VENTO TESO
Vento teso e forte che da levante,
salmastro portator di vita,
innalza bianchi ciuffi di spuma
schiaffeggiando grigio il mar.
Il suo penetrar nel tardivo estivo cotone,
palpiti suscita in me di rigor inverno.
Lontana ormai è la mia prosa a te dedicata,
eppur vicina nel tempo sta.
Di Enea il lido lontano non è,
quando riveder potrò i lucenti
tuoi occhi, nel volto ridente tuo incastonati?
Sparse conchiglie sull'umida rena
Che più non abbraccia i lucidi corpi,
Caldi di estivo desiderio mai sopito,
ammiccante e sonnolento.
Sospinge il mare di mitili i resti
Sulla deserta spiaggia spumeggiando lieve.
E mi rammenta ancor la calda estate
Che or ora passò, e nulla rimase in me,
Sol che l'acqua salsa nella tesa inutilmente mano.
Stormi di gabbiani silenti, celeste solcano l'aere
Verso il tramonto, dove il calante sole
Sparge i suoi teneri raggi
Che più non bruciano l'ambrata mia pelle
Che avvampò al leonino d'agosto domino.
Cambia il colore la natura intorno
Or che il sol scompare dietro il forte Sangallo,
mentre il Circello monte di bruma s'ammanta lavanda.
Respiro del mar, l'onde bacian la sabbia,
Ed io vorrei esser l'une e l'altra
Per lenir d'amor l'arsura e d'amor bere.
Si fa sera e il disco di rame infuocato
Cerca ristoro tra le oscure nubi,
infiammando il cielo prima di nascondersi sotto l'orizzonte mare.
Il respiro lento e possente di Poseidone
Cullerà anche stanotte la mia sempre più stanca anima,
E la consegnerà tra le pietose e amorevoli braccia di Morfeo,
Finquando l'astro bronzeo sorgerà a levante
Sul da Pegaso trainato carro, fremente e scalpitante,
lanciato verso un nuovo inconosciuto giorno.
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