad una cert'ora era ora degli scialletti, delle mantelline e della lana sulla pelle per noi
il cane scorrazzava allegro
qualche volta mia madre ci fotografò con la macchinetta che mi avevano regalato degli amici dei miei per la comunione
"albe', non bere troppo che devi guidare"
e poi, alla fine, ritemprati dal fresco delle fraschette, si rientrava
sull'Anagnina mio padre, per me, correva troppo
mio fratello, mia sorella, le mie nonne ed il cane dormivano
qualche volta mia madre metteva la testa sulla spalla di mio padre
io, sempre sveglio e presente, sorridevo
la strada, verso casal morena s'allargava e per me era quasi una sort of homecoming
adesso, tutte le mattine che esco da casa, praticamente sto lì, guardo quell'incrocio e tutto questo mi torna in mente
35 anni dopo
quelle erano, in parte, le mie sere d'estate
queste sono le fotografie che ho impresse nella memoria
Grazie porga, bellissimo. ;)
Porga... mi hai fatto pensare ad una cosa che ormai era dimenticata.....
quando eravamo piccole i miei ogni fine settimana ci portavano al mare a Sabbie d'Oro, vicino Tor san Lorenzo. Ogni fine settimana, inverno, primavera, autunno (l'estate era fissa...). Il viaggio nella giulietta per me era drammatico perchè soffrivo di mal di macchina e quell'odore di sintentico dei sedili mi ammazzava... ma mi tenevano occupata con il gioco delle macchine.... io e mia sorella facevamo a gara per chi vedeva per prima le macchine rosse....
Il gioco finiva in prossimità della fine del nostro viaggio, c'erano dei "punti fissi" che dovevamo guadagnarci. E così il nostro viaggio finiva sempre con delle urla pazzesche alla vista di
BAR!!!
FIUME!!!!
MARE!!!
SABBIE DORO!!!!!
Bei tempi..... :((
Citazione di: Tarallo il 11 Dic 2010, 07:38
Il passato e' molecola di noi stessi (cit.) ne' piu' ne' meno di quanto lo sia il futuro.
Siamo piu' bravi a cambiare il passato, che essendo gia' successo dovrebbe rimanere immutabile, di quanto non risuciamo ad influenzare il nostro futuro.
Il passato e' uno zombi che si attacca alla nostra gamba disperato e quando gli rivolgiamo lo sguardo, per magia, diventa bellissimo. E cosi' facendo, nel suo egoismo sfrontato, rallenta il nostro cammino.
Noi siamo quello che abbiamo davanti, non quelli che crediamo di essere guardando queste foto.
Detto cio', la tenerezza per i genitori e per il tempo che sfugge e' ineluttabile. Ma non lasciate che vi rallenti, e non crediate che vi abbia marcato al punto da definire la vostra prossima scelta.
La vostra prossima scelta non e' stata ancora fatta, ed e' unicamente nelle vostre mani.
Peccato per quelli che non ci sono piu', ma, se mi si passa una frase dura, cazzi loro.
Una cosa del genere, quindi... :cheers:
Citazione di: AguilaRoja il 10 Dic 2010, 16:57
"Rimanere così, annaspare nel niente,
custodire i ricordi, carezzare le età;
è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
del diritto alla felicità... "
In questo preciso momento la penso così
Si ma che palle, ce li abbiamo tutti 'sti racconti.
Mi madre con 9 ragazzini in 500 verso Il lido a Latina.
Mettici la musichetta e la regia di Monicelli, e l'amaro quadretto dell'Italietta degli anni xanta e' completo.
Ma attenti, Vanzina e' in agguato.
Quest'angoletto di "noi" e' un limite, la vita e' altrove. E adesso.
e quindi?
:S
questo è un topic sul passato, su ns passati, no su quanto deve essere pesante 'sto passato o se sia meglio della poetica di baglioni (la vita è adesso) che tu hai fatto tua
:=))
il problema non è che "ce li abbiamo tutti 'sti racconti"
il problema è che, se non li racconti tu, te stesso, medesimo, te li racconta si vanzina
noi dobbiamo essere i monicelli di noi stessi
magari pure duri, nel ricordare
ma senza perdere la tenerezza (cit.)
