Questo articolo è un saggio d'incompetenza giuridica, che per portare avanti una tesi passa sopra a tutta una serie di dati di fatto. Perchè queste cose non le fanno scrivere da qualcuno che abbia studiato un minimo? Ma fare un po' di ricerche no?
Per dirne una, il tribunale non si chiama neanche più "Sacra Rota", da decenni, e non è vero che la dichiarazione di nullità da parte del tribunale ecclesiastico esclude automaticamente il mantenimento: si applica di regola la disciplina del matrimonio putativo e il tribunale civile decide in autonomia se la moglie ne abbia diritto o meno.
Non è nemmeno scontato che le sentenze della Rota Romana siano delibate dalla Corte d'appello della Repubblica Italiana, anzi, in giurisprudenza si sta facendo strada l'uso di non delibarla (forzando il diritto per delle condivisibili ragioni di giustizia sostanziale) se sono passati molti anni anni dalla celebrazione delle nozze.
Inoltre, considerato il diritto ecclesiastico della Repubblica italiana, il rischio paventato alla fine che ogni confessione decida in materia matrimoniale per conto suo è INESISTENTE, perchè non esiste un matrimonio di qualsiasi altro culto con effetti anche civili. Il paragone finale con la Gran Bretagna, con sentenze basate sulla sharia che ledono i diritti delle donne e dei figli, è pure infondatissimo: se anche un giorno venisse a esistere un matrimonio islamico con effetti civili (cosa che al momento appare veramente remota) eventuali sentenze di ripudio (credo che sia questo a cui si allude) non sarebbero in ogni caso delibabili perchè contrarie all'ordine pubblico: si tratta di un'altra bestialità giuridica.
L'unica cosa che condivido è che una persona non credente, se non altro per coerenza, non dovrebbe mai contrarre un matrimonio concordatario, ricordiamo, non è un doppio matrimonio religioso e civile, ma un matrimonio religioso con effetti civili. Nulla osta che si celebri prima un matrimonio civile e poi un matrimonio esclusivamente religioso per compiacere i parenti (la doppia celebrazione è d'altronde il modo in cui si sposano gli appartenenti a tutti i culti che non hanno ancora stipulato intese con lo Stato italiano, o anche i cattolici non italiani che si sposano con rito cattolico in Italia, senza poter avere effetti civili).