Pagella Matteo...

Aperto da Tornado, 12 Giu 2013, 20:31

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Panzabianca

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Citazione di: Freezer67 il 13 Giu 2013, 15:07
OT

se avessi il potere di cambiare le cose istituerei per prima cosa l'obbligatorietà del rispetto dei tempi, 5 massimo 6 anni per laurearti dopodiche via, meglio braccia per l'agricoltura che neo laureati disoccupati a 28 anni, che dite probabile che l'economia se riavvia ???

EOT
no, il diritto allo studio è sacro. Non è che se vai fuori corso nun paghi...anzi. L'ingresso nel mondo del Lavoro? Perché col master non perdi tempo? Espedienti... Np, per carità, non ci giapponesizziamo. Ognuno matura a c.azzi sui e quando meno se lo aspetta... Il sistema va combattuto diversamente. Bisognerebbe cominciare a porsi il problema già quando i coniomi (direbbe Totò) dei professori o dei dirigenti si ripetono... ad esempio... Parliamone...

Panzabianca

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Citazione di: silvia84 il 13 Giu 2013, 15:14
ma perchè il problema dell'economia è lo studente che va fuori corso?


anzi, oserei pensare che se alla sapienza (pe dinne una) se ce levi i fuori corso... ce rimettono anche quelli in corso... :)

Freezer67

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Citazione di: silvia84 il 13 Giu 2013, 15:14
ma perchè il problema dell'economia è lo studente che va fuori corso?

oltretutto fidati che per certe università andare fuori corso almeno 1 anno è il minimo soprattutto dopo l'istituzione del 3+2 (anche per il semplice fatto che al cambio si sono mantenuti i programmi degli esami ad esempio da 8-10 crediti ma che però valgono 3-4, in questo modo hai una mole di materiale uguale ai 5 anni che però devi fare in 3.. o almeno questo è stata la mia esperienza diretta confrontando la mia triennale con i 5 anni che c'erano prima.. senza contare che fai 2 tesi invece di 1 con annesso internato di tesi che per molte università equivale a minimo 3 mesi di tirocinio se non di più a volte visto che molti cdl sono sperimentali e quindi non fai una tesi semplicemente leggendo libri ma facendo esperienza in laboratorio o stage in un'azienda) ma soprattutto per chi dalla triennale alla magistrale cambia sede perchè deve fare un sacco di esami aggiuntivi in quanto quei geni che hanno istituito la 3+2 non hanno pensato di fare le triennali uguali ovunque (es, Biologia a Bologna con stessi esami di Biologia da un'altra parte) e quindi molta gente col cambio sede si ritrova a fare 1 anno in più di esami..

Silvia,
il problema dell'economia non è certo lo studente fuori corso,
perchè ai miei tempi (sospiro) non c'era tutto questo "ingolfamento" di laureati e mestieri che oggi sono belli e tramontati continuavano di generazione in generazione ????
All'epoca io non volli proseguire gli studi, ma intrapresi subito la carriera lavorativa con un semplice diploma di ragioniere e a distanza di 25 anni posso dire di aver maturato un esperienza importante, perchè chi si diploma oggi deve necessariamente prendere una laurea per poter solo pensare di fare qualcosa di importante lavorativamente parlando ??? quello che manca secondo me è la manovalanza quel sottobosco di persone che umilmente svolgono il proprio lavoro con una forte dedizione e umilmente non chiedono di diventare il prossimo CEO che salvi le sorti del paese.
Tempo fa assumemmo una persona che doveva svolgere il lavoro di ragioniere, la figura che cercavamo era quella di un semplice diplomato bene, ci rivolgemmo poi ad un neo laureato  perchè tutti quelli interpellati avevano requisiti superiori (laurea) e non c'erano diplomati sul mercato.....e anche li penammo non poco per trovare una persona cmq motivata.(E chiaro che se io avessi studiato e preso una laurea mi roderebbe e non poco di svolgere una mansione inferiore al mio grado di conoscenza)
Non ho nulla contro i fuori corso, daltronde la legge glielo consente, ma lo ribadisco ed è un mio personalissimo pensiero, per me deva andare avanti solo chi merita veramente.