Citazione di: Tarallo il 11 Dic 2010, 16:09
Si ma che palle, ce li abbiamo tutti 'sti racconti.
Mi madre con 9 ragazzini in 500 verso Il lido a Latina.
Mettici la musichetta e la regia di Monicelli, e l'amaro quadretto dell'Italietta degli anni xanta e' completo.
Ma attenti, Vanzina e' in agguato.
Quest'angoletto di "noi" e' un limite, la vita e' altrove. E adesso.
Eh, io questo dicevo. Manco me capisci più
Citazione di: AguilaRoja il 11 Dic 2010, 16:24
Eh, io questo dicevo. Manco me capisci più
Guarda che io t'avevo capito, rispondevo a ceravamotantoamati, la'. :DD
non te ce mette pure te, che c'hai un'età nella quale stai vivendo ancora nella fase nella quale i ricordi sono costruiti
:p
A differenza di me, che sto nella fase in cui i ricordi me li so' scordati. :DD
Ma non lasciate che sia io a rovinare il piacere di un bel ricordo della sabbia nelle mutande a Palidoro. :DD
Il topic e' sul passato, e io parlavo DEL passato, quindi pensavo di essere in topic. Ma se bisogna parlare solo AL passato, se vedemio. :luv:
no, cicco
tu stai a da' giudizi sulla valenza dei ricordi
:p
se doveva esse un topic pesante stava su argomenti, i presume
e lì si parlava DEL passato
fttt
Si va be! ma l'avrete una cosa che ricordate con affetto, no dico una e che portate con voi?
rudy, una cosa "materiale"?
tema libero, ognuno la sua. :)
(ci mia se non conto fino a dieci prima de postà) :=))
(cicco?!?!) :o
Chi è cicco? :o
Tarà te prego
abbiamo letto le peggio puttanate chattate stronzate su sto forum negli ultimi tempi
non m'ammazzà l'unico topic su cui si può parlare di qualcosa
sennò ritorniamo alle ricette della clerici
alle tette di belen
e a quanto so fico/a io
:cry:
(me ne so' gia' annato, tranquilla) :DD
che tristezza..se stamo a raccomandà a qualcuno.
(http://media.funsmileys.com/smileys/what_ever.gif)
Citazione di: .dani. il 11 Dic 2010, 16:57
abbiamo letto le peggio puttanate chattate stronzate su sto forum negli ultimi tempi
non ammazzate l'unico topic in cui si può parlare di qualcosa
8)
(come siete senzibbili. Su, che il topic riprendera' quota malgrado il cattivone)
Si, riprenderà quota malgrado il cattivone. :)
(non sono riuscito a far capire che giocavo, sorry :()
and then the past recedes
and I won't be involved (..e pure la sconfitta di ieri sera :X()
:))
Citazione di: fede75 il 10 Dic 2010, 16:35
...e il vostro di passato? ..foto, aneddoti, pensieri, dediche, ricordi... chi più ne ha più ne metta :))
:chap:
uffi
non ho tempo di postare la foto che volevo postare
però... stamattina una molecola del mio passato mi si è materializzata davanti!
:shock:
è stato uno shock
e quando correggerà il mio tema sarà uno shock anche per lui!!!
:lol:
:cry:
scusate e perdonate se potete ;) ma non ho resistito a postare questa, scritta diversi anni fa, anche se è vero che la vita è adesso come dice Tarallo almeno a me qualche volta capita di ripensare a come ero agli episodi della mia vita e mi piace lasciarmi trasportare, qualche volta sorridendo e qualche altra malinconicamente
Viaggio
La quiete nelle strade, una sottile nebbia avvolge l'orizzonte, ogni tanto una macchina rompe l'incantesimo del silenzio ed in lontananza uno stormo di uccelli fa da cornice ad una domenica mattina mentre la città dorme ancora.
