Citazione di: purple zack il 16 Set 2020, 16:27
comunque facevo l'esempio con la comunicazione o le maglie. nel senso che le maglie fanno storia a sé, non entrano nel risultato sportivo, quindi le posso commentare al di là del risultato sportivo.
comunque sono anni che lo dico, sapete la mia opinione sul tema:
la Lazio fa mercati insoddisfacenti almeno dal 2015 senza soluzione di continuità, eppure è la società che è cresciuta di più in questi 5 anni.
il che ci porta a riconoscere che la società opera sul mercato con modalità diverse da quelle a cui noi siamo abituati, con risultati comunque soddisfacenti.
Faccio l'avvocato del diavolo: se parliamo da tifosi io sono stra d'accordo con te. Quando ero piccolo il mercato mi interessava il giusto (=niente), aspettavo l'inizio delle amichevoli per vedere le facce nuove che magari avevo già inquadrato in passato con altre maglie per vedere come gli stava la nostra oppure mi emozionavo se li vedevo dannarsi per la mia causa. E quindi credo che quello rappresenti l'essenziale, oggi le cose sono cambiate perché il calciomercato è diventato un bombardamento mediatico a favore di business e quindi come tale è assurto a motivo di confronto/scontro OLTRE al campo. Una specie di campionato a parte (con tutti gli annessi e i connessi della finanza, dei video su YouTube, delle statistiche di transfermarket, etc.).
L'altra faccia della medaglia, però, è l'aspetto aziendale, che dovrebbe essere quello che teoricamente interessa di più a chi poi il calciomercato lo gestisce. Tu dici che la Lazio è la squadra/società cresciuta di più negli ultimi anni, ma per un imprenditore, secondo me, i valori sono un mix tra la soddisfazione del tifoso (che va in estasi per due derby di campionato vinti, per la coppa Italia, per la Supercoppa italiana, e per tutti i risultati in ambito nazionale e cittadino) e la collocazione stabile in determinate caselle che generano introiti, visibilità, credibilità mediatica, notorietà, anche in funzione di quel campionato a parte che è il calciomercato.
Non dico che sia più importante, sono un tifoso, sticaxxi, però ecco diciamo che non si può ignorare che oggi l'hype di far parte stabilmente delle prime 4, di partecipare con regolarità alla competizione internazionale più importante e di corroborare la passione e l'interesse per le prestazioni sportive siano elementi che dovrebbero entusiasmare e a cui dovrebbero ambire ANCHE gli amministratori. Un napule che vince meno della metà dei trofei nazionali della Lazio, ma che si colloca stabilmente tra le prime del campionato e partecipa da anni alla CL, alla fine ne guadagna in termini di fatturato, di seguito, di rilevanza e, perché no, anche di rispetto e di trattamento a livello mediatico (vogliamo aggiungere arbitrale? No, lasciamo perdere).
È una provocazione la mia, sono tifoso, mi interessa vincere o comunque vedere la Lazio giocare, quindi il discorso si esaurisce nella prima parte.
Però è innegabile che l'opinione generalizzata è che la Lazio sia un'ottima squadra NONOSTANTE una gestione societaria un po' vecchio stile, e l'altalenanza dei risultati (coppa Italia, Supercoppa, ma tanti 4 posti sfuggiti spesso in maniera grottesca) fa sì che la crescita non possa mai definirsi completa, almeno secondo i canoni del calcio moderno.
Questo solo per dire che il mercato "deludente", che speriamo tutti venga strasmentito sul campo, è solo funzionale al pensiero un po' Lazialista del 4 posto conquistato con le unghie (e non con la pipa in bocca, ma questa è una mia opinione) che possa diventare un unicum prima di tornare a lottare subito sotto, nel pieno tormentone del "vorrei ma non posso".
Questo solo per cercare di interpretare il malumore di alcuni, trolls e anti lotitiani concettuali a parte.