Citazione di: Panzabianca il 08 Gen 2013, 12:45
fish, ma tue lucide idee su come riportare i tifosi allo stadio? mi sorprende che tu nun sia entrato nel merito.
Niente stadio, siamo lazialidi fish_markCaro Panzabianca.
qui si considera andare allo stadio come un atto di fede, un atto comandato come il pellegrinaggio ad Assisi o quello alla Mecca. Da tifoso il discorso sta in piedi.
Ma nell'Italia del 2013, quella del traffico romano, del contribuente vessato dall'IMU, del precario che tenta ogni mese di superare indenne la terza settimana, insomma nella realtà di ogni giorno, tutto questo è sempre più difficile. Nello specifico del un calcio la partita non è più la messa comandata della domenica, quella delle 14,30, dove ci vai dopo aver assunto il cannellone e la pastorella come da prescrizione medica e aver sistemato la famiglia. In queste condizioni, arrivare ai pienoni di una volta, quelli che sistematicamente si raggiungevano durante l'anno, non è più possibile e non ha più senso se vuoi.
Qualche post addietro ho letto che un vero tifoso è quello che supera mille insidie (tram, parcheggi, biglietti) e ci va sempre e comunque. Vero, per carità. Ma era (ancora più) vero quando una volta non c'era la televisione.
Quanti ricordano le dirette televisive in occasione di partite internazionali? Quanti ricordano però che era esclusa "la zona di Roma"? Questo per "costringere" i tifosi a riempire lo stadio, altrimenti molti si sarebbero (giustamente) apparecchiati a casa.
Ebbene, oggi questo "strano" fenomeno si ripete quotidianamente. Io pure volevo andare a Lazio-Cagliari, ma dopo una giornata di centri commerciali (ho il "secondo" lavoro come tutti ...) non je la facevo proprio di attraversare la città e affrontare le gelide lande del Foro Italico, di accorrere all'ultimo secondo per fare il biglietto a Via Calderoni anziché nei botteghini dello stadio (chiusi per "sicurezza"), di esibire il mio documento di identità (al cinema non me lo chiedono), di sottopormi ai controlli degli stiuarz e delle forze dell'ordine (sono un uomo pacifico e innocuo) per vedere una partita con il campo a distanza siderale (per gridare il gol e chiedere disperato al vicino "ma chi ha segnato?!?" e quello che ti risponde "Badiani" ... ). No, "nun je la potevo fa".
E allora, siccome ho una bella tesserina in dt me la sono gustata a casa. Lo so, non sono un "vero" tifoso, ma munito di frittatona gigante (punto di congiunzione con gli anni 70) e libero di esprimere tutta la mia crassa ignoranza (rutto libero, anche come sfida libertaria al rigore del regolamento condominiale) me la sono gustata a casa.
E poi qui si fa un discorso da tifosi e basta, ma quelli accesi, ultras in senso lato, sono sempre una minoranza dei vari appassionati che seguono una squadra . In queste condizioni pretendere 80 mila ultras allo stadio è come pretendere che un partito sia votato da decine di milioni di tesserati. Una pretesa sostenibile soltanto nei regimi dittatoriali, non in una democrazia o in un libero mercato.
Pertanto i 10-20 mila sono sempre garantiti con una squadra di grande tradizione e di una grande città come la Lazio, ma per andare oltre si deve arrivare a coinvolgere gli appassionati un po' più tiepidi ma che sarebbero disposti a venire se si verificassero una serie di condizioni. Una squadra che va bene in campionato, una politica dei prezzi accattivante, una serie di comodità come parcheggi e trasporti urbani che a Roma non c'è. In tutto questo può fare molto ma non tutto la società, può e deve fare molto altro il comune di Roma.
E poi che dire degli orari? Che dire dell'imperio della TV? Se a voi va bene così, anche a me va benissimo, ma poi non ci lamentiamo se per un Lazio-Milan non ci sono 80 mila persone, per una partita giocata in un gelido mercoledì sera di febbraio ...
E fozzalazzio!