Citazione di: FatDanny il 28 Ago 2020, 23:19
1) la seconda legge della termodinamica fa riferimento a qualcosa, energia che diviene.
Anche la semplice e pura convenzione umana del tempo (l'ora che scorre) è un divenire.
Quindi il Tempo esiste solo in rapporto ad un divenire.
E come pessimo organo di stampa.
2) un solo tempo è pura convenzione astratta. La realtà materiale è fatta di più tempi.
Il tempo della farfalla non è quello della quercia che non è quello dell'essere umano, che non è quello del romanista.
quantitativamente E qualitativamente.
Tra gli stessi esseri umani ci sono tempi diversi: circolare (es. contadino), decrescente (il tempo del prodotto), simultaneo (il tempo delle tradizioni sedimentate in varie epoche), disomogeneo (il tempo dei processi storici), etc
Il tempo può essere uno e omogeneo (pura quantità) solo per convenzione, per ricondurre tempi diversi alla astratta concettualizzazione umana, mai nella concreta realtà.
La confusione tra convenzione e realtà, in cui i tempi diventano IL tempo e le Storie diventano LA Storia, è il primo passo (compiuto in prima battuta dal cristianesimo) mosso dall'Occidente per concepure il mondo come estensione del proprio specifico Sé.
3) Pan ha ragione.
Così, di principio.
1) la seconda legge della termodinamica dà un senso al tempo, lo rende un vettore.
È questa la fondamentale differenza, quando parliamo di esistenza del tempo.
Se pensiamo a tutte le altre maggiori teorie fisiche, il tempo è simmetrico.
Nei sistemi conservativi, pensiamo a una moneta che viaggia nello spazio, il concetto di tempo perde completamente di significato. Diventa inutile, scientificamente e filosoficamente. Non c'è divenire sensibile, non c'è accadimento di eventi da classificare.
Ma la legge della entropia è universale, e senza considerare il tempo come un vettore non sarebbe valida.
Il tempo non può, semplicemente, non esistere.
2) un solo tempo in prossimità di una discontinuità quale quella del nocciolo da cui il big bang, un sistema in quiete, non può essere una convenzione ma l'unica soluzione possibile. A meno di non riscrivere le leggi della fisica.
Il resto è filosoficamente interessante, la percezione del tempo è soggettiva.
E non solo, la filosofia si mischia spesso con la scienza. Se ci troviamo a 3 km di distanza e tu urli, io sentirò il tuo urlo dopo circa 10 secondi (un po' meno). Questi 10 secondi di tempo rappresentano un limbo. Non sono presente, passato, né futuro.
Questi 10 secondi sono una lacuna, nella definizione di tempo, e ne minano l'utilità operativa, quindi la stessa essenza.
3) convengo.