soul io farei una distinzione però, perché quello che dici è vero ma non applicabile a tutto.
Io lavoro nel campo dell'arte e ti posso dire che riproduzioni di identica qualità possono valere 20 euro o 20.000 in base al semplice fatto che siano a tiratura limitata.
C'è tutto un fattore di collezionismo, di feticismo, di venerazione, di autenticità, di esclusività, di fama, di invidia, di possesso.
Poi c'è il lato pratico, come ad esempio detto per il concerto, ma potremmo dirlo dello stadio. La partita autentica si gioca all'olimpico, la puoi vivere solo da li, ma tanti preferiscono viverla a casa. Molto, molto simile al vedere opere d'arte al pc o muovere il culo ed andare al museo.
Ad esempio in ambito musicale non esiste "l'originale", non ci sono musei con i nastri di "the great gig in the sky"(o magari si, ma non se li incula nessuno), nessuno ha interesse nel sentire l'originale, al massimo si può discutere su quale riproduzione sia migliore, digitale, analogica... ma finisce li.
Mentre se mi dici che l'mp3 è come il cd mi si rizzano i peli sulle braccia, perché non è assolutamente vero. Che poi tantissimi se ne freghino e vivano con itunes e brani scaricati, castrati per diminuire le dimensioni, è la realtà, ma ciò non significa granché.
Io non mischierei ciò che nasce come unico e non moltiplicabile (l'analogico) con ciò che non nasce unico ed è facilmente moltiplicabile (digitale), poiché l'applicazione di reale e virtuale in questo caso è totalmente diversa.