la testimonianza — Marco Manzi, proprietario del locale assalito racconta al mattino quanto accaduto, di fronte al pub semidistrutto e chiuso: "Al momento dell'aggressione c'era mio fratello, io sono arrivato subito dopo. Erano circa 40 persone, tutte vestite allo stesso modo, senza segni distintivi e con il casco in testa. Laziali? Non lo so, abbiamo pensato alla Lazio per via della partita. Ma di sicuro avevano preso di mira i tifosi del Tottenham, fra i quali c'erano anche persone non più giovani. Hanno inziato a lanciare di tutto verso i tavolini fuori dal pub, facendo scappare chi c'era, poi sono entrati, una parte dall'ingresso principale, un'altra parte da quello secondario, in via del Gallo. Era pianificato tutto, erano organizzatissimi. Hanno isolato gli inglesi lanciando chiavi inglesi, tavolini, ringhiere, tutte intorno. Finché non sono rimasti i tifosi del Tottenham circondati. Lì l'aggressione, poi sono scappati. Forse un inglese ha reagito accoltellando un assalitore. Ma di questo non siamo sicuri".
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