Traduzione mia, siate clementi.
Una Lazio impopolare?
È forse la squadra meno mediatica e meno mediatizzata del gruppo di testa nella Serie A. Tuttavia, la Lazio è lì, proprio lì. Dopo la pausa natalizia, la squadra romana guarda tutte le altre dall'alto in basso (all'infuori della Juventus, ovviamente), ben salda al secondo posto. Un secondo posto che, finalmente, è la conseguenza logica delle due stagioni precedenti, in cui i biancocelesti erano terminati quinti, poi quarti. Tuttavia, le prestazioni dell'undici di Vladimir Petkovic sembrano passare quasi inavvertite. I media italiani gli preferiscono l'energico Stramaccioni, allenatore dell'Inter, le prodezze di Cavani al Napoli, l'esplosivo trio dell'asromamerda Titty-Lamela-OsvaRdo, o ancora la consacrazione definitica di Vincenzo Montella nella Fiorentina, per non parlare dei problemi del Milan. Ma la Lazio resta sempre in secondo piano. Non è abbastanza attraente? Può darsi. Non è abbastanza spettacolare? Forse. Ma ciò non toglie che bisognerà vedersela con questa squadra fino alla fine della stagione. Tanto più che la prima giornata dell'anno 2013, con il confronto diretto tra il napule e l'asromamerda, potrebbe esserle di nuovo favorevole. [Fino ad ora lo è stato, N.d.T.]
Come Maestrelli ed Eriksson
Durante la pausa, gli stessi giocatori della Lazio hanno cominciato a chiedersi perché i media gli prestassero un interesse pressoché minimo. Il capitano Stefano Mauri è stato il primo a rompere il silenzio, subito dopo la vittoria sul campo della Sampdoria, che ha fruttato il secondo posto: "Tre punti su un terreno difficile, sorpasso all'Inter e secondo posto... una grande Lazio. Chissà se adesso cominceranno a parlare un po' di noi... Forse", ha scritto sul suo sito ufficiale. Qualche giorno dopo, Antonio Candreva gli ha fatto eco ai microfoni di Lazio Style Radio: " A parte la Juve, che ha una fame incredibile, non ci sono squadre realmente più forti di noi, e tuttavia ho l'impressione che riceviamo poca attenzione da parte della stampa". Christian Brocchi preferisce invece ironizzare: "Qual è la nostra posizione in classifica? Non lo so, credo che siamo almeno dietro a tre o quattro squadre, no?" Per farla breve, a Formello si è ben consci del fatto che questa Lazio fa parlare poco. Eppure le cifre sono lì. In caso di successo stasera contro il Cagliari [ottenuto ieri, N.d.T.], i Romani raggiungerebbero quota 19 punti alla fine del girone d'andata. In tutta la storia, solo due allenatori hanno fatto meglio sulla panchina laziale al termine di 19 giornate: Tommaso Maestrelli, nella stagione 1972-73 (anno in cui la Lazio ha perso lo scudetto all'ultima giornata, per poi vincerlo la stagione successiva) e Sven-Göran Eriksson nel 1999-00, anno del [secondo] titolo.
Eppure questa Lazio si trascina un'immagine poco simpatica, senza che se ne sappia veramente il perché. Ciò non è dovuto necessariamente ai suoi tifosi, che sono stati demonizzati in Francia [solo in Francia... N.d.T.] in seguito a dei comportamenti razzisti alla fine degli anni '90 ma che in Italia sono considerati dei tifosi "normali", con il loro gruppo di ultras, come praticamente tutti i club italiani. No, la non-mediaticità della Lazio è dovuta ad altri fattori. Già il suo presidente, Claudio Lotito, ispira poca fiducia. Dopo il suo arrivo nel club nel 2004, è stato protagonista di ogni sorta di azioni che non hanno certo incrementato la sua popolarità, né quella della sua squadra. Ricordiamo su tutto: il folle gesto di far mettere fuori squadra, nel 2009-10, giocatori del calibro di Ledesma e Pandev a causa delle loro rivendicazioni contrattuali, per poi chiedere il loro reintegro quando la squadra si è trovata al bordo della zona retrocessione (Pandev ha preferito andarsene all'Inter). Ma nonostante episodi come questo, è riuscito a far arrivare a Roma giocatori come Hernanes e Klose. Eppure Ousmane Dabo, che ha indossato per cinque stagioni la casacca biancoceleste, ci ha assicurato che "c'è stato un tempo in cui la Lazio vantava giocatori come Vieri, Veron, Nesta, Salas, Nesta, ma anche allora se ne parlava poco, preferendole sempre le più mediatiche Juventus, Milan e Inter".
Un 4-0, poi 11 partite [adesso 12, N.d.T.] senza sconfitte
Si direbbe quindi che questa mancanza di mediaticità sia storica, e che la Lazio non possa fare nient'altro che continuare per la sua strada e accumulare punti, una settimana dopo l'altra. Potrebbe darsi piuttosto che il fatto che la stampa la ignori sia un vantaggio, essendoci meno pressione? Sì e no. Perché se ne parla sempre quando le cose vanno male. Lo scorso 4 novembre, ha ricevuto una mazzata sul campo del Catania (4-0). I media si sono accaniti a mettere l'accento sulle sue carenze difensive. Dopo quella sbandata, la Lazio ha infilato 11 gare [12 adesso, N.d.T.] senza la minima sconfitta, considerando tutte le competizioni in cui milita, ed ha incassato solo 5 gol [6 adesso, N.d.T.]. "Quando la Juve infila 11 gare senza sconfitte e incassa solamente 5 gol, si parla dei suoi record e se ne decantano i meriti. Quando è la Lazio a compiere tale impresa, è normale, e quindi nessuno ne parla", spiega l'ex folletto dell'attacco della Lazio, Vincenzo D'Amico. Ousmane Dabo concorda con lui su questo punto: "Non so perché si parli così poco della Lazio, ma le cose sono andate sempre così. Anche a Roma, i redattori capo dei quotidiani sono tutti dell'asromamerda, e quindi è difficile per loro parlare bene della Lazio", afferma con ironia.
Cattiva reputazione o no, mediaticità o no, la Lazio riceve stasera il Cagliari, con la possibilità, come abbiamo detto, di consolidare il suo secondo posto [fatto, N.d.T]. L'Inter giocherà domani un incontro complicato a Udine [e ha perso, N.d.T.], mentre il napule e l'asromamerda si affronteranno al San Paolo. Non è impossibile, quindi, che alcune dirette concorrenti della squadra di Petković possano lasciare qualche punto per strada [è già successo, grazie del buon augurio, N.d.T.]. Per questa partita, il tecnico bosniaco dovrebbe poter contare su tutti i titolari, aspettando i rinforzi promessi da Lotito. Il sogno dei dirigenti è attualmente Frank Lampard. Igli Tare, il direttore sportivo laziale, gli ha proposto un contratto di tre anni a 2,5 milioni di euro a stagione. Steve Kutner, il manager di Lampard, ha affermato che "la Lazio potrebbe essere la destinazione ideale per Frank". Lampard dietro a Klose... Al meno, non si potrà più dire che la Lazio manchi d'esperienza per poter conquistare la qualificazione alla Champions League. Anche senza essere incensata.
VOGLIO GIORNALI COSÌ IN ITALIA.