Questa è la storia di un viaggio alla ricerca delle miei origini, alla ricerca di un poco di serenità che spenga il tumultuoso eco dei lamenti e dei rimorsi che lacerano la mia esistenza.
Viaggio,
nei meandri dei ricordi perché è l'unico modo di riconciliare il mio passato con il mio presente, perché questo viaggio rappresenta l'invisibile filo che si ricongiunge , la ricerca forsennata di spiegazioni ai miei perché.
Viaggio.
attraverso la Via Salaria le cui origini sono molto antiche,ma l'asfalto che scorre sotto le ruote non è più lo stesso i particolari che prima identificavano il percorso delineando le tappe come in un giro turistico risultano sbiaditi dall'inesorabile scorrere del tempo cosi che quello che prima significava l'orientamento e la curiosità di un bambino oggi assume una fisionomia diversa .
Ricordo
di un ansa che il fiume Tevere aveva scavato nei pressi di Monterotondo che costeggiava la via quasi volesse inghiottire le automobili che vi transitavano, ma era una mera illusione ottica che drammatizzavo ogni volta che la 500 di papà sfiorava i margini dell'asfalto.
Ora quel tratto della Salaria si salta a piè pari passando sull'autostrada fino a Fiano lungo la quale era visibile il dirigibile della Good Year ed era una festa ogni volta, del dirigibile oggi non vi è più traccia.
Da Passo Corese ci si inerpica attraverso la nuova variante su per le brulle colline che fanno da cornice a centinaia di piante secolari di olivo, la terra qui ha da sempre prodotto i suoi buoni frutti, mentre prima il corso della vecchia consolare attraversava interi paesi, ma di questo ne ho un ricordo molto vago se non legato a qualche vecchia storia come nel caso del "mostro di Nerola" che ogni volta spuntava fuori dalla bocca di mio padre terrorizzando due poveri pargoli che facevano un po' troppo chiasso.
Ricordo
Osteria Nuova con la sua casa del fascio o luogo di ristoro ancora oggi visibile ai margini della strada ed il lungo ponte che successivamente troviamo sul nostro percorso a strapiombo sulla vecchia sede stradale ed il commento di mia madre che tutte le sante volte chiudeva gli occhi dalla paura.
Ricordo,
quell'osteria nei pressi di S.Giovanni Reatino dove Zio con il camion si fermava a pranzo e che spesso incrociavamo, era ed è dura la vita del camionista, ma la sua apparente durezza nascondeva la dolcezza tipica di chi sacrifica tutto in nome della famiglia, quegli incontri sporadici hanno ancora oggi il sapore della felicità.
Ricordo,
quel viale alberato che portava dritto a Rieti il distributore della Esso e quella fontanella da dove sgorgava un acqua fresca, limpida e ristoratrice.
E quel fiume che scorre lento tra le canne ed i salici, i campi circostanti coltivati ed il verde che riflette forte.
La mia è una mania vera e propria adoro tutto ciò che scorre mi piace osservare i corsi d'acqua, i torrenti i fiumi i laghi mi incuriosisce il loro lento andamento il loro colore la loro apparente calma il loro "apparente andare avanti in silenzio" chissà poi perché???
Più avanti nell'immediatezza della città un monumento al centro di una piazza rievoca un passato scomodo, un uomo con la sua vanga sulla spalla e la mano destra tesa verso l'orizzonte che qualche burlone amputando il medio e l'anulare aveva reso comico nel suo complesso.
E le mura dopo aver passato il ponte sul Velino, e la strada dritta verso la zona industriale con le sbarre del passaggio a livello che erano sempre alzate per la mia cocente delusione.
Oggi una galleria ha cancellato tutto questo 4,5 km di luce artificiale collegano la periferia reatina alla periferia reatina, ma i ricordi quelli non si cancellano con un po' di tritolo.
Cittaducale e poco più avanti Caporio, con le terme di Vespasiano Imperatore che era nativo di queste parti e che sovente veniva a passare le "acque" e che leggenda vuole attraverso le quali avrebbe lasciato il regno terreno.
