Skyfall

Aperto da Tarallo, 30 Ott 2012, 13:43

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Tarallo

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La mia recensione: una ficata.

Audrey

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bene  :)) (grazie per non aver aggiunto altro)

PS: avrei tanta voglia di non andare allo stadio, stasera, viste anche le avverse condizioni meteo, e buttarmi invece tra le braccia di D.C. :DD
speriamo sia al livello di Casino Royale, Quantum of solace invece mi deluse un po'

Tarallo

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* 111.509
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:DD Have fun.

Magari quando lo hanno visto un po' di netters possiamo tornare qui e fare il gioco delle citazioni cinematografiche.
Io ne ho viste almeno una decina, sia di vecchi 007 che di altri film....

A.Voronin

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Mr. Mojo

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Bello. Grande regia di Mendes.
Un Bond crepuscolare, quasi dark.
Grande Daniel e bellissimi i tanti richiami alla "tradizione" (vedi finale soprattutto)
Un Bond in piena introspezione, che viaggia dentro se stesso, un Bond umanizzato, con tutte le sue debolezze

e poi c'è anche lei

NineTenEightEight

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Sono appena rientrato a casa dopo la "visione" del nuovo 007: 145 minuti di sonno totale, ritmo lento... Ho anche russato.
Per dirlo alla fantozzi: UNA CAGATA PAZZESCA.

Evitatelo.

Mr. Mojo

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assolutamente in disaccordo: gran bel film
direi un Bond oltre Bond
impossibile dormire a meno che non ci si sia fatti di oppio

Audrey

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a me due ore e venti minuti sono letteralmente volate via

sono uscita dal cinema con la tristezza di una bimba che, di un bel gioco, dice: ma già è finito?

perché questo è appunto Skyfall, un mirabolante raffinatissimo divertissement, cioè cinema allo stato puro, grazie agli attori, tutti azzeccatissimi (degno di nota Javier Bardem, che a tratti oscura Craig), persino le Bond girl* sono state oltre le aspettative; grazie a una regia attenta filologicamente ai temi bondiani ma innovativa per ritmo e capacità narrativa; grazie alla splendida fotografia (indimenticabile la scena finale nelle Highlands, con la sagoma del cattivo in controluce che più significativa non poteva essere) aiutata dal formato Imax; per non parlare dei titoli di testa, un film nel film, peculiarità da sempre dell'universo di Bond, resi ancor più coinvolgenti dalla bella voce di Adele

allora, prima che mi dimentico, perché l'età avanza  :P, elenco le prime tre citazioni bondiane che mi vengono in mente (mettete pure le vostre, non voglio dirle tutte, però a 10 non arrivo mica....): Bond consegna al braccio destro di M un rapporto e dice di leggerlo, ma: "Solo per i tuoi occhi" (titolo con Roger Moore dei primi anni 80, se non sbaglio); Bond dialoga con l'agente donna che lo ha colpito e quasi fatto morire, lei si profonde in scuse e lui la giustifica affermando che non è facile colpire un "bersaglio mobile" (titolo sempre con Moore del 1985); Bond dialoga con un giovanissimo e insospettabile Q, si lamenta che la dotazione speciale di armi è scarsa, al che Q gli chiede: "Cosa si aspettava, una penna esplosiva?" secondo me si riferisce a due film: Mai dire mai, remake spurio di Thunderball - Operazione Tuono, con Sean Connery in entrambi i film, in cui Bond uccide una cattivissima dark lady sparandole con una penna modificata (non ricordo se anche in Operazione tuono la cattiva faceva la stessa fine); e si riferisce pure a Goldeneye, il primo con Pierce Brosnan, in cui una penna esplosiva ha un ruolo molto molto importante, usata però da uno dei cattivi

ah, nei miei sogni neanche troppo proibiti alberga sempre più frequentemente Daniel Craig  :clown2:



*iiincredibile amisci: io e Berenice nonsoscrivereilcognome (è l'attrice postata da Mr.Mojo) abbiamo un punto in comune: per entrambe il primo Bond al cinema è stato proprio Bersaglio Mobile nel 1985, non so le sue motivazioni, ma io ci andai perché i Duran Duran cantavano la title track, che, per inciso, è stata la prima canzone fatta per un film di 007 a raggiungere il primo posto in diverse classifiche mondiali  :DD


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kelly slater

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Mah!