sweeper77

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Citazione di: Freezer67 il 13 Giu 2013, 15:30
Silvia,
il problema dell'economia non è certo lo studente fuori corso,
perchè ai miei tempi (sospiro) non c'era tutto questo "ingolfamento" di laureati e mestieri che oggi sono belli e tramontati continuavano di generazione in generazione ????
All'epoca io non volli proseguire gli studi, ma intrapresi subito la carriera lavorativa con un semplice diploma di ragioniere e a distanza di 25 anni posso dire di aver maturato un esperienza importante, perchè chi si diploma oggi deve necessariamente prendere una laurea per poter solo pensare di fare qualcosa di importante lavorativamente parlando ??? quello che manca secondo me è la manovalanza quel sottobosco di persone che umilmente svolgono il proprio lavoro con una forte dedizione e umilmente non chiedono di diventare il prossimo CEO che salvi le sorti del paese.
Tempo fa assumemmo una persona che doveva svolgere il lavoro di ragioniere, la figura che cercavamo era quella di un semplice diplomato bene, ci rivolgemmo poi ad un neo laureato  perchè tutti quelli interpellati avevano requisiti superiori (laurea) e non c'erano diplomati sul mercato.....e anche li penammo non poco per trovare una persona cmq motivata.(E chiaro che se io avessi studiato e preso una laurea mi roderebbe e non poco di svolgere una mansione inferiore al mio grado di conoscenza)
Non ho nulla contro i fuori corso, daltronde la legge glielo consente, ma lo ribadisco ed è un mio personalissimo pensiero, per me deva andare avanti solo chi merita veramente.

tutto esatto zio, non a caso della mia classe delle superiori io e altri due non ci siamo laureati e siamo gli unici ad avere posti fissi, il resto 16 studenti, tutti laureati, 10 sono a casa, e 6 hanno lavori precari.
le motivazioni contano eccome, così come al 90% delle volte è la tempistica che ti fa svoltare, noi ancora eravamo ad inizio depressione ( i posti di lavoro bene o male si trovavano) ...ma ora te poi laureà in 4 anni co 110, avè 2 lauree come mia moglie, ma te le sbatti.

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Panzabianca

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Citazione di: Freezer67 il 13 Giu 2013, 15:30
... per me deva andare avanti solo chi merita veramente.
ste selezioni giapponesi... Bah... elimineresti fior di filosofi, poeti, santi, scienziati e fancazzisti (artisti in genere)... 