Ricordo,
quella chiesa in pietra che sprofonda nel terreno con una inclinazione frontale come un animale colpito dallo sparo di un cacciatore appoggia le zampe e frana a faccia in giù.
Dal suo interno sgorga una sorgente di acqua pura che il mito vuole scaturisse nel bel mezzo di una funzione, in realtà la chiesa di S.Vittorino martire ucciso tenendolo per tre giorni appeso a testa in giù sul vicino lago di cotilia di origine sulfurea fù costruito su di un terreno non propriamente adatto essendo la zona storicamente ricca di acque in superficie e nella profondità.
Già,
i laghetti di Cotilia, cazzo quanto paura mi mettevano con il loro azzurro accecante e l'odore inconfondibile, era una tappa fissa per bere la famigerata acqua solfurea che papà diceva fa digerire, una boccia da portare a casa ci scappava sempre.
Più avanti il laghetto di Canetra con le sue papere una perla incastonata tra le montagne che fanno da sfondo, ed il fiume che scorre affianco tra una molteplicità di alberi e verde, sempre e solo il verde.
Da lontano si scorge il monte Giano che sovrasta Antrodoco, in epoca fascista furono tagliati gli alberi superflui nella parte sottostante la vetta così da formare la scritta dvx ancora oggi visibile.
Il tratto successivo corrisponde alla parte più spettacolare del viaggio, le gole del Velino, una strada che attraversa due catene montuose con le sue curve mozzafiato e la carreggiata molto strette a strapiombo sulla piccola valle.
Esiste ancora oggi una galleria con passaggio a livello era l'apoteosi quando lo trovavamo chiuso, un misero treno di 3 4 carrozze al massimo usciva sbuffando dal buio della montagna, e quel cartellone pubblicitario che tanto mi incuriosiva, Supercortemaggiore con il suo drago che sputava fuoco dalla bocca.
Ricordo,
la diga che trovavamo poco più avanti ed il laghetto artificiale poco distante da Sigillo un paesino arroccato tra le catene montuose che qui scendono a picco, mentre il fiume Velino scorre tra rapidi salti creando uno spettacolare gioco di piccole cascate , e quel ponticello di origine medievale che puntualmente crollava colpito dalle frane frequenti, ora sono solo un bel ricordo le gallerie che bucano le montagne del posto ti proiettano direttamente alla fine della gola in una località chiamata Posta.
C'era una chiesetta poco distante antichissima che costringeva alla vecchia sede stradale un tortuoso e pericoloso percorso, negli anni a venire troppe volte i fiori sul margine segnalavano un incidente mortale, ora si passa nella valle adiacente che costeggia tutte quelle frazioni o paesini che corrispondevano ad un chiaro punto di riferimento per la mia piccola mente, un torrente una casa diroccata, un fienile dalla forma particolare.
Si sale un cartello indica 1.089 m sul livello del mare ed intorno a me come d'incanto la natura si è vestita a festa con i colori dell'autunno che vanno dalle tonalità marroni al verde che si spenge della stagione trascorsa.
E' semplicemente fantastico è uno spettacolo mozza fiato che non ricordavo più, un brivido mi scende lungo la schiena.
S.Giusta è un piccolo paesino doveva viveva uno Zio del mio Papà che puntualmente ce lo ricordava, mentre sotto di noi si intravede il lago artificiale di Scandarello con la sua imponente diga che scende ricurva.
A questo posto sono legati i miei ricordi più belli, di passeggiate lungo il lago con le sue anse sinuose e la sua vegetazione riccamente fitta, un gioiello con una corona di monti sovrastanti imbiancati spesso anche d'estate.
I monti della Laga fanno da cornice ad una miriade di paesini e frazioni del comune di Amatrice, tra cui anche la mia metà sospirata.
Scendere dalla macchina e respirare l'aria a pieni polmoni assaporarne l'odore inconfondibile, sentire l'eco assordante del silenzio, osservare i campi coltivati, mirare il monte sovrastante con i suoi 2400 metri di altitudine......
Eri con me papà lo so per certo come quando mi prendevi per mano e mi insegnavi i confini o come quando tra i faggi secolari salivamo su per la montagna a cercare i funghi....
