Citazione di: Tarallo il 02 Dic 2012, 13:47
Io ho una domanda, e non e' una domanda da finto ignorante che critica i colti ma sottintendendo che lui la sa piu' lunga di loro, no, e' da vero ignorante.
Quelli, come kelly in questo post, che analizzano un'opera (d'arte, diciamo) in base al suo valore relativo al contesto della sua produzione, a opere precedenti e a significati superiori, riescono a godere della stessa opera (se piace, eh) allo stesso livello epidermico, completamente superficiale e istintivo di chi queste analisi non le sa fare? (aggiungo che anche fra questi ci saranno alcuni a cui il film non sara' piaciuto).
La fate questa distinzione? Perche', per fare solo un esempio, pure io ho pensato a No Country For Old Men, ma dopo un secondo virgola 5 me so' detto sticazzi. A parte che c'e' chi non l'ha visto, e questo non puo' sminuire il valore di questo aspetto dell'opera nel contesto soltanto di se stessa, ma anche chi l'ha visto... se valessero solo le opere che attingono ZERO da opere precedenti, saremmo fritti. E poi, valere. Che valore?
Ripeto, che ne e' del valore immediato della fruizione sensoriale di un'opera? E quindi ripeto la domanda: si riesce a fare, sta distinzione?
Discorso interessante.
Innanzitutto io non mi ritengo particolarmente colto: non sono neanche laureato, figurati, ho lasciato filosofia dopo 10 esami ( pero' avevo una buona media ) e poi ho letto un po', neanche tantissimo, disordinatamente, forse anche un po' superficialmente, di storia, psicanalisi, filosofia.
Non potrei fare una recensione seria su un giornale.
Pero' qui siamo su un forum e mi piace giocare a fare la recensione, ogni tanto.
Venendo al cuore del tuo discorso: la fruizione sensoriale è sempre mediata da fattori culturali, perfino quando assaggi del cibo a occhi bendati o tocchi il corpo di una donna o ascolti il rumore del mare.
Associamo queste sensazioni a esperienze precedenti che abbiamo interiorizzato o storicizzato e a cui la nostra mente fa riferimento secondo il suo sistema di valori.
Guardare un film è la stessa cosa: ci rimanda ad esperienze precedenti, che siano di visione, di lettura o di vita vissuta. Oppure, talvolta, ci propone qualcosa di radicalmente nuovo, il che è estremamente raro.
Considerando poi che i blockbuster hollywoodiani sono un qualcosa a meta' tra un'opera d'arte e un prodotto di consumo abilmente studiato da esperti di marketing, il fattore ripetizione è sempre considerato rassicurante, un po' come il lieto fine.
Ma la novita' a tutti i costi non è indispensabile, anzi.
Personalmente le citazioni mi piacciono eccome, pero' se fatte in un certo modo e con un certo spirito.
Tarantino mi fa impazzire, eppure il suo cinema è tutto un rubare ad altri.
Il modo in cui lo fa pero' mi piace, lo trovo spiazzante, intelligente.
Per citare il tuo esempio, al contrario, vedere Bardem che declina la maschera di no country for old men in una versione leggermente alterata ma sostanzialmente identica mi annoia.
Questo passaggio mentale precede il godimento sensoriale e me lo blocca. Non ce la faccio a dire sticazzi.
Ma ovviamente è una questione di gusti.
Anche le facce è una questione di gusti.
La faccia di daniel craig mi ricorda de rossi e automaticamente mi ispira antipatia.
E ancora: il nerd del MI6 supergenio che col computer riesce a fare cose incredibili mi sembra poco credibile, buttato la', tirato via, ma è una sensazione immediata, non è che ci ho riflettuto ore.
A 14 anni vidi wargames e il ragazzino hacker che craccava i programmi della nato, invece, mi sembrava ( e mi sembra ) mille volte piu' credibile e piu' vivo.
La sceneggiatura l'ho trovata noiosa, come i dialoghi, e queste sono cose meno "sensoriali" e piu' cerebrali.
Mi sembrava di sapere gia' quale sarebbe stata la prossima battuta.
Prendi per esempio un film come inception, dove gia' non ci si capisce un cazzo, ma se ci entri scopri livelli che effettivamente ti sorprendono, ti spiazzano, ti colpiscono.
Qui invece è la fiera dei luoghi comuni.
Non a caso la parte che mi ha conquistato è proprio quella sensoriale dell'inizio, in cui non sai ancora niente della trama ma ti godi un inseguimento coi controrazzi, adrenalina vera, stai in tensione, col fiato sospeso, ti immedesimi nel pericolo e nelle acrobazie e quelle sensazioni producono endorfine.
E poi ti puoi rilassare in quella meraviglia che sono i titoli di testa, con la canzone bella di adele e l'animazione cosi' poetica e dolce.
Per concludere: non è che tu non sai fare le analisi che faccio io, probabilmente le fai diverse, non fai le mie associazioni mentali ma ne farai altre.
Il mio background è diverso dal tuo e nessuno puo' dire quale sia migliore o peggiore.
Pero' sicuramente non è una contrapposizione sensorialita'/mentalita' perche' la mentalita' agisce in ogni caso, sempre, sia per me che per te.