silvia84

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Citazione di: sweeper77 il 13 Giu 2013, 15:40
tutto esatto zio, non a caso della mia classe delle superiori io e altri due non ci siamo laureati e siamo gli unici ad avere posti fissi, il resto 16 studenti, tutti laureati, 10 sono a casa, e 6 hanno lavori precari.
le motivazioni contano eccome, così come al 90% delle volte è la tempistica che ti fa svoltare, noi ancora eravamo ad inizio depressione ( i posti di lavoro bene o male si trovavano) ...ma ora te poi laureà in 4 anni co 110, avè 2 lauree come mia moglie, ma te le sbatti.
perdonami ma questo non è perchè gli studenti che si son laureati son tutti deficienti ma perchè in Italia il titolo è carta igienica ed è una cosa vergognosa su cui bisognerebbe incazzarsi.. invece la usate come espediente per dire sotto i baffi che voi non siete laureati e siete più svegli.. non è assiomatico che se uno ha la laurea sa fare meglio il lavoro di chi non ce l'ha (anche se a dirla tutta per certi mestieri, tipo il chirurgo, ci sta poco da ragionare sul valore del titolo) così come non è assiomatico che se tu hai un lavoro e io con 2 lauree non sei più sveglio di me.. contano tanti fattori e uno di quei fattori che in questo periodo contano è paradossalmente l'avere meno titoli possibili così posso pagarti di meno.. ma sai in quanti mi hanno detto che scartano i cv dei laureati perchè hanno paura pretendano uno stipendio più alto?. Io ho 2 lauree e ho mandato cv anche per pulire i cessi ma a quanto pare serve esperienza pluriennale pure per quello e la laurea è un problema.. il fatto è che ci dovremmo incazzare, non dire frasi del genere come a denigrare persone che si sono fatte 5-6 anni il culo a studiare (non è che studiamo tutti materie del cazzo e con 2 libri letti e i bigliettini passiamo gli esami, ti vorrei far vedere la mia giornata tipo quando stavo all'università, altrochè). Scusa se mi infervoro ma leggo di continuo non laureati vantarsi perchè rispetto a tanti con la laurea non sono precari.. ci si vanta che ha più lavoro chi ha una preparazione minore di uno che ne ha maggiore, robe da matti. Perchè guarda che come hai fatto esperienza tu a lavorare la posso fare pure io, se solo mi fosse data l'opportunità.. nemmeno tu sei nato "imparato" (come si suol dire), anche tu assunto sapevi solo la teoria e quella poca pratica fatta a scuola e hai imparato lavorando, idem un laureato che però si presuppone abbia una base teorica e a volte anche pratica maggiore.. e paradossalmente a te viene data l'opportunità di lavorare prima che a chi ha un titolo maggiore. Anche tu meriti un lavoro e magari lo sai fare meglio del laureato, ma alla base ci sta che tu vieni considerato prima perchè "pretendi" meno di un laureato, perchè quando sei diplomato hai 20 anni e posso farti contratti che agevolano di più il datore di lavoro.. ma secondo te questo è un sistema meritocratico?

sweeper77

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penso di aver detto altro silvia

così come al 90% delle volte è la tempistica che ti fa svoltare, noi ancora eravamo ad inizio depressione ( i posti di lavoro bene o male si trovavano) ...ma ora te poi laureà in 4 anni co 110, avè 2 lauree come mia moglie, ma te le sbatti.

questo per dire che prima della depressione che stiamo attraversando (che molti sottovalutano) qualche posto di lavoro ancora si trovava, quindi anche chi non avendo la laurea si buttava a capofitto alla ricerca di un lavoro, aveva buone possibilità di trovarlo.
Poi è arrivata la vera crisi e questo ha colpito anche chi, negli anni in cui da diplomato cercavo lavoro, hanno preferito laurearsi, come avvocati, scienze politiche, scienze della comunicazione... tutte lauree dove i posti erano già pochi e di cui la domanda si è moltiplicata a dismisura.
Per dire una volta gli ingegneri impiegavano circa un mese a trovare lavoro dopo la laurea, ora sono colpiti anche loro, e pure se ti laurei con 110, con la lode, con master ecc.. le possibilità che trovi sono quasi nulle.
Il discorso che facevo con freez e panzabianca, è che non sempre chi ha laurea ecc.. ecc.. avrebbe diritto ad aver il posto, perchè spesso è più l'adattamento, la voglia di imporsi, e la duttilità che fa la differenza in ambito lavorativo.

silvia84

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si su questo hai ragione, infatti ci sono persone che si sono laureate con me alla triennale facendo 10 volte più fatica di me ma non hanno proseguito come ho fatto io e hanno trovato lavoro poco dopo (anche se lavorano in condizioni schifose, cose tipo 900 euro al mese con straordinari di 2 ore al giorno o più non retribuiti) mentre io mi sono laureata dopo la magistrale e sono passati 2 anni e mezzo e non ho trovato niente nel mio settore, in quanto rispetto a una volta si cercano solo persone con esperienza lavorativa già acquisita.. e se voglio fare altro che non c'entra con la mia laurea lasciamo perdere perchè la laurea è praticamente un peso.