Eri con me papà, sei con me papà in ogni cosa che faccio ci sei sempre nei ricordi nelle azioni nelle parole.
Già, sei con me papà, anche se non avverto più il suono della tua voce ma solo il timbro delle tue risate, mentre queste cazzo di lacrime non mi fanno scorgere ciò che sto scrivendo.
Va bene.....
Te lo dovevo questo.
Te lo dovevo.
uno dei ricordi più vividi della mia infanzia, sono le estati in montagna...
L'odore dell'erba, le passeggiate per i boschi a cercare le fate, il tappeto di stelle....le gite a cavallo, e il rumore del fiume di fronte la mia stanza, la notte... che scorreva sicuro e impetuoso e cullava i miei sogni.
E un amore per la montagna che mi accompagna ancora oggi.
Volevo mettere una foto di me piccolina sul pony, ma non ci riesco >.<
l'odore di casa quando tornavo a casa da non so dove
Citazione di: TheJoker il 13 Dic 2010, 21:44
scusate e perdonate se potete ;) ma non ho resistito a postare questa, scritta diversi anni fa, anche se è vero che la vita è adesso come dice Tarallo almeno a me qualche volta capita di ripensare a come ero agli episodi della mia vita e mi piace lasciarmi trasportare, qualche volta sorridendo e qualche altra malinconicamente
Viaggio
La quiete nelle strade, una sottile nebbia avvolge l'orizzonte, ogni tanto una macchina rompe l'incantesimo del silenzio ed in lontananza uno stormo di uccelli fa da cornice ad una domenica mattina mentre la città dorme ancora.
Questa è la storia di un viaggio alla ricerca delle miei origini, alla ricerca di un poco di serenità che spenga il tumultuoso eco dei lamenti e dei rimorsi che lacerano la mia esistenza.
Viaggio,
nei meandri dei ricordi perché è l'unico modo di riconciliare il mio passato con il mio presente, perché questo viaggio rappresenta l'invisibile filo che si ricongiunge , la ricerca forsennata di spiegazioni ai miei perché.
Viaggio.
attraverso la Via Salaria le cui origini sono molto antiche,ma l'asfalto che scorre sotto le ruote non è più lo stesso i particolari che prima identificavano il percorso delineando le tappe come in un giro turistico risultano sbiaditi dall'inesorabile scorrere del tempo cosi che quello che prima significava l'orientamento e la curiosità di un bambino oggi assume una fisionomia diversa .
Ricordo
di un ansa che il fiume Tevere aveva scavato nei pressi di Monterotondo che costeggiava la via quasi volesse inghiottire le automobili che vi transitavano, ma era una mera illusione ottica che drammatizzavo ogni volta che la 500 di papà sfiorava i margini dell'asfalto.
Ora quel tratto della Salaria si salta a piè pari passando sull'autostrada fino a Fiano lungo la quale era visibile il dirigibile della Good Year ed era una festa ogni volta, del dirigibile oggi non vi è più traccia.
Da Passo Corese ci si inerpica attraverso la nuova variante su per le brulle colline che fanno da cornice a centinaia di piante secolari di olivo, la terra qui ha da sempre prodotto i suoi buoni frutti, mentre prima il corso della vecchia consolare attraversava interi paesi, ma di questo ne ho un ricordo molto vago se non legato a qualche vecchia storia come nel caso del "mostro di Nerola" che ogni volta spuntava fuori dalla bocca di mio padre terrorizzando due poveri pargoli che facevano un po' troppo chiasso.
Ricordo
Osteria Nuova con la sua casa del fascio o luogo di ristoro ancora oggi visibile ai margini della strada ed il lungo ponte che successivamente troviamo sul nostro percorso a strapiombo sulla vecchia sede stradale ed il commento di mia madre che tutte le sante volte chiudeva gli occhi dalla paura.
