IRAP su plusvalenze?

Aperto da Limesiano, 28 Dic 2012, 11:45

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Pergianluca

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Citazione di: Limesiano il 28 Dic 2012, 13:21
Questo mi sembra un po' meglio... Comunque secondo me hanno ragione le società, non si tratta di cessione di contratto... Vedremo...

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-12-28/irap-calcio-assist-consiglio-101539.shtml


Irap vs calcio: l'assist del Consiglio di Stato per un contenzioso che dura da più di un decennio

di Gian Marco Committeri



La partita dell'Irap sulle plusvalenze derivanti dalla cessione dei calciatori volge al termine, ma il risultato finale resta in bilico. A distanza di 11 anni dalla risoluzione n. 213/E del 19 dicembre 2001 con cui l'agenzia delle Entrate aveva sancito l'imponibilità delle plusvalenze ai fini del tributo regionale, ecco il parere del Consiglio di Stato (n. 5285 dell'11 dicembre 2012) a confermare la bontà delle tesi dell'amministrazione finanziaria.
Si tratta di una posizione "pesante" che certamente consentirà al Fisco di affrontare con maggior vigore i numerosi contenziosi aperti con le società calcistiche anche se, ovviamente, l'ultima parola spetta alla Corte di cassazione che presto sarà chiamata a pronunciarsi.

Dalla sentenza Bosman al contenzioso Irap
La soluzione della questione (che interessa molte squadre di calcio per annualità dal 1999 al 2007) si fonda sulla natura del "bene" che viene trasferito: se si tratta di un bene immateriale strumentale non potrà che generare plusvalenze (o minusvalenze) soggette ad Irap. Il tema si pone giacché a seguito della sentenza Bosman (i cui effetti sono stati recepiti nell'ordinamento nazionale con la legge 586/96) non esiste più un diritto autonomo ed economicamente valutabile ("indennità di formazione e promozione" o "parametro") distinto dal rapporto di lavoro dipendente che lega il calciatore al club.
Le prestazioni sportive dell'atleta sono utilizzabili solo ed esclusivamente sulla base del contratto di lavoro che viene sottoscritto tra la società e il calciatore. Ne consegue, quindi, che pur essendo pacifico che solo grazie al preventivo accordo tra le due società, cedente e cessionaria, la seconda può dar vita a un nuovo rapporto di lavoro subordinato con il calciatore, l'acquisto del "diritto" in questione rappresenta una condizione necessaria ma non sufficiente per arrivare ad ottenere le prestazioni del giocatore. Vi sarebbe cioè una scomposizione dello schema negoziale: accordo tra le società e il calciatore per il trasferimento, risoluzione anticipata del contratto in essere con la società cedente, stipulazione del nuovo contratto tra calciatore e società cessionaria (i cui contenuti potrebbero essere anche ignoti al club cedente).

Il diritto che viene trasferito tra le due società, in sostanza, è il solo diritto a contrarre con il calciatore in virtù della risoluzione anticipata del rapporto con la società cedente, la quale acconsente in cambio del corrispettivo pattuito. Questa è la struttura negoziale addotta dai club calcistici a sostegno della irrilevanza delle somme incassate ai fini Irap: non si tratta della cessione di un bene immateriale strumentale con un'autonoma funzione produttiva (la quale è garantita solo ed esclusivamente dalla sottoscrizione, successiva, del contratto tra società cessionaria e calciatore) né di una mera cessione del contratto ex articolo 1406 del Cc.
Le Entrate giocano sull'«abuso di diritto»

