Belfagor ha sterminato i miei anticorpi per lungo tempo. La mia memoria ancora mi dice che è la cosa più paurosa a cui abbia mai assistito. Un trauma che rimane perché mi hanno regalato il dvd dello sceneggiato circa 4 anni fa e ancora non l'ho mai visto.
Come trauma non televisivo e che ancora incombe sulla mia psiche c'è la paura di annegare che credo, cioè sono sicuro, sia dovuto a quando ebbi la percezione di stare annegando. Avevo 4 anni ed ero in vacanza a Scauri, e chissà forse ho incontrato anche Fiammetta, quando mio fratello e mio cugino - più grandi di me - mi abbandonarono in mezzo all'acqua e io rimasi con la testa in ammollo per un po'. Non credo che rischiai veramente di annegare ma ripeto fu la percezione che mi bloccò per tanti anni. Ancora oggi non so nuotare bene e non ho fiducia nell'acqua. Se mi convincete a prendere un pedalò, passerei tutto il tempo a sudare freddo; quando vedo quelle fotografie di bellezze sul lettino in mezzo al mare, al largo, ecco è meglio che mi concentro sulle forme della signorina: non concepisco proprio lo stare al largo quando sotto ci sono x metri. Quelle foto hanno su di me un effetto contrario a quello che dovrebbero suscitare.
Dario Argento fino a Phenomena è stato un regista meraviglioso, grezzo, libero e spericolato come un subconscio; visionario e sperimentalista: un vero autore di genere, eccezionale anche se 'sgrammaticato' (intendo grammatica del cinema). I suoi film sembrano ancora oggi avere un tocco amatoriale. Ma quella era la sua potenza, la sfacciataggine che ti lanciava a capofitto nella paura.