Ricordo,
quell'osteria nei pressi di S.Giovanni Reatino dove Zio con il camion si fermava a pranzo e che spesso incrociavamo, era ed è dura la vita del camionista, ma la sua apparente durezza nascondeva la dolcezza tipica di chi sacrifica tutto in nome della famiglia, quegli incontri sporadici hanno ancora oggi il sapore della felicità.
Ricordo,
quel viale alberato che portava dritto a Rieti il distributore della Esso e quella fontanella da dove sgorgava un acqua fresca, limpida e ristoratrice.
E quel fiume che scorre lento tra le canne ed i salici, i campi circostanti coltivati ed il verde che riflette forte.
La mia è una mania vera e propria adoro tutto ciò che scorre mi piace osservare i corsi d'acqua, i torrenti i fiumi i laghi mi incuriosisce il loro lento andamento il loro colore la loro apparente calma il loro "apparente andare avanti in silenzio" chissà poi perché???
Più avanti nell'immediatezza della città un monumento al centro di una piazza rievoca un passato scomodo, un uomo con la sua vanga sulla spalla e la mano destra tesa verso l'orizzonte che qualche burlone amputando il medio e l'anulare aveva reso comico nel suo complesso.
E le mura dopo aver passato il ponte sul Velino, e la strada dritta verso la zona industriale con le sbarre del passaggio a livello che erano sempre alzate per la mia cocente delusione.
Oggi una galleria ha cancellato tutto questo 4,5 km di luce artificiale collegano la periferia reatina alla periferia reatina, ma i ricordi quelli non si cancellano con un po' di tritolo.
Cittaducale e poco più avanti Caporio, con le terme di Vespasiano Imperatore che era nativo di queste parti e che sovente veniva a passare le "acque" e che leggenda vuole attraverso le quali avrebbe lasciato il regno terreno.
Ricordo,
quella chiesa in pietra che sprofonda nel terreno con una inclinazione frontale come un animale colpito dallo sparo di un cacciatore appoggia le zampe e frana a faccia in giù.
Dal suo interno sgorga una sorgente di acqua pura che il mito vuole scaturisse nel bel mezzo di una funzione, in realtà la chiesa di S.Vittorino martire ucciso tenendolo per tre giorni appeso a testa in giù sul vicino lago di cotilia di origine sulfurea fù costruito su di un terreno non propriamente adatto essendo la zona storicamente ricca di acque in superficie e nella profondità.
Già,
i laghetti di Cotilia, cazzo quanto paura mi mettevano con il loro azzurro accecante e l'odore inconfondibile, era una tappa fissa per bere la famigerata acqua solfurea che papà diceva fa digerire, una boccia da portare a casa ci scappava sempre.
Più avanti il laghetto di Canetra con le sue papere una perla incastonata tra le montagne che fanno da sfondo, ed il fiume che scorre affianco tra una molteplicità di alberi e verde, sempre e solo il verde.
Da lontano si scorge il monte Giano che sovrasta Antrodoco, in epoca fascista furono tagliati gli alberi superflui nella parte sottostante la vetta così da formare la scritta dvx ancora oggi visibile.
Il tratto successivo corrisponde alla parte più spettacolare del viaggio, le gole del Velino, una strada che attraversa due catene montuose con le sue curve mozzafiato e la carreggiata molto strette a strapiombo sulla piccola valle.
Esiste ancora oggi una galleria con passaggio a livello era l'apoteosi quando lo trovavamo chiuso, un misero treno di 3 4 carrozze al massimo usciva sbuffando dal buio della montagna, e quel cartellone pubblicitario che tanto mi incuriosiva, Supercortemaggiore con il suo drago che sputava fuoco dalla bocca.
Ricordo,
la diga che trovavamo poco più avanti ed il laghetto artificiale poco distante da Sigillo un paesino arroccato tra le catene montuose che qui scendono a picco, mentre il fiume Velino scorre tra rapidi salti creando uno spettacolare gioco di piccole cascate , e quel ponticello di origine medievale che puntualmente crollava colpito dalle frane frequenti, ora sono solo un bel ricordo le gallerie che bucano le montagne del posto ti proiettano direttamente alla fine della gola in una località chiamata Posta.