Quello su cui mi incavolo è che non viene data proprio l'opportunità, io faccio fatica anche a trovare chi mi chiama per un colloquio, non solo per essere assunta.. e se tu non fai proprio il colloquio non è che puoi dimostrare qualcosa..  paradossalmente ha più possibilità un non laureato perchè gli viene data la possibilità del colloquio più facilmente in moltissimi ambiti lavorativi. Parlo proprio per esperienza diretta. Un peso enorme poi assume la fortuna, nel senso la fortuna anche di avere qualcuno che ti introduce al colloquio o addirittura al lavoro stesso.. non a caso io lavorerò come l'estate scorsa in una rosticceria, ma ho avuto il posto solo perchè una mia amica mi ha presentato al capo.. poi chiaro che il posto me lo son tenuto perchè son brava, ma questo mi pare scontato. E sono sicura che moltissimi dei non-laureati che lavorano sono bravissimi, ma il fatto che ci sia una mole enorme di precari o disoccupati tra i laureati non sta necessariamente a significare che siano più stupidi o che l'università è inutile, è il sistema che non dà importanza alla laurea..

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sweeper77

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Citazione di: silvia84 il 13 Giu 2013, 16:11
si su questo hai ragione, infatti ci sono persone che si sono laureate con me alla triennale facendo 10 volte più fatica di me ma non hanno proseguito come ho fatto io e hanno trovato lavoro poco dopo (anche se lavorano in condizioni schifose, cose tipo 900 euro al mese con straordinari di 2 ore al giorno o più non retribuiti) mentre io mi sono laureata dopo la magistrale e sono passati 2 anni e mezzo e non ho trovato niente nel mio settore, in quanto rispetto a una volta si cercano solo persone con esperienza lavorativa già acquisita.. e se voglio fare altro che non c'entra con la mia laurea lasciamo perdere perchè la laurea è praticamente un peso.

Quello su cui mi incavolo è che non viene data proprio l'opportunità, io faccio fatica anche a trovare chi mi chiama per un colloquio, non solo per essere assunta.. e se tu non fai proprio il colloquio non è che puoi dimostrare qualcosa..  paradossalmente ha più possibilità un non laureato perchè gli viene data la possibilità del colloquio più facilmente in moltissimi ambiti lavorativi. Parlo proprio per esperienza diretta. Un peso enorme poi assume la fortuna, nel senso la fortuna anche di avere qualcuno che ti introduce al colloquio o addirittura al lavoro stesso.. non a caso io lavorerò come l'estate scorsa in una rosticceria, ma ho avuto il posto solo perchè una mia amica mi ha presentato al capo.. poi chiaro che il posto me lo son tenuto perchè son brava, ma questo mi pare scontato. E sono sicura che moltissimi dei non-laureati che lavorano sono bravissimi, ma il fatto che ci sia una mole enorme di precari o disoccupati tra i laureati non sta necessariamente a significare che siano più stupidi o che l'università è inutile, è il sistema che non dà importanza alla laurea..

amica mia e pensi che non faccia schifo anche a me questa situazione?
Pensa che mia moglie sta dalla psichiatra per questo problema, persino al centro commerciale bufalotta per fare la commessa chiedono le referenze, o società che sfruttano gli stage per rimborsarti (BENE MA MOLTO BENE CHE TI VA) 300 euro al mese, con stage che durano non pochi mesi ma addirittura 1 o 2 anni!
Purtroppo questa è la situazione oggi in italia, ed è assolutamente vergognosa.
Non ho mai detto che chi ha la laurea è meno intelligente di chi non ce l'ha, ma che spesso in ambito lavorativo non è la laurea che ti aiuta a svolgere bene il tuo lavoro, ma altre caratteristiche.
Questo ad accezione naturalmente di alcune lauree specialistiche, tipo medicina naturalmente.

Panzabianca

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la laurea? Un titolo culturale? Settoriale e nozionistico. Stop. E nel paese del millantato credito questa è un piaga...
A volte, seguendo la logica di alcuni discorsi me fate pensà che l'odontotecnico che "mette la sedia" sia assai meglio del dentista...
Per lo meno conviene...
mmmmmmmmmmmmmmmmmmm ce penso.

