ciao.
rispondo a questo post intanto con un saluto a fiammetta, che mi sembra che in questi topic un po' "delicati" uno perlomeno debba salutare; poi io mi ricordo sempre che con fiammetta un tempo un qualche scazzo virtuale ci fu, e pure se magari non ci sarà stato solo con me, o magari lei se l'è scordato, mi pareva un motivo in più per entrare in punta di piedi
(ecco, mò l'effetto raggiunto è esattamente il contario, ma che ce posso fà? almeno vi racconto il processo mentale)
che poi anzi, te posso chiamà teresa pure io? ma teresa o maria teresa?
mi ricorda mia nonna, che si chiamava maria -e basta- ma quando s'è sposata con mio nonno, siccome lui era l'ottavo di nove figli (famiglia nobile napoletana) e le marie, tra quelle originarie e quelle entrate in casa erano ormai parecchie, qualcuno "che contava" decise che da allora in poi mì nonna se doveva chiamà maria teresa, come ulteriore segnale di riconoscimento. poi è finita che maria si è proprio perso, ed è rimasto solo teresa, e quindi nonna teresa, com'è sempre stata per me
e però, a proposito di nonni, o di nonne terese, un po' di tempo fa ho scoperto una cosa, che mò a dirla sembra una cazzata, ma io invece quando l'ho pensata l'ho pensata seriamente, anche con l'idea che prima non ne avessi piena coscienza, e cioé: se non c'hai i figli, non ci diventi, nonno!
(e da lì si potrebbe dire che ho perseguito fortemente l'idea di diventarlo, visto che di figli ne ho fatti rapidamente 3)
in relazione a questo, pensavo pure: ma alla fine, in questo orizzonte di vita bloccata -brutta parola, ma questa è l'idea che viene, leggendoti; e forse è proprio l'idea che vuoi dare, come a dire: io questo blocco non lo posso forzare, ma almeno lo posso raccontare- in cui ti trovi, sei sicura che sia proprio così scema l'idea del tuo ginecologo che ti dice di fare un figlio perché c'hai l'apparato riproduttivo giovane?
(si, a pensarci di primo acchito pure io dico che è scema; però...)
fa molto "film", l'idea che quando le situazioni si incancreniscono, e uno si sente un po' in un vicolo cieco, venga fuori l'uovo di colombo di fare un figlio; come se ci fosse un elemento taumaturgico nella cosa che invece forse non c'è, e invece forse c'è sicuramente l'atto di egoismo di far nascere 'a criatura in un contesto difficile, in cui uno non può (espressione che si usa) dargli il meglio
però, alla fine: lo dici pure tu che perché la bilancia sia in pareggio, uno deve poter vedere da una parte la decadenza, e dall'altra la nascita e la crescita... non potrebbe essere in qualche modo sano, che tutto questo si potesse intrecciare, prima o poi!? o perlomeno che non ci fosse un esclusione a priori...
che poi mi rendo conto di essere piuttosto oscuro, nell'esprimermi (forse è l'effetto dell'aver letto il topic esattamente al contrario: sono partito dall'alluvione, e ho finito col tuo post iniziale, e quindi ho vissuto a ritroso anche l'emotività del topic stesso) io non è che mi sono messo a scrivere qua sopra per darti l'input di procreare a qualsiasi costo, non è quello il punto;
ma mi stavo domandando se ci fosse un modo meno deterministico di vedere tutto questo, la possibilità di uscire un po' dal cliché (che però è la vita vera) in cui c'è quello che se ne fotte e si fa la sua vita, e l'altro che invece dedica la propria agli altri, magari manco per altruismo, ma perché ormai è venuto così e neanche saprebbe fare niente di diverso, e una volta scelto un ruolo sei inchiodato a quello là, cascasse il mondo... vedo, terè, che tu parlando ti autodefinisci molto
(ecco, per dire, la cosa del mare: che se uno ti leva il mare t'ha levato tutta 'a vita tua)
e a me questo tuo riuscire così bene a "conoscerti" mi sembra una cosa bella, che io invece per esempio appaio a me stesso molto più vago, nell'approfondimento anche relativo alle mie sensazioni e cose;
però non vorrei, ecco, che questo fosse per te anche un elemento che "fissa" troppo il gioco, tu sei così, e le cose stanno così, e quindi questo è: stop.
quindi forse l'invito, o l'augurio che ti volevo fare io è: vedi se riesci, se lo trovi da qualche parte, a metterci pure qualche elemento di maggior indeterminatezza; se riesci magari qualche volta a non saper bene dove stai e cosa fai, cosa puoi permetterti e cosa no
i figli, in fondo sono un po' così: ti mettono un elemento di diversità, spesso non scelta, in mezzo, e tu ci devi fare i conti; ora non dico che per te questo ruolo lo debbano avere dei figli reali, ma magari da qualche parte quell'elemento cercatelo, ecco;
(in questa pausa di un minuto dallo scrivere sono andato a mettere dritto nel letto uno dei tre, il più piccolo, che essendo appunto piccolo, si era girato di novanta gradi nel letto stesso, e quindi sbatteva; poco fa avevo tirato su le coperte anche agli altri due, che ormai in casa fa freddino la notte, e pure a mia moglie, che va a dormire non molto più tardi dei figli; s'è addormentato pure il gatto, che poveraccio passa un brutto periodo, era un gatto di otto chili e mò non arriva a quattro, non mangia più, non si capisce che c'ha, non sembra manco che stia malissimo, ma certo che un po' di tristezza me la fa)
e ora non so come fare a scrivere fuori dalla parentesi ma come se ci fossi ancora dentro, d'altra parte se la tolgo non funziona quindi lascio le cose così, però ecco, la cosa banale e vera allo stesso tempo è che 'sta cosa di sistemare le coperte a tutti quanti a casa quando solo tu sei sveglio e altri 5 esseri dormono è bellissima -quasi manco con lo scudetto della Lazio, la cambierei- e questo vuol dire che in parte m'è andato in pappa il cervello, cosa che succede a 'na certa, come dicono i giovani, ma in parte è bello davvero perché ci si ri-inventa in ruoli o situazioni che non si conoscono, o non ci appartengono (che io poi a 'sta cosa della paternità molto ci arrivo di testa, cioé non sono io certo la persona che "ha lavorato" per diventare così, però fatto sta che mò mi ci trovo, la cosa è bella e anche semplicemente mi diverte, una specie di gioco di ruolo in cui fai una parte nuova), oltre al fatto che certo, gli esseri che hai -io ci metto sempre il forse- procreato li ami più di te stesso, più di ogni cosa, ma questo forse è addirttura una cosa banale, e neanche il centro del discorso, a me interessava più che altro darti un'idea di possibilità
ossia che alle volte uno si trova fuori dai propri schemi classici (anche in situazioni lunghe: perché io i figli non è che ce li ho da ieri) e però questa sensazione di sorpresa, stordimento e "vediamo un po'" dura, ed è una cosa carina