"Ormai non è più la Lazio, ora è Lotito, presidente della Lazio". Parola di Vincenzo D'Amico, uno che di stoccate al patron biancoceleste se ne intende. "I tifosi non riescono più ad identificarsi con nessun giocatore - continua l'ex biancoceleste - sono stati indotti a perdere amore e passione nei confronti del club". Ai microfoni di Sport 1, D'Amico ne ha per tutti, anche per Mario Balotelli: "Sarebbe stato utile, per lui, un allenatore come Maestrelli, lo stesso che ho avuto io. Ma, forse, neanche lui avrebbe potuto far qualcosa". Non può mancare un ricordo della sua Lazio scudettata e di quel fantastico gruppo di uomini, ancor prima che di giocatori: "Eravamo un gruppo disbandati, di pazzi scatenati. Ogni tanto qualcuno aveva voglia di sparare, si usava anche la pistola, a volte i bersagli erano umani. Maestrelli era un grande, il vero artefice di quei successi. Quando morì, quella Lazio smise di vincere. Io? Per il fisico che avevo sono stato il più grande calciatore di tutti i tempi".
A vince', mabattanaffabculo va...questo s e cotto quei 2 neuroni cge gli avanzavano