Panzabianca

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e tra gli specialisti (medici) trovi un numero di cialtroni quasi imbarazzante...Solo che se sbagliano questi  t'ammazzano... Quindi non li escludiamo ma, anzi, mettiamoli in cima alla lista.   

sweeper77

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ok panzabià ma è normale che frequentare medicina all'università in caso di laurea ti dà un'infarinata di massima sull'anatomia del corpo umano ecc...quindi è logico che sia un percorso obbligato per svolgere la propria professione.
un'odontotecnico come un dentista è bravo a seconda della conoscenza che ha del proprio lavoro, un dentista non è per forza più bravo di un'odontotecnico, così come al contrario.

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Citazione di: sweeper77 il 13 Giu 2013, 17:09
ok panzabià ma è normale che frequentare medicina all'università in caso di laurea ti dà un'infarinata di massima sull'anatomia del corpo umano ecc...quindi è logico che sia un percorso obbligato per svolgere la propria professione.
un'odontotecnico come un dentista è bravo a seconda della conoscenza che ha del proprio lavoro, un dentista non è per forza più bravo di un'odontotecnico, così come al contrario.
Discorso pericoloso, in partenza  valido solo per le eccezioni. In particolare quelle mediche sono professioni che generano l'affidamento, e per questo, pericolose... Il medico se porta in saccoccia la fiducia del paziente finché non lo ammazza ma non può essere altrimenti... Deve essere così. Il medico deve potere riscuotere più fiducia dell'odontotecnico. Tuttavia il lavoro del medico viene spesso confuso con un'obbligazione di risultato... Invece è solo di mezzo...(attraverso le conoscenze scientifiche per raggiungere il risultato)
L'odontotecnico è un diplomato per altro...è un tecnico, costruisce i denti, gli apparecchi... Non può nemmeno paragonarsi al dentista ne sotto il profilo delle conoscenze ne sotto quello delle attitudini.
Va'bbè, ci sarebbe tanto altro da dire. Spero di essere stato chiaro in quello che volevo dire. Riprendo domani...
Buona serata ;)

Freezer67

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Citazione di: silvia84 il 13 Giu 2013, 15:53
perdonami ma questo non è perchè gli studenti che si son laureati son tutti deficienti ma perchè in Italia il titolo è carta igienica ed è una cosa vergognosa su cui bisognerebbe incazzarsi.. invece la usate come espediente per dire sotto i baffi che voi non siete laureati e siete più svegli.. non è assiomatico che se uno ha la laurea sa fare meglio il lavoro di chi non ce l'ha (anche se a dirla tutta per certi mestieri, tipo il chirurgo, ci sta poco da ragionare sul valore del titolo) così come non è assiomatico che se tu hai un lavoro e io con 2 lauree non sei più sveglio di me.. contano tanti fattori e uno di quei fattori che in questo periodo contano è paradossalmente l'avere meno titoli possibili così posso pagarti di meno.. ma sai in quanti mi hanno detto che scartano i cv dei laureati perchè hanno paura pretendano uno stipendio più alto?. Io ho 2 lauree e ho mandato cv anche per pulire i cessi ma a quanto pare serve esperienza pluriennale pure per quello e la laurea è un problema.. il fatto è che ci dovremmo incazzare, non dire frasi del genere come a denigrare persone che si sono fatte 5-6 anni il culo a studiare (non è che studiamo tutti materie del cazzo e con 2 libri letti e i bigliettini passiamo gli esami, ti vorrei far vedere la mia giornata tipo quando stavo all'università, altrochè). Scusa se mi infervoro ma leggo di continuo non laureati vantarsi perchè rispetto a tanti con la laurea non sono precari.. ci si vanta che ha più lavoro chi ha una preparazione minore di uno che ne ha maggiore, robe da matti. Perchè guarda che come hai fatto esperienza tu a lavorare la posso fare pure io, se solo mi fosse data l'opportunità.. nemmeno tu sei nato "imparato" (come si suol dire), anche tu assunto sapevi solo la teoria e quella poca pratica fatta a scuola e hai imparato lavorando, idem un laureato che però si presuppone abbia una base teorica e a volte anche pratica maggiore.. e paradossalmente a te viene data l'opportunità di lavorare prima che a chi ha un titolo maggiore. Anche tu meriti un lavoro e magari lo sai fare meglio del laureato, ma alla base ci sta che tu vieni considerato prima perchè "pretendi" meno di un laureato, perchè quando sei diplomato hai 20 anni e posso farti contratti che agevolano di più il datore di lavoro.. ma secondo te questo è un sistema meritocratico?