C'era una chiesetta poco distante antichissima che costringeva alla vecchia sede stradale un tortuoso e pericoloso percorso, negli anni a venire troppe volte i fiori sul margine segnalavano un incidente mortale, ora si passa nella valle adiacente che costeggia tutte quelle frazioni o paesini che corrispondevano ad un chiaro punto di riferimento per la mia piccola mente, un torrente una casa diroccata, un fienile dalla forma particolare.
Si sale un cartello indica 1.089 m sul livello del mare ed intorno a me come d'incanto la natura si è vestita a festa con i colori dell'autunno che vanno dalle tonalità marroni al verde che si spenge della stagione trascorsa.
E' semplicemente fantastico è uno spettacolo mozza fiato che non ricordavo più, un brivido mi scende lungo la schiena.
S.Giusta è un piccolo paesino doveva viveva uno Zio del mio Papà che puntualmente ce lo ricordava, mentre sotto di noi si intravede il lago artificiale di Scandarello con la sua imponente diga che scende ricurva.
A questo posto sono legati i miei ricordi più belli, di passeggiate lungo il lago con le sue anse sinuose e la sua vegetazione riccamente fitta, un gioiello con una corona di monti sovrastanti imbiancati spesso anche d'estate.
I monti della Laga fanno da cornice ad una miriade di paesini e frazioni del comune di Amatrice, tra cui anche la mia metà sospirata.
Scendere dalla macchina e respirare l'aria a pieni polmoni assaporarne l'odore inconfondibile, sentire l'eco assordante del silenzio, osservare i campi coltivati, mirare il monte sovrastante con i suoi 2400 metri di altitudine......
Eri con me papà lo so per certo come quando mi prendevi per mano e mi insegnavi i confini o come quando tra i faggi secolari salivamo su per la montagna a cercare i funghi....
Eri con me papà, sei con me papà in ogni cosa che faccio ci sei sempre nei ricordi nelle azioni nelle parole.
Già, sei con me papà, anche se non avverto più il suono della tua voce ma solo il timbro delle tue risate, mentre queste cazzo di lacrime non mi fanno scorgere ciò che sto scrivendo.
Va bene.....
Te lo dovevo questo.
Te lo dovevo.
Applausi sinceri per la descrizione dei luoghi ( che in molta parte mi appartengono ) e soprattutto un abbraccio, non sò perchè o forse si. ;)
Hai toccato alcuni luoghi dellla mia infanzia e delle c...te che ho fatto, ma quaste le raccontarò io. Ci torno domani.
Andavi ad Amatrice? curiosità- :)
dedicata a Tarallo e AguilaRoja
:beer:
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e' passato
e' come se non ci fosse mai stato.
Il passato e' un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e' solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia' visto
non conta piu' niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta' ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche' non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
(http://digilander.libero.it/pepepandy/wub08/saggio.gif)
di corsa
the joker: si conferma un omone dal cuore grande grande
dani: gli stessi odori
:)
Citazione di: Maurita! il 13 Dic 2010, 22:25
...
Volevo mettere una foto di me piccolina sul pony, ma non ci riesco >.<
Eh, lo so, i pony non stanno mai fermi...
:chap:
:lol: eh sì , sono tremendi!
Citazione di: Ruud il 14 Dic 2010, 00:22
Applausi sinceri per la descrizione dei luoghi ( che in molta parte mi appartengono ) e soprattutto un abbraccio, non sò perchè o forse si. ;)
Hai toccato alcuni luoghi dellla mia infanzia e delle c...te che ho fatto, ma quaste le raccontarò io. Ci torno domani.
Andavi ad Amatrice? curiosità- :)
si mio papà era di Amatrice
Citazione di: porgascogne il 14 Dic 2010, 10:41
di corsa
the joker: si conferma un omone dal cuore grande grande
io e te in questo siamo molto simili, anche se tu non lo ammetterai mai ;)
Citazione di: fede75 il 14 Dic 2010, 09:54
dedicata a Tarallo e AguilaRoja
:beer:
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e' passato
e' come se non ci fosse mai stato.