L'inizio è fantasmagorico con uno degli inseguimenti piu' belli di sempre.
Poi i titoli di testa in animazione con sotto la megahit di Adele, anche qui splendore puro e tanta emozione.

Pero' poi...
Sceneggiatura e dialoghi lasciano molto a desiderare: scontati quando va bene, scialbi quando va male.
Apprezzabile il metasignificato di tutto il film: l'idea 007 è vecchia, la gran bretagna non conta piu' una ceppa
da una vita, le storie di spie sono la spia che ormai tutto è stato espiato e pure un po' spirato.
In altre parole james bond ha rotto er cazzo.
L'ultimo batman, pe' di', je sega le recchie.
Poi il sosia di de rossi che non sorride mai sta sempre cupo gatto nero, ma l'ironia di uno sean connery o di un roger moore dov'e' finita?
Poi si, Bardem nei ruoli di cattivo psicopatico cripto-gay ci sta sempre bene ( ma dopo non è un paese per vecchi che è una vetta rischia di diventare un deja-vu ).
E il nerd che schiacciando 3 tasti programma dei software che controllano il mondo.
E ancora la figona al casino, yawn...
E tutto il pippone esplosivo nella Casa 2.
E il finale che ci riconduce come sempre all'origine di tutto: la mamma.

Insomma boh, un 6 e mezzo stirato, ma giusto per quel primo quarto d'ora da antologia del cinema.

Tarallo

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Citazione di: kelly slater il 30 Nov 2012, 14:14


Io ho una domanda, e non e' una domanda da finto ignorante che critica i colti ma sottintendendo che lui la sa piu' lunga di loro, no, e' da vero ignorante.

Quelli, come kelly in questo post, che analizzano un'opera (d'arte, diciamo) in base al suo valore relativo al contesto della sua produzione, a opere precedenti e a significati superiori, riescono a godere della stessa opera (se piace, eh) allo stesso livello epidermico, completamente superficiale e istintivo di chi queste analisi non le sa fare? (aggiungo che anche fra questi ci saranno alcuni a cui il film non sara' piaciuto).

La fate questa distinzione? Perche', per fare solo un esempio, pure io ho pensato a No Country For Old Men, ma dopo un secondo virgola 5 me so' detto sticazzi. A parte che c'e' chi non l'ha visto, e questo non puo' sminuire il valore di questo aspetto dell'opera nel contesto soltanto di se stessa, ma anche chi l'ha visto... se valessero solo le opere che attingono ZERO da opere precedenti, saremmo fritti. E poi, valere. Che valore?
Ripeto, che ne e' del valore immediato della fruizione sensoriale di un'opera? E quindi ripeto la domanda: si riesce a fare, sta distinzione?

Mr. Mojo

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Bond è Bond
non si discute

in quiesto caso anche un gran bel film
direi una ri/visitazione del nostro
un ripasso dei clichè
pura spettacolarità

richard

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Citazione di: Mr. Mojo il 02 Dic 2012, 22:08
Bond è Bond
non si discute

in quiesto caso anche un gran bel film
direi una ri/visitazione del nostro
un ripasso dei clichè
pura spettacolarità

bond è bond con Sean Connery, punto.

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Mr. Mojo

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bond travalica l'omini
pensa che a me è piaciuto pure qullo con George Lazenby
gran bel film, forse uno dei mejo

Seamus

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beh allora voi che ne sapete perchè non mi fate una classifichetta dei bond da vedere?

Tipo che mio figlio di 11 anni ha visto questo e vorrei sc .... procurargliene almeno un'altro paio  :beer:

Mr. Mojo

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* 13.192
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inizia dal primo..vedrai scorrere la seconda metà del Novecento, perchè Bond è spirito del tempo, è design, è atmosfera, è estrema sintesi del dato reale
Bond è pop

Bond è una malattia, è una fissa...
io l'ho trasmessa al mio erede

ah!
..non devi mai guardare Bond con l'occhio a persiana del critico....

kelly slater

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* 27.159
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Citazione di: Tarallo il 02 Dic 2012, 13:47
Io ho una domanda, e non e' una domanda da finto ignorante che critica i colti ma sottintendendo che lui la sa piu' lunga di loro, no, e' da vero ignorante.

