A me fanno indifferenza, anzi mi diverto a sterminare ogni genere di insetto o ragno.
Da moribondi li prendo per una zampa o per un'ala e tenendoli ad una distanza di sicurezza ne scruto gli occhi e la loro morfologia generale.
Da prassi poi li getto nel water e tiro lo sciacquone gustandomi la scena.
Da ragazzino una colonia enorme di calabroni fece il nido all'interno di una casa in costruzione ma abbandonata, di fianco casa mia, che era infestata di questi enormi insetti grossi come un accendino.
Mia madre ne era terrorizzata e per correre in suo aiuto prendevo lo strofinaccio della cucina e gli davo la caccia affinché non li colpissi.
Tenevamo i conteggi: oggi 8, ieri 12 e così via.
Lei fu punta e finì all'ospedale.
La faccenda era così seria che divenne notizia a livello nazionale con l'invio di una troupe del tg2 che venne a farci un servizio e quelli del
Messaggero ci fecero un articolo.
Fotografarono mamma sull'uscio di casa con uno strofinaccio in mano e il grembiule, le chiesero di raccontare il suo episodio.
Lei sì vergognò tanto quando vide quella foto sulla cronaca di Roma, tenemmo il giornale ovviamente, col suo nome e cognome storpiati( la chiamai in quel modo per anni) e questa foto che lei odiava.
La troupe del tg2 invece, mentre riprendeva la casa dei calabroni( era una specie particolarmente pericolosa) intercettò un gruppo di ragazzini che usciva dalla scuola elementare con i grembiuli blu e il fiocco: all'edizione del giorno dopo delle 13, ci sono io che indico urlando un calabrone che veniva verso di noi e scappammo poi tutti in una direzione.
Ridiedero la linea allo studio.
Da quell'episodio mi sono dato l'incarico che mantengo ancora oggi, di sterminatore di insetti e ragni, sempre con uno straccio da cucina come da tradizione,
oppure asciugamani.