Okay, sono stati tre mesi obiettivamente di merda. E forse è pure troppo poco. Diciamo di abisso. In tre mesi ho visto andar via due persone care nel modo più orribile. Ho affrontato tante "partenze" nella mia vita. Alcune fisiologiche, altre molto meno. Non avevo mai visto però una persona spegnersi lentamente tra atroci dolori.Andarsene in un mese e poco più, peggiorare di giorno in giorno. Una sensazione di impotenza, rabbia e frustrazione indicibili. Però, è andata così.
Mi sono fatta una cultura su argomenti di cui avrei preferito continuare a non sapere un beneamato piffero. Ho fatto un "Magnifico" tour di ospedali e cliniche romani, e ho dovuto constatare l'inumanità di certi medici coi quali non ho potuto fare a meno di scazzare (d'altra parte già in condizioni normali la saccocciata de vaffanculi freschi, come dice mia zia, ce l'ho sempre pronta) . E ho cercato di stare su il più possibile.
Da zero esperienze del genere a due, praticamente in una botta sola...non sono riuscita nemmeno a realizzare fino a ieri, finito un calvario ne è iniziato un altro.Solo adesso che è tutto finito ho il tempo di pensare.
E' stato un colpo forte per me.Che posso dire, ho imparato che posso sopportare anche questo, in qualche modo. Lo sto sopportando, e lo sopporterò. Cadrò ogni tanto, forse- sicuramente. Ma come dico sempre, per terra non posso rimanere. Devo alzarmi e..... se riesco, aiutare ad alzarsi chi in questo momento non ci sta riuscendo. E' stata una pessima esperienza, ma tutto serve a crescere in qualche modo. Ho imparato a prenderla con filosofia per quanto possibile....mi viene sempre in mente una frase di Gandalf in questi casi : "Molti di quelli che vivono meritano la morte e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Noi non possiamo decidere, possiamo solo decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso". Anche se è poco, aggiungo io. Grande Gandalf.