Quelli, come kelly in questo post, che analizzano un'opera (d'arte, diciamo) in base al suo valore relativo al contesto della sua produzione, a opere precedenti e a significati superiori, riescono a godere della stessa opera (se piace, eh) allo stesso livello epidermico, completamente superficiale e istintivo di chi queste analisi non le sa fare? (aggiungo che anche fra questi ci saranno alcuni a cui il film non sara' piaciuto).

La fate questa distinzione? Perche', per fare solo un esempio, pure io ho pensato a No Country For Old Men, ma dopo un secondo virgola 5 me so' detto sticazzi. A parte che c'e' chi non l'ha visto, e questo non puo' sminuire il valore di questo aspetto dell'opera nel contesto soltanto di se stessa, ma anche chi l'ha visto... se valessero solo le opere che attingono ZERO da opere precedenti, saremmo fritti. E poi, valere. Che valore?
Ripeto, che ne e' del valore immediato della fruizione sensoriale di un'opera? E quindi ripeto la domanda: si riesce a fare, sta distinzione?

Discorso interessante.

Innanzitutto io non mi ritengo particolarmente colto: non sono neanche laureato, figurati, ho lasciato filosofia dopo 10 esami ( pero' avevo una buona media ) e poi ho letto un po', neanche tantissimo, disordinatamente, forse anche un po' superficialmente, di storia, psicanalisi, filosofia.
Non potrei fare una recensione seria su un giornale.
Pero' qui siamo su un forum e mi piace giocare a fare la recensione, ogni tanto.

Venendo al cuore del tuo discorso: la fruizione sensoriale è sempre mediata da fattori culturali, perfino quando assaggi del cibo a occhi bendati o tocchi il corpo di una donna o ascolti il rumore del mare.
Associamo queste sensazioni a esperienze precedenti che abbiamo interiorizzato o storicizzato e a cui la nostra mente fa riferimento secondo il suo sistema di valori.

Guardare un film è la stessa cosa: ci rimanda ad esperienze precedenti, che siano di visione, di lettura o di vita vissuta. Oppure, talvolta, ci propone qualcosa di radicalmente nuovo, il che è estremamente raro.
Considerando poi che i blockbuster hollywoodiani sono un qualcosa a meta' tra un'opera d'arte e un prodotto di consumo abilmente studiato da esperti di marketing, il fattore ripetizione è sempre considerato rassicurante, un po' come il lieto fine.

Ma la novita' a tutti i costi non è indispensabile, anzi.
Personalmente le citazioni mi piacciono eccome, pero' se fatte in un certo modo e con un certo spirito.
Tarantino mi fa impazzire, eppure il suo cinema è tutto un rubare ad altri.
Il modo in cui lo fa pero' mi piace, lo trovo spiazzante, intelligente.

Per citare il tuo esempio, al contrario, vedere Bardem che declina la maschera di no country for old men in una versione leggermente alterata ma sostanzialmente identica mi annoia.
Questo passaggio mentale precede il godimento sensoriale e me lo blocca. Non ce la faccio a dire sticazzi.
Ma ovviamente è una questione di gusti.
Anche le facce è una questione di gusti.
La faccia di daniel craig mi ricorda de rossi e automaticamente mi ispira antipatia.

E ancora: il nerd del MI6 supergenio che col computer riesce a fare cose incredibili mi sembra poco credibile, buttato la', tirato via, ma è una sensazione immediata, non è che ci ho riflettuto ore.
A 14 anni vidi wargames e il ragazzino hacker che craccava i programmi della nato, invece, mi sembrava ( e mi sembra ) mille volte piu' credibile e piu' vivo.

La sceneggiatura l'ho trovata noiosa, come i dialoghi, e queste sono cose meno "sensoriali" e piu' cerebrali.
Mi sembrava di sapere gia' quale sarebbe stata la prossima battuta.
Prendi per esempio un film come inception, dove gia' non ci si capisce un cazzo, ma se ci entri scopri livelli che effettivamente ti sorprendono, ti spiazzano, ti colpiscono.
Qui invece è la fiera dei luoghi comuni.

