Stavolta ho bisogno di sfogarmi io, anche perché ho paura di entrare in un loop da cui non trovo uscita.
Se vi ricordate, sono portatore di protesi acustica (ma parlo tranquillamente e leggo il labiale, suoni li sento ma non li associo, tipo: se mi parli alle spalle sento il suono della voce ma non posso sapere cosa hai detto).
Da mesi sto lavorando sodo per meritarmi una promozione professionale (ed economica!) perché sapevo che prima o poi un collega se ne sarebbe andato e ardevo dalla voglia di essere preso in considerazione per la sua successione, forte dei risultati portati e dimostrati.
Ora questo collega ha dato le dimissioni e da Gennaio si aprirà la candidatura per quel posto.
Il grillo che mi è saltato alla testa è che in questi ultimi mesi ho ricevuto molti approcci lavorativi da società concorrenti e non per un ruolo analogo a quello che cerco di ottenere qui.
Alcune società non le ho prese in considerazione, mentre altre trovavo intrigante la proposta e sono andato ai colloqui.
In questi colloqui è emerso che ho ottime competenze per quel che si richiede, sarei un ottimo candidato per quella posizione, ma c'è un grosso ma che a ogni colloquio raffredda gli animi degli interlocutori: quando si parla di come affronterei il lavoro menziono che non sento al telefono e lavorerei completamente via mail, whatsapp, con difficoltà anche via camcall ma si può sopperire.
Il cambio di espressione degli interlocutori è evidente. L'aria si fa pesante.
Ed ovviamente io capisco subito.
Puntualmente "mi faranno sapere" e "nonostante tante qualità bla bla bla è stata fatta un'altra scelta".
E' chiarissimo perché non vengo scelto, non c'è bisogno di dirmi che viviamo in un mondo dove se hai 3 righe d'istruzione scritte su un foglio preferisci sempre chiamare e farti dire passo passo cosa fare (oltre per ignoranza perché pesa il culo leggere e magari imparare, la colpa sarà sempre di chi ti spiega le cose).
L'ultimo colloquio, a cui tenevo particolarmente mi è stata come una batosta tremenda che stavolta non ce l'ho fatta e ho pianto per tutto il tragitto fino a casa.
Oramai sono convinto che a Gennaio si verrò preso in considerazione per la promozione ma sceglieranno un nuovo collega da fuori a cui cmq dovrò fare da chioccia (già fatto verso altri colleghi superiori).
Ma quindi a 39 anni ho raggiunto già il mio limite massimo di crescita e non per ignoranza?
Non ho più margini ne qui nè fuori?
Posso capire che magari manca la laurea per quel posto, ti iscrivi all'università e qualche anno dopo sei laureato.
Posso capire uno che è bravo ma non si applica, due ceffoni ben assestati e vedi come si applica.
Ma un sordo come pone rimedio?
Tipo ieri: scrivo una mail a un cliente chiedendogli due informazioni due, tempo 5 minuti questo cliente chiama un collega e vuole dettare le risposte da darmi. Il mio collega insiste nel dirgli di rispondermi alla mail che tanto ha il cellulare in mano. Nulla da fare, la risposta va detta a voce al cellulare e riferita a me.
Prima perculavo clienti del genere e con me i miei colleghi, per la coglionaggine loro.
Ora invece una situazione del genere mi incupisce, mi rimbomba in testa che questo è il mio limite, oltre non posso andare.
Purtroppo vedo nero, pesantemente nero.
Ho sempre affrontato la mia sordità di petto, non facendomi frenare da nulla.
Ma stavolta non riesco davvero, non riesco assolutamente a scrollarmelo dalle spalle
Non ero pronto ad accettare la sordità come impedimento professionale.