Ce so andato a parlà ieri e stamattina (qui non sono esseri irraggiungibili). Ormai ci vediamo per discutere a cadenza mensile. Lui sa che sono prossimo a cambiare e che le offerte ce le ho, però non vorrebbe perdermi. Il fatto è che qui devo sudare per chiedere il minimo (non lavorare con un stronxo che tutti evitano come la peste e sotto il quale mi sono ritrovato da buon ultimo; pare che le aziende funzionino come la vecchia leva militare) e quindi diventa complicato, che so, chiedere un progetto perchè quando mi hanno concesso il minimo (l'ultima cosa è stata quando ho chiesto di non stare in ufficio con un altro italiano, altrimenti non avrei migliorato mai il francese: 5 mesi ci hanno messo a spostarmi) mi fanno sempre "non ha idea di che fatica ho dovuto fare per ottenere questa cosa."
Io lo capisco che probabilmente la tattica di ogni direttore di fronte al malessere di un collaboratore è temporeggiare, magari facendo leva su un carattere del proprio interlocutore votato alla pazienza e alla fiducia nelle promesse altrui, però qui con me si è esagerato alla grande. Il fatto è che, razionalmente parlando, forse è venuto il momento di cambiare aria, ma a me costa farlo dopo un anno e mezzo. Sa proprio di fallimento.