Il passato e' un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e' solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia' visto
non conta piu' niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta' ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche' non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.
(http://digilander.libero.it/pepepandy/wub08/saggio.gif)
(Non avrei saputo dirlo meglio. Infatti l'ho detto peggio. :DD Oh no e' Alda Merini :cry: mo chi la sente a .dani. Mi dovro' convertire alla poesia... :wall: )
:ass:
l'odore di casa mia è solo mio!
(anzi casa dei miei... casa mia non ha lo stesso odore, sigh)
Citazione di: TheJoker il 14 Dic 2010, 23:02
si mio papà era di Amatrice
MIa madre di Antrodoco, ho fatto la salaria un miliardo di volte da quando sono nato. Amatrice la conosco avendo frequentato una sua frazione Pinaco.
Citazione di: TheJoker il 13 Dic 2010, 21:44
Ricordo,
quella chiesa in pietra che sprofonda nel terreno con una inclinazione frontale come un animale colpito dallo sparo di un cacciatore appoggia le zampe e frana a faccia in giù.
Dal suo interno sgorga una sorgente di acqua pura che il mito vuole scaturisse nel bel mezzo di una funzione, in realtà la chiesa di S.Vittorino martire ucciso tenendolo per tre giorni appeso a testa in giù sul vicino lago di cotilia di origine sulfurea fù costruito su di un terreno non propriamente adatto essendo la zona storicamente ricca di acque in superficie e nella profondità.
Questa mi ha riportato alla memoria una delle mie infinite ca..te giovanili. A sedici anni, dentro questa chiesa, mi ci sono tuffato. Acqua gelata, livelo di pericolosità elevatissimo, vero, ma almeno posso dire di essermi fatto il bagno in un posto.....
da paura :D
Per come sono strutturato, voltarmi indietro mi porta alla malinconia. Sono preziosissimi i miei ricordi, per questo non oso riviverli. Vorrei un giorno trovare la serenità di chi ha i capelli candidi, che si guarda da giovane attorniato da persone care che non ci son più, eppure sorride, in pace col mondo.
Citazione di: dopesmokah il 15 Dic 2010, 18:24
Per come sono strutturato, voltarmi indietro mi porta alla malinconia. Sono preziosissimi i miei ricordi, per questo non oso riviverli. Vorrei un giorno trovare la serenità di chi ha i capelli candidi, che si guarda da giovane attorniato da persone care che non ci son più, eppure sorride, in pace col mondo.
Aldamari', mettece 'na pezza.
è morta...
pure tarallo
io, una palletta :blob:
(http://img20.imageshack.us/img20/4562/federica.jpg)
Così non vale 2/3 di voi in questo topic hanno attentato alla mia parvenza di rude quarantenne.
Citazione di: .dani. il 15 Dic 2010, 21:56
è morta...
Le solite scuse dei poeti senza midollo.
Citazione di: fede75 il 16 Dic 2010, 12:52
io, una palletta :blob:
:D bellissima.
ps
Io, e la mia cofana de capelli. [che poi crescendo son diventati "normali" per fortuna. :)]
(http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs078.snc3/14565_1270846363752_1007645739_30858259_8023144_n.jpg)
Per quanto riguarda il passato ne ho veramente troppe di cose belle da portare con me e che custodirò sempre gelosamente.
Solo una cosa, se ne avessi i poteri, cambierei.
La separazione dei miei genitori.
Ma col sennò di poi, senza tale evento, molte cose non sarebbe state come sono ora, quindi chissà...forse è stato un "bene"...
belli
ma come fate apostare le foto? :s
chiedi a giuliano
lui l'apostata
:chap:
(stasera so' in formissima)
:pp
Guarda, c'e' gente che se sta a piscia' sotto.
invidi anche la mia arguzia ed ironia
8)
So' un fremito de invidia.
Tu piuttosto, devi manda' a puttane i topic che gia' avevo provato a mandare a puttane io.
Restituiamoglielo.
famo che ognuno restituisce quello che sa alle sue