Vi ho letto con molto interesse
sulla tazza (così anche ulissechina è contento)

mi trovo moooolto d'accordo con guy
è si un problema di educazione e di esatto utilizzo del mezzo (cose strettamente connesse) ma trovo da approfondire il discorso fatto da tarallo sul "wish you were here"
Molto, credo, dipenda dall''ampiezza del proprio cirvolo di amici e sulla definizione stessa di amico
le cose che tarallo indicava, vissute da perfetti vecchidimmerda 20 30 o 40 anni fa, e che ti avevano come protagonista principale, erano dirette ad una platea assai ristretta, perchè assai ristretta era la pletora di quelli che potevi chiamare amici e che erano o avrebbero potuto essere DAVVERO interessati al tuo cappuccino, alla tua camerata sotto al militare, ai quadri di giugno oppure alla pizza che ti stavi per mangiare al campeggio sul gargano
ferme restando quelle che erano le dinamiche familiari di comunicazione, e quindi essendo la propria famiglia una costante K riscintrabile in tutti gli altri direi di non considerarla, tutto - imho - si riduce alla cerchia di persone alls quali intendi veicolare TUTTE le info che riguardano la tua vita
anche quelle inutili (di info, non di vite)
Ci si potrebbe creare una funzione ed un grafico correlato, utilizzando 4 dati e le loro variabili: ampiezza bacino recettori info (larga o stretta), info da inviare (interessanti o cazzate)
per dire, a livello social e tolto questo posto (che non è cmq social), io trasmetto pochissime info ad un numero ristrettissimo e, quando sto davanti ad un tramonto, stringo la mano a chi ho accanto e vivo quel momento e me ne fotto allegramente di condividerlo con altri