Silvia,
io cercavo di dire proprio questo che chi merita dovrebbe avere la giusta attenzione e collocazione nel mondo del lavoro, questo è un momento drammatico e lo capisco quando cominciai io non c'erano problemi legatti all'occupazione lavorativa (pensa che io trovai lavoro in una multinazionale mettendo un annuncio su porta portese....), ma spesso e te lo dico per esperienza, quando hai davanti un candidato la prima cosa che ti chiede è quanto prende quante ore si lavora a che ora si entra e a che ora si esce.
Io, e forse dico una cosa che non verrà condivisa, ho notato che le generazioni successive alla mia vivono con il culto del soldo facile del posto da manager delle belle macchine e delle strafiche a bordo e ora tu penserai che è il solito discorso dove si generalizza dove si spara nel mucchio, io parlo per le mie esperienze, ovvio.
Mi sono fatto un culo così per arrivare dove sto e di merda ne ho ingoiata tanta e in un certo senso continuo ad ingoiarla e magari me la sono fatta pure piacere, ma una cosa non ho mai perso, l'umiltà, quello che spesso vedo mancare, oggi in molti individui.

stefy40

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scusate, ho letto un po' di questo topic e mi viene da intervenire, perché mi pare che non si dicono le cose semplici che per prime vanno dette
(intanto complimenti al figlio di Tornado...)
come si fa a confrontare un'uscita dal mondo della scuola e un ipotetico ingresso in quello del lavoro ora, con la situazione di chi ha iniziato vent'anni fa?
quando io sono uscito dall'università, almeno con la laurea da ingegnere il lavoro lo trovavi, che fossi laureato in corso oppure no, e certo che del voto di maturità non gli fregava niente a nessuno
(quando si è laureato mio padre invece ti cercavano le aziende a casa, e con 5 anni di lavoro eri dirigente, per dire che una volta era ancora più facile)
oggi chi consiglierebbe ad un ragazzo non proprio amante della scuola di continuare gli studi dopo il diploma? è vero che ti qualifichi, più o meno -anche se ora il come conta di più- ma è vero pure che sono anni che perdi nella ricerca di un posto perché tanto poi il lavoro non lo trovi comunque
(e mi sa che dobbiamo smetterla, conl'idea che sotto sotto pensiamo che se uno è bravo veramente, quello riuscirà, in qualche modo: purtroppo oggi ci sono quelli bravi veramente che non hanno sbocchi, quello è il problema)
e certo, torniamo al discorso iniziale, in questo quadro qui 100 è buono, 99 già è meno buono; purtoppo il valore della cosa non è in sé, visto che ci sono diecimila buoni motivi per cui uno bravo può non prendere 100, ma nel valore non-inibente del concetto: se hai il massimo può che tu sia preso in considerazione, sennò sei "automaticamente" fuori.
poi può pure succedere il viceversa, magari uno "svorta" perché ha la conoscenza giusta, o per tutta una serie di cause contingenti; ma cercare un'oggettività, in tutto questo, mi pare sempre più difficile...

COLDILANA61

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Dico la mia .

Io ho cominciato nei primi anni 80. e non erano tempi facili neanche quelli (prima di adesso , era il record di disoccupazione)

A quei tempi un laureato tecnico non aveva problemi di trovare ed aveva anche una buona "scelta" .