La tesi del Fisco, ovviamente, è diametralmente opposta e si fonda sulla riconducibilità dello schema a quello della cessione del contratto, a nulla rilevando il fatto che nelle operazioni vengano molto spesso modificati elementi fondamentali dell'accordo originario tra società cedente e calciatore (in primis la durata e il corrispettivo).
Il parere del Consiglio di Stato sposa proprio questa tesi affermando che la possibile diversa regolamentazione del rapporto tra la nuova società e l'atleta non è di per sé sufficiente a influire sulla qualificazione giuridica della fattispecie, precludendone la riconducibilità allo schema della cessione del contratto. Ancor più forte risulta l'affondo finale in cui viene detto, senza mezzi termini, che il frazionamento di un'operazione economica sostanzialmente unitaria deve essere «funzionale al soddisfacimento di interessi meritevoli di tutela», evenienza questa che non viene riscontrata nel caso prospettato non potendosi ritenere tale «quello fiscale consistente nel risparmio d'imposta».
Ecco, quindi, che anche su questo tema fa la sua comparsa il concetto di «abuso del diritto», ormai una sorta di passepartout per l'Agenzia delle entrate.
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Almeno il redattore di questo articolo è dei nostri.
Non mi è chiaro in che veste si sia pronunciato il Consiglio di Stato (organo giurisdizionale costituzionalmente privo della garanzia di indipendenza dal potere esecutivo).
Non credo quale giudice dell'impugnazione delle decisioni delle Commissioni tributarie.
Qualcuno ne sa di più?

Pergianluca

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Citazione di: Rick il 28 Dic 2012, 12:10
SEMI-OT

Al di là degli schieramenti calcistici credo sia una cosa sacrosanta.

Bisogna che in questo paese comincino a pagare le tasse anche tutte quelle categorie che non le pagano mai.
Così è generico.
Il quesito è: il tributo, considerato il tipo di operazioni, è dovuto o meno?
Nella seconda ipotesi (finora sostenuta, da quanto ho capito, dai Giudici triburari), dire che sia sacrosanto che le società paghino tasse non dovute sarebbe superficiale e demagogico

Sercio69

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Citazione di: Chuppy il 28 Dic 2012, 13:25
ed il contenzioso può rimanere aperto sine die, o è prevista una data limite che ne prescrive la validità?

In campo penale i termini di prescrizione non sono interruttibili fino alla definizione del procedimento, che deve concludersi necessariamente entro un determinato periodo altrimenti è lo stato stesso che rinuncia all'irrogazione della possibile sanzione.
In campo amministrativo - tributario (come nel settore civilistico), poichè si tratta di interessi contrapposti tra le parti, i termini di prescrizione si interrompono quando il diritto viene esercitato, ossia quando una parte reclama all'altra l'esistenza di un'obbligazione. Nella fattispecie, l'ADE ha esercitato il proprio diritto emettendo l'avviso di accertamento che poi è l'oggetto stesso del contenzioso.
Ne consegue che il contenzioso può andare avanti anche 30 anni se l'esercizio del diritto viene effettuato entro i termini previsti.
Poi possiamo disquisiìre sulle lungaggini dei procedimenti giudiziari italiani (soprattutto nel settore civilistico) che cia sono costate numerose "cazziate" con tanto di multe da parte dell'Unione Europea, ma qui passiamo in un altro campo....


Citazione di: Biafra il 28 Dic 2012, 13:18
Io ero convinto che dopo le commissioni provinciali e regionali si finiva in cassazione.
Boh, aspettiamo gli esperti del forum.

E' così. Infatti questo è un semplice parere, e non una sentenza, prima del definitivo pronunciamento della Cassazione. Presumo che sia stata proprio la Cassazione a richiedere un parere (non vincolante) del Consiglio di Stato.


Citazione di: Biafra il 28 Dic 2012, 13:06
Temo sia una brutta tegola perché la società non ha accantonato neanche un euro al fondo rischi per questi contenziosi.
Sarei felice di sbagliare ma credo che l'impatto sul conto economico sarà di 8,6 milioni (addio campagna acquisti invernale e non solo..  :xx)


Ho notato anche io la stessa cosa, e questa è tutt'altro che una notizia positiva.