Non a caso la parte che mi ha conquistato è proprio quella sensoriale dell'inizio, in cui non sai ancora niente della trama ma ti godi un inseguimento coi controrazzi, adrenalina vera, stai in tensione, col fiato sospeso, ti immedesimi nel pericolo e nelle acrobazie e quelle sensazioni producono endorfine.
E poi ti puoi rilassare in quella meraviglia che sono i titoli di testa, con la canzone bella di adele e l'animazione cosi' poetica e dolce.

Per concludere: non è che tu non sai fare le analisi che faccio io, probabilmente le fai diverse, non fai le mie associazioni mentali ma ne farai altre.
Il mio background è diverso dal tuo e nessuno puo' dire quale sia migliore o peggiore.
Pero' sicuramente non è una contrapposizione sensorialita'/mentalita' perche' la mentalita' agisce in ogni caso, sempre, sia per me che per te.

Tarallo

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Citazione di: kelly slater il 05 Dic 2012, 00:46
Pero' sicuramente non è una contrapposizione sensorialita'/mentalita' perche' la mentalita' agisce in ogni caso, sempre, sia per me che per te.
Lo sai che io non ne sarei cosi' sicuro? Mi succede anche coi libri e sicuramente con l'arte visuale. Io ne godo in modo puramente sensoriale, e non ne scopro i risvolti ulteriori se non per analisi volontaria. Forse e' anche per questo che libri e film spesso non li ricordo (in particolare i libri, mi capita molto spesso di poterli rileggere con lo stesso livello di goduria). Non faccio alcuna analisi. Mi metto li' (mi siedo, potremmo dire, nel caso del cinema) e mi lascio "avere" dall'opera.

Boh.

kelly slater

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Citazione di: Tarallo il 05 Dic 2012, 06:32
Lo sai che io non ne sarei cosi' sicuro? Mi succede anche coi libri e sicuramente con l'arte visuale. Io ne godo in modo puramente sensoriale, e non ne scopro i risvolti ulteriori se non per analisi volontaria. Forse e' anche per questo che libri e film spesso non li ricordo (in particolare i libri, mi capita molto spesso di poterli rileggere con lo stesso livello di goduria). Non faccio alcuna analisi. Mi metto li' (mi siedo, potremmo dire, nel caso del cinema) e mi lascio "avere" dall'opera.

Boh.

Secondo me e' perche' te svegli troppo presto la mattina. :p

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Tarallo

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Lazionetter
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Po' esse :DD

Ti faccio un esempio. Dopo non so quanti anni ho interrotto la lettura di un libro che secondo "loro" avrei dovuto adorare. The Pale King, di David Foster Wallace, che mori' durante la stesura, e' un'ode all'alienazione e e' scritto per condurre il lettore alla sensazione completa della stessa. Tutto quanto molto bello, direbbe Pizzul, ma se non se fosse suicidato da solo lo avrei cercato io.
Poi magari l'analisi a livello intellettivo (intellettuale?) dell'opera consente di apprezzarne il valore, fuori dal contesto del piacere che uno deve provare a leggere. Poi magari sbaglio io a scindere...

Me segui?

kelly slater

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Si ma "loro" chi?
Chi è che ti obbliga a leggere un'ode all'alienazione?
Uno deve cercare un livello istintivo pure nell'intellettualita'.
Sicuramente se si legge tanto o magari si ha studiato cose attinenti si hanno piu' strumenti per apprezzare o meno un'opera, ma di certo non si consegue il passaporto per apprezzarla per forza, quell'opera.

Quando ho letto La societa' dello spettacolo di Guy Debord non ci ho capito una sega ma sono rimasto folgorato, e me lo sono riletto e  poi studiato perche' mi aveva colpito tanto.
Lo stesso co Lacan: lo leggo e capisco l'1% di quello che dice pero' mi affascina.
L'Ulisse di Joyce dopo venti pagine l'ho tirato dal balcone.

Non ci si puo' approcciare alla cultura con i sensi di inferiorita' e di colpa: bisogna fottersene, e conservare il senso di curiosita' meraviglia e stupore propri dei bambini.

Se una cosa non ti piglia buttala dal balcone.

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