Quelli classici invece facevano un po' piu' di fatica .

Per i diplomati c'era ancora spazio per i ragionieri ed i tecnici . Ma comunque serviva l'aiutino . Che diventava aiutone se uno voleva entrare al ministero .

Adesso la situazione e' disastrosa : Pochi giorni fa , qui a Milano e dintorni , ho visto un annuncio in cui cercavano un ingegnere in mobilita' ! Per assurdo un laureato tecnico , oggi , fa piu' fatica di allora .

PS: io per anni ho fatto colloqui per giovani diplomati (contratti a termine) ed anche colloqui presso cacciatori (ero io a voler cambiare) .

Altro errore delle imprese italiane (imho) hanno delegato la prima selezione ad enti esterni .
Persone che dovrebbero far assumere un ingegnere aerospaziale o un controller , e spesso non caqpiscono un caxxo ne di uno ne dell'altro . Poi al colloquio con la ditta ci arrivano in tre . Ecco , mi dispiace dirlo , ma in queste condizioni Silvia non arrivera' MAI nei TRE . Se invece le aziende , come ai miei tempi , facessero selezione direttamente probailmente ci sarebbe qualche chance per quasi tutti . Il CV scolastico era un fattore come un altro (certo che vedevo la differenza fra un 36 ed un 60 , ma questa era una conseguenza anche del carattere) .

PS: Spero di non fare come Porga con Palo (  :) ) . Non c'e' nessun cacciatore di teste , qui dentro , vero ?

Panzabianca

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Citazione di: stefy40 il 13 Giu 2013, 23:21
(e mi sa che dobbiamo smetterla, conl'idea che sotto sotto pensiamo che se uno è bravo veramente, quello riuscirà, in qualche modo: purtroppo oggi ci sono quelli bravi veramente che non hanno sbocchi, quello è il problema)
Ste, l'episodio "Il Dentone Guglielmo" celebre interpretazione di Alberto Sordi è del 65... Se se ne parlava già nel 65...(nell'Italia del boom economico) il tuo discorso è valido da sempre e non solo per la critica attualità. Il bravo ha le sue brave difficoltà e a volte non gli basta nemmeno sapere tutto, oggi come ieri.
Il bravo è pericoloso, alza il livello, ti fa lavorare... è problema non già di sistema e di crisi ma, di mentalità.
La crisi la vai a scoprire nella percentuale di medioman a spasso...

Fiammetta

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Citazione di: Freezer67 il 12 Giu 2013, 22:00
Sofia sabato comincia gli esami di terza media, ultimamente sono un padre un po assente, il mio silenzio spesso e' risvegliato dalla inesauribile allegria della mia piccola.
Questi tre anni sono stati molto duri per lei, per via di 5 anni buttati nel secchio dall incapacita' di due maestre veramente inqualificabili, ma con il duro lavoro e soprattuto con l impegno e la dedizione costante e' riuscita ad ottenere un ottima media.
Sono, siamo, orgogliosi di avere una figlia così, ma soprattutto ricevere i complimenti dai suoi professori e come studio e come educazione.
Mi commuove sapere che sta vivendo i primi esami con una maturità che mai avrei immaginato, ma dimentico sempre che lei non è me e nemmeno mia moglie ma semplicemente Sofia con la sua personalità il suo carattere i suoi difetti  :x ed il suo splendido sorriso.
Non mi interessa del voto, mi interessa invece che abbia capito che l impegno paga sempre, e che non bisogna mai mollare, mai.


TVb piccola mia, tvb
Grande Sofia!
E grande Antonio. :luv:

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Palo

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Citazione di: COLDILANA61 il 14 Giu 2013, 00:31
Dico la mia .

Io ho cominciato nei primi anni 80. e non erano tempi facili neanche quelli (prima di adesso , era il record di disoccupazione)

A quei tempi un laureato tecnico non aveva problemi di trovare ed aveva anche una buona "scelta" .

Quelli classici invece facevano un po' piu' di fatica .