Sercio69

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Citazione di: Pergianluca il 28 Dic 2012, 14:22
Così è generico.
Il quesito è: il tributo, considerato il tipo di operazioni, è dovuto o meno?
Nella seconda ipotesi (finora sostenuta, da quanto ho capito, dai Giudici triburari), dire che sia sacrosanto che le società paghino tasse non dovute sarebbe superficiale e demagogico

Ma il tuo quesito non è un problema di poco conto.
Il 99,99% dell'evasione fiscale è dovuta ad interpretazioni diciamo "a proprio vantaggio" delle norme tributarie, che a loro volta non è che siano il massimo della chiarezza e, per questo, sono terreno fertile dei furbetti.
Del resto se chi va in giro con SUV da 80 mila euro riusulta di fatto essere un nullatenente per il fisco, è perchè, magari, con artifizi più o meno sofisticati riesce a far risultare che il reddito è stato prodotto nel punto A anzichè nel punto B, oppure dal soggetto X anzichè dal soggetto Y, oppure che quel SUV serve per l'attività aziendale anzichè, come è, per andarci in giro a sgommare in barba a chi paga regolarmente le tasse in anticipo e senza poter dire neanche una parola. Ed è per la stessa ragione che oggi ci troviamo tutti a pagare l'IMU, a vederci aumentate le addizionali regionali e comunali, a veder aumentate le accise sulla benzina, a vederci tagliate pensioni e stipendi, ecc.
Diciamo che da altre parti i furbi esistono lo stesso, ma qui, grazie alla mancanza di chiarezza delle nostre norme tributarie, riescono a nascondersi meglio.

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Se ho ben capito, per noi il rischio sarebbe di 8.6 MEUR.

Qualcuno è in grado di quantificare il rischio per le cacche? No, perché, a certe condizioni, io ci starei pure ... (Al di la delle giuste considerazioni sul dovere di pagare le tasse).


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Sledgehammer

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Citazione di: Palo il 28 Dic 2012, 15:30
Se ho ben capito, per noi il rischio sarebbe di 8.6 MEUR.

Qualcuno è in grado di quantificare il rischio per le cacche? No, perché, a certe condizioni, io ci starei pure ... (Al di la delle giuste considerazioni sul dovere di pagare le tasse).


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le loro sono puzflautelenze

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Citazione di: Palo il 28 Dic 2012, 15:30
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Qualcuno è in grado di quantificare il rischio per le cacche? No, perché, a certe condizioni, io ci starei pure ... (Al di la delle giuste considerazioni sul dovere di pagare le tasse).


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Tanto paga la banca, come ha sempre fatto... Quindi a loro non je cambia una virgola

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Citazione di: Palo il 28 Dic 2012, 15:30
Se ho ben capito, per noi il rischio sarebbe di 8.6 MEUR.

Qualcuno è in grado di quantificare il rischio per le cacche? No, perché, a certe condizioni, io ci starei pure ... (Al di la delle giuste considerazioni sul dovere di pagare le tasse).


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Si, il rischio è stato quantificato in 8.6 milioni nell'ultimo bilancio della SS Lazio.
Considerato che gli accertamenti sono relativi al 2001 e al 2002 (la fine dell'era Cragnotti) credo che siamo i più esposti viste le politiche di bilancio di quel periodo fatte perlopiù di plusvalenze (vere o fittizie).

PS. Le merde sono esposte solo per 1.4 milioni peraltro già coperti negli anni precedenti con accantonamenti al  fondo rischi per contenziosi tributari.

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Citazione di: Sercio69 il 28 Dic 2012, 15:14
Ma il tuo quesito non è un problema di poco conto.
Il 99,99% dell'evasione fiscale è dovuta ad interpretazioni diciamo "a proprio vantaggio" delle norme tributarie, che a loro volta non è che siano il massimo della chiarezza e, per questo, sono terreno fertile dei furbetti.
Del resto se chi va in giro con SUV da 80 mila euro riusulta di fatto essere un nullatenente per il fisco, è perchè, magari, con artifizi più o meno sofisticati riesce a far risultare che il reddito è stato prodotto nel punto A anzichè nel punto B, oppure dal soggetto X anzichè dal soggetto Y, oppure che quel SUV serve per l'attività aziendale anzichè, come è, per andarci in giro a sgommare in barba a chi paga regolarmente le tasse in anticipo e senza poter dire neanche una parola. Ed è per la stessa ragione che oggi ci troviamo tutti a pagare l'IMU, a vederci aumentate le addizionali regionali e comunali, a veder aumentate le accise sulla benzina, a vederci tagliate pensioni e stipendi, ecc.
Diciamo che da altre parti i furbi esistono lo stesso, ma qui, grazie alla mancanza di chiarezza delle nostre norme tributarie, riescono a nascondersi meglio.
Ripeto, così rimane un discorso generico:  la farraginosità della legge, i furbi che si avvantaggiano a danno della collettività, pagare tutti per pagare meno, e così via.
Bei discorsi che, però, rimangono privi di sostanza.
Nel caso specifico, invece, si tratta soltanto di verificare se il tributo deve essere pagato o meno.
Nel primo caso è giusto che sia pagato. Nel secondo è giusto che chi sia chiamato a pagarlo si rifiuti.
D'altronde, se, a fronte dell'imprecisione del dettato normativo, esistono incertezze circa l'appicabilità delle disposizioni di legge alle operazioni di trasferimento dei giocatori, è condivisibile che chi ritiene di non essere assoggettato all'onere tributario si rivolga al Giudice competente (che, credo, sia la Commissione tributaria e non il Consiglio di Stato), il quale, all'esito del procedimento, rimuoverà l'incertezza e stabilirà in maniera non più oppugnabile il contenuto e l'ambito di operatività della norma tributaria.

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Citazione di: Palo il 28 Dic 2012, 15:30
Se ho ben capito, per noi il rischio sarebbe di 8.6 MEUR.

Qualcuno è in grado di quantificare il rischio per le cacche? No, perché, a certe condizioni, io ci starei pure ... (Al di la delle giuste considerazioni sul dovere di pagare le tasse).


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conti alla mano su di noi si parla di 40 milioni di imponibile, per le merde sarebbe almeno 3 volte tanto se gli contestassero tutto...


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Citazione di: rio2 il 28 Dic 2012, 16:44
conti alla mano su di noi si parla di 40 milioni di imponibile, per le merde sarebbe almeno 3 volte tanto se gli contestassero tutto...

Bisogna vedere come loro hanno considerato fiscalmente queste plusvalenze.
Oltre al fatto che loro hanno chiuso i loro ultimi bilanci con forti perdite, quindi è possibile che non ci sia imponibile ai fini IRAP.

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Citazione di: Pergianluca il 28 Dic 2012, 14:17
Almeno il redattore di questo articolo è dei nostri.
Non mi è chiaro in che veste si sia pronunciato il Consiglio di Stato (organo giurisdizionale costituzionalmente privo della garanzia di indipendenza dal potere esecutivo).
Non credo quale giudice dell'impugnazione delle decisioni delle Commissioni tributarie.
Qualcuno ne sa di più?

l'articolo parla di un parere del consiglio di stato alla agenzia delle entrate.
Si tratta di un organo consultivo che da fornisce consulenza alla amministrazione finanziaria.
Non si tratta quindi di attività giurisdizionale.
Nel merito considero - dalla mia modestissimo posizione - la tesi delle società molto convincente e coerente con a natura del rapporto di lavoro dei giocatori di calcio . possiamo essere ottimisti per la cassazione e destinate gli 8 milioni  a rischio  petto l'acquisizione di naingolan

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forse così a qualcuno passa la voglia di fare finte plusvalenze per aggiustarsi il bilancio!

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Citazione di: fish_mark il 28 Dic 2012, 19:07
l'articolo parla di un parere del consiglio di stato alla agenzia delle entrate.
Si tratta di un organo consultivo che da fornisce consulenza alla amministrazione finanziaria.
Non si tratta quindi di attività giurisdizionale.
Anche io credo sia così.
Volevo sapere su quale "impulso" il parere sia stato reso.

fish_mark

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Citazione di: Pergianluca il 28 Dic 2012, 19:28
Anche io credo sia così.
Volevo sapere su quale "impulso" il parere sia stato reso.

bah, probabilmente l'economia del pezzo non lo consente ma il risultato è che sembra che il parere sia frutto di una iniziativaautonoma del consiglio di stato quasi una operazione culturale.le cose sono due;
il parere è stato reso in vista di un provvedimento dell'agenzia (una circolare)
Il parere è stato chiesto dall'agenzia per essere utilizzato nel corso di un giudizio

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Quando si sapra' con certezza ?

Se confermato le cessioni degli esuberi serviranno per pagare il fisco invece che un paio di calciatori.
Fanculo.

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