Per i diplomati c'era ancora spazio per i ragionieri ed i tecnici . Ma comunque serviva l'aiutino . Che diventava aiutone se uno voleva entrare al ministero .

Adesso la situazione e' disastrosa : Pochi giorni fa , qui a Milano e dintorni , ho visto un annuncio in cui cercavano un ingegnere in mobilita' ! Per assurdo un laureato tecnico , oggi , fa piu' fatica di allora .

PS: io per anni ho fatto colloqui per giovani diplomati (contratti a termine) ed anche colloqui presso cacciatori (ero io a voler cambiare) .

Altro errore delle imprese italiane (imho) hanno delegato la prima selezione ad enti esterni .
Persone che dovrebbero far assumere un ingegnere aerospaziale o un controller , e spesso non caqpiscono un caxxo ne di uno ne dell'altro . Poi al colloquio con la ditta ci arrivano in tre . Ecco , mi dispiace dirlo , ma in queste condizioni Silvia non arrivera' MAI nei TRE . Se invece le aziende , come ai miei tempi , facessero selezione direttamente probailmente ci sarebbe qualche chance per quasi tutti . Il CV scolastico era un fattore come un altro (certo che vedevo la differenza fra un 36 ed un 60 , ma questa era una conseguenza anche del carattere) .

PS: Spero di non fare come Porga con Palo (  :) ) . Non c'e' nessun cacciatore di teste , qui dentro , vero ?
1) Non ti preoccupare, nessun cacciatore di teste in famiglia
2) Purtroppo hai ragione

Tuttavia ci sono cacciatori di teste specializzati. Quelli che lavorano nel settore F&A e quelli che lavorano nel settore tecnologico.

Noi, finché assumevamo (ahimè ora ... "Ristrutturiamo"), facevamo le selezioni dal CV in poi. Poi si andava avanti a colloqui e in base all'intuito di "vecchi praticoni" come il sottoscritto (su una ventina di assunzioni che ho approvato ne ho sbagliata una sola). Uno dei criteri che adottavo, se si trattava di laureati, era la proprietà di linguaggio (il corretto uso delle parole) e la conoscenza elementare della grammatica (che se io troverei uno che mi sbaglierebbe il congiuntivo non lo assunsi  :=)) ) e poi il test "firma" (inaccettabile la firma cognome nome).

E, dirò di più, se devo prendere un commerciale lo prendo con il diploma di geometra (siamo nel settore della chimica per costruzioni). Più umili, affamati e motivati di un ingegnere (io sono ingegnere, mio figlio pure, mio suocero pure ed addirittura accademico) che arriva e pretenderebbe di vendere un additivo per calcestruzzi in giacca e cravatta. Manca l'umiltá di capire che, laurea con 110 o diploma con 36, quando entri nel mondo del lavoro sei "nessuno" e anche l'uscere ti può insegnare qualcosa. Una delle più grosse soddisfazioni me le ha date un venditore che ha la terza media e che, prima di venire da noi, faceva l'autista di un manager. Aveva fame ed umiltà. In 5 anni ha portato una zona a moltiplicare il suo fatturato per 8! Ed il suo stipendio per 3 ...

Tornado

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uaoo...anvedi vi lascio soli n'attimo ed è partita una bella discussione!!
Intanto un salutone a freezer e un'abbraccio a sofia. Poi un bentornato all'ex pasquino. E grazie a tutti per gli auguri a matteo.

Riguardo al dibattito dico solo una cosa...che lo studio e i bei voti...rimangono innanzitutto una soddisfazione personale e culturale! Riguardo al lavoro, purtroppo (anche dove sto io) i meriti non vengono spesso compensati. Va avanti e viene "promosso" chi fa da scendiletto al capo...perchè alla fine dopo anni ci si ritrova con i gradi di "direttore" ma senza avere la minima capacità conoscitiva. Ed è gente che ha usato i libri solo come fermacarte....
Reazioni? Tanta rabbia e un forte senso di ingiustizia....

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